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N. 10 ottobre 2007
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Miniature
per il 75° di "Madre di Dio"
Il Transito
e l’Incoronazione della Vergine sono i soggetti riprodotti
rispettivamente nella 1ª e nella 4ª di copertina di questo numero di
ottobre, mese particolarmente caro alla celebrazione dei misteri del santo
rosario. Il Transito della Vergine « Compiuto il corso della sua vita terrena, la Beata Vergine Maria fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo» (Costituzione apostolica Munificentissimus Deus).Così Angelo Ottolini commenta la miniatura (riprodotta accanto): «La scena è ispirata dai Vangeli apocrifi sul transito della Vergine. Da lei convocati, dopo che l’arcangelo Michele le ha comunicato la prossima fine, sono accorsi tutti gli apostoli, eccetto Tommaso che, secondo la narrazione dello Pseudo-Arimatea, giunse tardi dato che stava evangelizzando la lontana India. «Gli apostoli sono raggruppati alle due estremità del letto: vicino al cuscino si possono forse riconoscere Pietro e Paolo, a destra il più giovane, Giovanni, figlio adottivo della Vergine. In alto Dio, racchiuso in una mandorla dorata da cui si dipartono raggi che illuminano la scena, tiene fra le braccia l’anima di Maria, sotto forma di una bimba in fasce. «Dal punto di vista iconografico, è interessante anche l’episodio che si svolge nella parte bassa della bordatura e che non ha apparentemente un legame tematico con il soggetto della miniatura centrale. Esso narra la storia di san Giorgio e il drago che divora il popolo di Silene. La Legenda aurea racconta che il santo accettò di liberare la città solo dopo il battesimo del re e del suo popolo e che, come si vede nella miniatura, istruì la principessa affinché facesse passare la sua cintura intorno al collo del drago, per portarlo al suo popolo come un cane al guinzaglio.
«Ai lati della bordatura risultano piuttosto interessanti le due strutture architettoniche del cantiere del Duomo (di Milano), proprio nei primissimi anni del XV sec.». (Angelo Ottolini, Maria ieri e oggi, Edizioni Paoline 19914, pag. 50). Ricordiamo, ancora a commento di questa miniatura, quanto scrivemmo a proposito dell’Assunzione di Maria al cielo: che nel quarto mistero della gloria contempliamo qui cosa significhi per il cristiano essere accolto nella gloria del Signore, e qual è il definitivo elevarsi della creazione, nel disegno di Dio di «ricapitolare in Cristo tutte le cose» (Ef 1, 10). Papa Pio XII, nella Costituzione apostolica Munificentissimus Deus con la quale proclamava il dogma dell’Assunzione di Maria al cielo, dichiarava: «La Vergine immacolata, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo, per essere così più pienamente conforme al figlio suo, Signore dei signori (cf Ap 19, 16) e vincitore del peccato e della morte» (citato in Lumen gentium 59). «Così sulla terra – aggiunge la Costituzione dogmatica Lumen
gentium (68) – la madre di Gesù brilla ora innanzi al peregrinante
popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a
quando non verrà il giorno del Signore» (cf 2Pt 3,10). L’incoronazione di Maria «Alla tua destra è assisa Maria Regina, splendente di oro e di gemme» (cf Sal 44, 10). Sempre di Angelo Ottolini riportiamo l’illustrazione della miniatura sull’Incoronazione della Vergine della 4ª di copertina (riprodotta sopra): «Il racconto dell’incoronazione della Vergine è strettamente legato dal punto di vista narrativo a quello del suo "transito" che lo precede. Cristo, con le attribuzioni caratteristiche del potere regale, è rappresentato nell’atto di incoronare Maria, assunta in cielo dopo il suo "transito" appunto. Entrambi stanno seduti su un imponente trono verde-brillante, sottilmente intarsiato, che costituisce l’unico elemento della composizione a suggerire lo spazio; i personaggi sono entrambi vestiti in azzurro, lo stesso colore dei cuscini situati ai loro piedi, che continuano, amplificandone l’effetto, il gioco dei panneggi. Dal trono ricade verso il basso un drappo vermiglio che crea un suggestivo contrasto cromatico con il trono stesso e con le vesti dei due personaggi, ma allo stesso tempo costituisce un elemento di raccordo fra Cristo e la Vergine.
«Il gruppo è inserito in una mandorla raggiata in oro brunito, a sua volta circondata da una schiera di Angeli dipinti in rosso-magenta e modellati in bianco: uno di loro suona una tromba il cui gonfalone porta le armi dei Visconti. «Nei tralci delle bordure sono ricavate quattro mandorle che contengono ognuna l’effigie di un santo: ai lati compaiono santa Caterina d’Alessandria e san Giovanni Battista (i due patroni di Gian Galeazzo Visconti e della sua seconda moglie, Caterina). Più difficile riconoscere i due santi sopra e sotto: quello in basso è probabilmente sant’Ambrogio; quello sopra pare essere san Barnaba, patrono di Milano prima di sant’Ambrogio» (Maria ieri e oggi, 19914, pag. 54). Nell’Incoronazione di Maria celebriamo il quinto mistero della gloria: Maria, assunta in cielo, è incoronata regina del cielo e della terra, degli angeli e dei santi. Dal prezioso libretto su I misteri del Rosario illustrati delle Edizioni San Paolo, riportiamo tre brevi spunti di riflessione: 1) «Il popolo cristiano riconosce la Vergine glorificata in cielo nella donna dell’Apocalisse "vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle" (cf Ap 12, 1): è una visione di paradiso, tanto cara all’espressione dell’arte di ogni tempo e alla nostra devozione». 2) «[Maria] coronata di gloria – come ricordava papa Giovanni Paolo II (Rosarium Virginis Mariae 23) – rifulge quale Regina degli Angeli e dei Santi, anticipazione e vertice della condizione escatologica della Chiesa». Così, anche questo mistero glorioso «alimenta nei credenti la speranza della meta escatologica verso cui sono incamminati come membri del popolo di Dio pellegrinante nella storia» (RVM, 23). 3) «Riviviamo questo mistero ogni volta che sentiamo nostalgia del cielo e riusciamo ad alzare lo sguardo oltre l’orizzonte terreno, nella gioia e nel dolore, nella buona come nella cattiva sorte». Bruno Simonetto |
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