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N. 10 ottobre 2007
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Il
Papa e i giovani «Guardate alla
giovane Maria!» Il più grande raduno di giovani dopo
Colonia è avvenuto a Loreto nel segno di Maria. Ad essi il Papa ha
indicato la Vergine come modello, mentre si prepara l’incontro di
Sydney nel 2008. Cinquecentomila giovani, una splendida cornice naturale nella spianata di Montorso vicino a Loreto, una scenografia curatissima, un’orchestra a cui partecipano i disabili di "Esagramma", un Papa che ascolta i giovani, dialoga a braccio con loro e li sfida a saper «andare controcorrente»: è questo lo scenario dell’incontro dei giovani italiani con papa Benedetto XVI sabato 1 e domenica 2 settembre, che conclude il primo anno del cammino dell’Agorà dei giovani. Presenze oltre ogni aspettativa, con un Papa ormai a suo agio nell’affrontare i giovani, con i quali usa il suo tipico stile della "parola", esercitando una vera "pastorale dell’intelligenza". Momenti forti sono stati la veglia di preghiera (cui ha fatto seguito la veglia notturna) di sabato sera e l’eucarestia la domenica mattina. E – in un luogo come Loreto – non potevano mancare richiami mariani (suggeriti peraltro dalla liturgia), di cui riportiamo qualche stralcio.
Alla veglia, Benedetto XVI, dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni giovani, ha ripreso il filo del Vangelo (Lc 1,26-38) legando la vicenda di Maria all’aspirazione dei giovani a un’esistenza piena e felice, vista da molti però «come un sogno qualche volta quasi irrealizzabile». E ha additato Maria proprio come icona cui guardare per superare i timori: «Niente è impossibile per chi si fida di Dio e si affida a Dio. Guardate alla giovane Maria! L’angelo le prospettò qualcosa di veramente inconcepibile: partecipare [...] al più grandioso dei piani di Dio, la salvezza dell’umanità. Dinanzi a tale proposta, Maria […] rimase turbata, avvertendo tutta la piccolezza del suo essere di fronte all’onnipotenza di Dio; e si domandò: com’è possibile, perché proprio io? Disposta però a compiere la volontà divina, pronunciò prontamente il suo "sì", che cambiò la sua vita e la storia dell’umanità intera […]. Cari ragazzi e ragazze, impariamo da Maria a dire il nostro "sì", perché lei sa veramente che cosa significhi rispondere generosamente alle richieste del Signore. [...]. Guardando a lei, seguendola docilmente scoprirete la bellezza dell’amore, non però un amore "usa-e-getta", passeggero e ingannevole, prigioniero di una mentalità egoista e materialista, ma dell’amore vero e profondo [...]. Per molti questo trova compimento nella scelta del matrimonio e nella formazione di una famiglia dove l’amore tra un uomo e una donna sia vissuto come dono reciproco e fedele, come dono definitivo, suggellato dal "sì" pronunciato davanti a Dio nel giorno del matrimonio, un "sì" per tutta l’esistenza. So bene che questo sogno è oggi sempre meno facile da realizzare. Attorno a noi quanti fallimenti nell’amore! [...] Quante famiglie vanno in frantumi! Quanti ragazzi, anche tra voi, hanno visto la separazione e il divorzio dei loro genitori! A chi si trova in così delicate e complesse situazioni vorrei dire questa sera: la Madre di Dio, la comunità dei credenti, il Papa vi sono accanto e pregano perché la crisi che segna le famiglie del nostro tempo non diventi un fallimento irreversibile». Nell’omelia della messa, il Papa ha sviluppato il tema dell’umiltà a partire dal Vangelo (Lc 14,7-14), additando ancora una volta la Vergine Maria quale modello: «L’umiltà di Maria è ciò che Dio apprezza più di ogni altra cosa in lei [...]. Questa prospettiva indicata dalle Scritture appare oggi quanto mai provocatoria per la cultura e la sensibilità odierna [...]. L’umile è percepito come un rinunciatario, uno sconfitto [… ]. Invece è la via maestra, [...] perché, in primo luogo, rappresenta il modo di agire di Dio stesso. È la via scelta da Cristo». Da qui l’esortazione: «Non seguite la via dell’orgoglio, bensì quella dell’umiltà. Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere [...]. Siate vigilanti, siate critici! [...] Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda [...]. Questa dell’umiltà non è dunque la via della rinuncia ma del coraggio [...]. Seguendo Cristo e imitando Maria, dobbiamo avere il coraggio dell’umiltà; dobbiamo affidarci umilmente al Signore perché solo così potremo diventare strumenti docili nelle sue mani e gli permetteremo di fare in noi grandi cose». Vincenzo Vitale |
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