Madre di Dio

 

N. 12 dicembre 2007

 Maria nell'arte miniata - 11

 «Tua madre è un prodigio»

Amici lettori

Fatima: attuale situazione della teologia trinitaria
    
Stefano De Fiores

Arrivederci, caro padre Gharib!
    
Domenico Marcucci

Maria modello di lectio divina
    Giuseppe Daminelli

Un padre per i poveri
  
 Saverio Gaeta

La madre di Gesù sintesi vivente del Vangelo
    Bruno Simonetto

Valore degli apocrifi
    
Simone Moreno

Una donna dai molti volti
    
Vincenzo Vitale

Speranza nostra, salve
    
Alberto Rum

Nel grembo della Madre la sapienza del Padre
    
Sergio Gaspari

Maria, speranza dell’ecumenismo?
    
Vincenzo Vitale

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Un seme di gioia nel cuore
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa
  

Madre di Dio n. 12 dicembre 2007 - Copertina

   

il DIRETTORE

Amici lettori
   

Che cosa significano le tre stelle sull’abito di Maria?

** Gentile direttore, da qualche tempo mi interesso di icone e mi piacciono particolarmente quelle mariane. In più d’una ho notato la costante presenza di tre stelle che adornano l’abito della Vergine. Me ne spiegherebbe il significato? Grazie e buon lavoro!

Adelaide (Pescara)
  

Nell’iconografia mariana il dogma della perpetua verginità di Maria – la aeipárthenos, ovvero la semprevergine (concilio di Costantinopoli II, 553 d.C.) – viene rappresentato simbolicamente da tre stelle che ornano il mantello della Vergine. Le tre stelle indicano la verginità ante partum, in partu e post partum.

Georg Söll, un grande storico dei dogmi mariani, afferma al riguardo: «Il fatto che la Madre di Dio non cessò mai di essere vergine fu una realtà non soltanto per i fedeli del tempo di Basilio, ma anche per quelli dei secoli successivi. L’ex Maria Virgine (dalla Vergine Maria) del Simbolo della Chiesa universale venne inteso nel senso più ampio ed elevato a criterio di ortodossia».La maternità verginale assicura che Gesù è un dono esclusivo di Dio Trinità all’umanità in Maria.

Un ignoto autore del secolo VII, al quale viene dato il nome di Eusebio Gallicano, instaura un originale paragone tra Maria e la Chiesa, entrambe vergini e madri: «Poco fa ti meravigliavi per l’uomo nato dalla verginità. Ammira ora una novità non inferiore: un uomo che rinasce. Se ti piace, facciamo un confronto tra queste due madri [...].

«Per mezzo di Maria è nato colui che era fin dal principio; per mezzo della Chiesa è rinato colui che in principio era perito; quella generò in favore dei popoli, questa genera i popoli; quella, come sappiamo, ha partorito una sola volta un figlio rimanendo vergine, questa continuamente partorisce per mezzo dello sposo vergine. Quindi ciò che tu ritenevi un prodigio unico nei secoli, riconoscilo ormai come una funzione abituale».

La vita divina nata nel seno di Maria si diffonde poi nell’umanità intera attraverso l’azione sacramentale della Chiesa. La Chiesa, come Maria, è la madre che continuamente, mediante il battesimo e gli altri sacramenti, fa rinascere l’umanità alla comunione con Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.

Madonna con il Bambino di Jean Malouel (1410, Louvre).
Madonna con il Bambino di Jean Malouel (1410, Louvre). Si possono notare le stelle
sulla mano della Madonna, simbolo della verginità. Il pittore sembra essersi ispirato al titolo medievale
di «fenestra caeli»: attraverso di lei il Signore ha donato al mondo la vera luce.

In che senso Maria dice «Non conosco uomo»?

** Caro direttore sono un’affezionata lettrice della sua rivista per la quale esprimo un sincero apprezzamento. Le scrivo per sottoporle una questione che mi è stata sollecitata dai miei ragazzi di catechismo. Io guido una classe di post-cresima e mi trovo a contatto con adolescenti molto vivaci che sono interessati a sapere che cosa intendesse dire Maria quando, davanti all’annunzio dell’angelo, pronuncia l’ambigua espressione: «Non conosco uomo». La ringrazio per l’aiuto che vorrà darmi.

Filomena (Pescara)

Cara Filomena, l’esegesi tradizionale (che vede tra i suoi protagonisti personaggi del calibro di san Gregorio di Nissa, sant’Agostino ecc.) ritiene che Maria con l'espressione «Non conosco uomo» abbia voluto esprimere all’angelo che la interpellava il suo stato di verginità o, forse, il suo proposito di rimanere vergine.

Se si mette a confronto questo passo con altri tratti dall’Antico Testamento, risulta chiaramente che l’espressione «non conoscere uomo» connoti lo stato di verginità della donna: per esempio si consideri il caso della figlia di Iefte che prima di morire ottenne di andare per i monti a «piangere la sua verginità» perché «non aveva conosciuto uomo» (Gdc 11,37-39; cf anche Gdc 21,12).

Per Maria questa espressione va intesa nel senso del suo stato d’animo esistenziale, cioè del suo desiderio di restare vergine per il suo Signore.

Il Direttore
   

Cari amici lettori, in occasione del trasferimento della redazione di Madre di Dio ad Alba, vi ricordiamo che potete inviare le vostre lettere, con le domande relative a Maria e più in generale alla nostra vita di fede, al seguente indirizzo: Redazione Madre di Dio – Piazza San Paolo 12 – 12051 Alba (Cn), o al seguente indirizzo e-mail: mdd@stpauls.it