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N. 11 novembre 2007
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Miniature
per il 75° di "Madre di Dio"
La Presentazione
di Maria al tempio e La Vergine visitata nel tempio dagli angeli sono
i soggetti riprodotti rispettivamente nella 1ª e nella 4ª di copertina
di questo numero di novembre, in cui si celebra l’importante festa
mariana illustrata nelle due miniature. Presentazione di Maria al tempio «Maria entrò nel tempio del Signore per offrire se stessa in vero sacrificio a Dio che l’aveva destinata per sua abitazione»: così canta la Liturgia siro-occidentale della festa. Angelo Ottolini commenta con accurata analisi la miniatura di Giovannino de’ Grassi (riprodotta qui a lato): «All’età di tre anni Maria viene condotta dai genitori, Gioacchino ed Anna, a Gerusalemme, per essere offerta al Signore nel tempio, luogo in cui rimane fino all’età di dodici anni, dedita al servizio del santuario. Questo episodio non è contenuto nei Vangeli, ma è una delle "pie invenzioni" degli apocrifi. «Benché all’evento sia collegata una delle feste mariane solo recentemente "rivalutata" come giornata pro orantibus, il soggetto risulta essere piuttosto diffuso in campo artistico. «Giovannino de’ Grassi fonde qui in un’unica rappresentazione due momenti distinti: a sinistra, Anna tiene tra le braccia la figlia ancora piccola che la accarezza teneramente, e accanto a loro Gioacchino le guarda con dolcezza; a destra, la bambina, giunta al tempio, sembra più grandicella e si dirige sicura verso l’altare da dove il sacerdote stende le braccia per riceverla. «L’interno del tempio è tappezzato con una stoffa riccamente decorata e trapunta d’oro, sulla quale si staglia la sontuosa veste del sacerdote; solo il davanti dell’altare è dorato, mentre il resto dell’interno mantiene il colore della pergamena [...]. «Nella cornice che inquadra la miniatura si legge il motto di Gian Galeazzo Visconti: "A bon droyt", inframmezzato da soli in oro che decorano anche il resto del foglio; nei tondi agli angoli della bordura si vedono i simboli degli evangelisti con il nimbo dorato» (Angelo Ottolini, Maria ieri e oggi, Edizioni Paoline 19914, pag. 30).
Può anche sembrare curioso il fatto che la raccolta di formulari di Messe della Beata Vergine Maria non contempli uno specifico formulario riferito alla Presentazione di Maria al tempio, mentre la stessa raccolta contiene il bellissimo formulario 23 che propone il tema del "mistero del tempio", nella celebrazione di Maria Vergine, Tempio del Signore. «Il "mistero del tempio"», dice la presentazione, «raggiunge il suo compimento (cf Gv 2, 19-22) in Gesù Cristo, nel quale "abita corporalmente tutta la pienezza della divinità" (Col 2, 9). «Allora, sotto l’immagine del "tempio" si celebra la maternità divina della Beata Vergine Maria e la santità della sua vita. Maria Santissima è chiamata perciò "santuario", "preparato con arte ineffabile" da Dio per il Figlio suo (cf Colletta), singolare "tempio della gloria" di Dio, per "l’obbedienza della fede [...] nel mistero dell’Incarnazione" (cf Prefazio); ed è chiamata con altre immagini tratte dalla Sacra Scrittura, il cui significato è pressoché identico a quello del "tempio"». Alla luce di queste considerazioni, nella memoria della Presentazione
di Maria al Tempio, siamo piuttosto invitati a coglierne il valore
teologico più profondo, cioè la verità di Maria, «Tempio del Signore,
Santuario dello Spirito». La Vergine visitata nel tempio dagli angeli «Donaci, o Padre, di offrirti tutto l’universo in sacrificio di lode, e di essere degni di partecipare al culto della corte celeste verso la tua santa Madre» (Liturgia siro-occidentale della festa). Sempre di Angelo Ottolini riportiamo l’illustrazione della miniatura su La Vergine visitata nel tempio dagli angeli della 4ª di copertina (riprodotta sopra): «La Legenda aurea di Jacopo da Varazze racconta che Maria, dopo aver compiuto la sua offerta, fu lasciata da Anna e Gioacchino nel tempio fra le altre vergini: in quel luogo, mentre cresceva in santità, veniva visitata dagli angeli e ammessa alla visione divina. «Il racconto della vita di Maria nel tempio incontrò parimenti grande fortuna presso gli artisti: frequenti sono le immagini di Maria che la mostrano al lavoro, specialmente mentre tesse, oppure mentre riceve il cibo portato da un angelo. «Nella miniatura di Giovannino de’ Grassi ella è rappresentata in assorta preghiera, mentre viene come tenuta sospesa in aria da dodici angeli [...].
«Si possono facilmente riscontrare qui analogie con l’abituale rappresentazione iconografica dell’Assunzione; solo che, in questo caso, la scena è ambientata in un interno, volutamente disadorno, quasi a sottolineare l’eccezionalità dell’evento e a voler far convergere l’attenzione sull’immagine di Maria. La sacralità dell’evento è suggerita invece dai raggi dorati che si dipartono dalla figura della Vergine, ma il loro significato è amplificato dalla presenza nei quattro angoli della bordura dei soli, emblemi di Gian Galeazzo Visconti, e dall’abbondante uso dell’oro in tutta la decorazione marginale […]. «Riguardo agli angeli che formano un ovale intorno alla Vergine, è opportuno notare anche la loro silhouette snella e nervosa e il panneggio aguzzo degli orli, assai vicino alla maniera oltremontana» (Angelo Ottolini, Maria ieri e oggi, Edizioni Paoline, 19914, pag. 32). Al "commento mariologico" della miniatura della 1ª di copertina (sulla Presentazione di Maria al Tempio), aggiungiamo qui un’altra breve riflessione relativa a tale festa mariana. Qualunque sia la "verità storica" dell’episodio, quanto interessa la liturgia e la pietà sul problema è il valore religioso e teologico della Presentazione. La realtà religiosa è quella della totale consacrazione a Dio della Vergine, fin dai primi giorni della sua esistenza. Perciò, molto presto la riflessione cristiana si è fermata sulla misteriosa preparazione di questa anima eletta al compito che Dio le affidava. Dunque, la preparazione di Maria alla sua sublime vocazione di Madre di Dio e il fatto ancora più importante di considerare la Vergine stessa "Tempio santo di Dio" danno il significato pieno alla festività mariana della Presentazione. È per questo profondo significato religioso e teologico che il 21 novembre viene celebrato come giornata pro orantibus in tutte le Chiese del mondo, intendendo così specchiare in quella della Vergine presentata al tempio l’offerta radicale a Dio della vita delle claustrali e dei monaci. Bruno Simonetto |
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