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N. 11 novembre 2007
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Editoriale La liturgia della Solennità di Tutti i Santi si ispira a due festosi e solenni "quadri" biblici di "assemblee celesti": la lettura breve dei Primi vespri (Eb 12,22-24) richiama la «città del Dio vivente», che riunisce insieme a Dio e a Gesù «miriadi di angeli in festa», un’«assemblea di primogeniti iscritti nei cieli» gli «spiriti dei giusti arrivati al perfezionamento»; la seconda lettura della messa (Ap 7) presenta una «moltitudine immensa... di ogni nazione, razza, popolo e lingua». È da queste immagini che un antico autore cristiano d’Oriente prende spunto per immaginare la presenza di Maria (che egli insignisce del titolo di profeta, apostolo e martire), tra i santi (i "giusti" di Eb 12,22-24): «Non conviene dunque che rendiamo onore a colei che è lodata dagli spiriti giusti? I patriarchi le rendono onore come colei che ha colmato la speranza nella quale essi hanno perseverato per lungo tempo, come colei che ha portato al seme di Abramo quella benedizione che è il Cristo stesso e che si è estesa a tutti i popoli e a tutte le terre. I profeti le rendono onore come colei che ha illuminato le loro profezie e ha generato il sole di giustizia, che ha rivelato cose segrete, nascoste, sconosciute. Anche gli apostoli le rendono onore come colei che essi hanno riconosciuto quale principio della loro predicazione. I martiri le rendono onore come colei che fu la prima a dare loro l’esempio di lotte e di corone. I dottori della Chiesa e i pastori delle pecore spirituali le rendono onore come a colei che chiude la bocca all’eresia e che, come da una sorgente limpida e pura, fa sgorgare le acque dell’ortodossia. E così anche noi rendiamo onore alla santa Madre di Dio e sempre-vergine Maria con solenni celebrazioni perché essa può, più di ogni altro santo, innalzare preghiere per noi, e perché noi stessi ci gloriamo di averla ottenuta come ornamento della nostra umanità» (Severo di Antiochia, Omelia 14). Proprio alla riflessione su Maria tra i santi, anzi come "Signora dei santi", a partire dalla liturgia della solennità di Tutti i Santi, è dedicato l’articolo di Sergio Gaspari. Continua poi la riflessione teologica sulle apparizioni di Fatima di Stefano De Fiores, mentre Giuseppe Daminelli ripercorre la storia e le istanze del movimento mariano in Italia e Alberto Rum ci offre una riflessione su Maria come Colei che indica la Via (gli orientali la chiamano Odighitria), ossia Gesù Cristo. George Gharib ci presenta invece il trittico di feste che la Chiesa copta dedica all’infanzia di Maria, cominciando con quella della Concezione di Anna. Prosegue la serie degli apocrifi di Simone Moreno, dedicata questa volta alla glorificazione di Maria secondo questi scritti, mentre Bruno Simonetto ci presenta le penetranti riflessioni dell’allora cardinale Ratzinger sulle opposte "eresie" della gnosi e del femminismo. Nei novant’anni della Milizia dell’Immacolata, che ricorrono il 16 ottobre, abbiamo voluto dedicare un ritratto a padre Massimiliano Maria Kolbe, il martire di Auschwitz, che – aspetto forse meno notorio – è stato anche un grande paladino dell’Immacolata e che a lei si è ispirato per parecchie opere apostoliche di grande respiro. Maria di Lorenzo dedica invece la sua attenzione alla Suore dello Spirito Santo, fondate da madre Giuseppina Arcucci. La Vergine Maria ci aiuti e ci accompagni nel cammino verso Cristo sulle orme dei santi. Il Direttore |
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