Madre di Dio

 

N. 12 dicembre 2007

 Maria nell'arte miniata - 11

 «Tua madre è un prodigio»

Amici lettori

Fatima: attuale situazione della teologia trinitaria
    
Stefano De Fiores

Arrivederci, caro padre Gharib!
    
Domenico Marcucci

Maria modello di lectio divina
    Giuseppe Daminelli

Un padre per i poveri
  
 Saverio Gaeta

La madre di Gesù sintesi vivente del Vangelo
    Bruno Simonetto

Valore degli apocrifi
    
Simone Moreno

Una donna dai molti volti
    
Vincenzo Vitale

Speranza nostra, salve
    
Alberto Rum

Nel grembo della Madre la sapienza del Padre
    
Sergio Gaspari

Maria, speranza dell’ecumenismo?
    
Vincenzo Vitale

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Un seme di gioia nel cuore
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa
  

Madre di Dio n. 12 dicembre 2007 - Copertina

 Uno scrittore e un libro

 
di VINCENZO VITALE

Una donna dai molti volti
   

Il neopresidente del Pontificio consiglio della cultura, monsignor Ravasi, esplora le immagini bibliche di Maria con l’ausilio della tradizione e della ricchezza dell’arte.
 

Il volume che ci accingiamo a presentare è l’ultima fatica editoriale dell’instancabile monsignor Gianfranco Ravasi ed è dedicato proprio alla Vergine Maria: si tratta de I volti di Maria nella Bibbia (San Paolo 2007, pp. 314, euro 38).

L’autore non ha bisogno di lunghe presentazioni: docente di esegesi alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, biblista conosciuto come grande divulgatore (tutti lo ricorderanno per la rubrica "Le frontiere dello Spirito"), per molti anni prefetto della Biblioteca ambrosiana, è stato nominato proprio di recente da Benedetto XVI presidente del Pontificio consiglio della cultura e ordinato arcivescovo titolare di Villamagna di Proconsolare.

L'autore del libro Gianfranco Ravasi.
L’autore del libro Gianfranco Ravasi.

Ebbene, proprio sul suo terreno di biblista monsignor Ravasi gioca la partita di scrivere un libro dedicato appunto ai volti di Maria: in due grandi parti ("Maria e la prima alleanza" e "Maria e la nuova alleanza") per un totale di trentuno capitoli, egli dipana, come in un intarsio policromo, il suo multiforme ritratto di Maria partendo dalle Scritture. Ma non solo dal Nuovo Testamento, ma anche dall’Antico: non perché l’Antico Testamento parli direttamente di Maria, ma perché, come ha affermato anche il Vaticano II in conformità a una lunga tradizione ecclesiale, la Chiesa vede Maria «profeticamente adombrata nell’Antico Testamento» (Lumen gentium 55), secondo un’ermeneutica retrospettiva, che parte cioè dall’evento Cristo (e Maria) e da lì rilegge in persone, istituzioni e simboli della prima alleanza la figura della Vergine (cf p. 300).

Tra fede e cultura

Per quanto riguarda l’Antico Testamento, l’autore può, con la tradizione, rileggere, in chiave mariana diverse pagine bibliche: il "protovangelo" di Genesi 3,15 (cap. I), l’episodio di Mosé che contempla il roveto ardente (cap. II), la serie delle figure femminili (Debora, la "madre d’Israele", cap. III; Rut, l’antenata di Davide, cap. V; la sterile Anna, cap. VI; Giuditta, cap. IX; Ester, cap. X), la figura del guerriero Gedeone (cap. IV), l’episodio di Davide che danza davanti all’arca (cap. VII), l’invito del profeta Sofonia, 3,14-17, «Gioisci figlia di Sion» (VIII), la sposa del salmo 45 (XI), la figura della Sapienza (XII), le immagini del Cantico dei Cantici (XIII), la profezia di Isaia 7,14 (XIV), ancora una profezia di Isaia 61 (XV), per poi proseguire con i passi del Nuovo Testamento (XVI-XXXI).

Copertina del volume.

Ma Ravasi non si ferma all’esegesi dei testi: oltre a contestualizzare i brani, allargando così la prospettiva di lettura, con molta fluidità egli intreccia il commento alle letture dei Padri della Chiesa, con opportune citazioni, e a preghiere mariane di diverse epoche. E non solo: egli estende il discorso con una ricchezza di riferimenti alle diverse arti, figurative prima di tutto (il libro è arricchito da numerose immagini, che sono riprese e spiegate nel corso del testo), ma anche alla musica, alla letteratura, alla filosofia. Sfilano così nomi noti come Dante, Händel, Pascoli, Bernanos, Rilke, Sartre, ma anche meno noti come Guittone d’Arezzo, Honegger, Pizzetti, S. Weil e tanti altri ancora.

Così Ravasi riesce con molta naturalezza e con la solita, impareggiabile penna a spiegare il collegamento tra il brano biblico e la lettura mariana della tradizione ecclesiale e ad aprire un "varco" che spiega il "viaggio" del testo nella storia della fede cristiana.

Quello che ne esce è un discorso mariologico ricco, biblicamente fondato (anche se non limitato alle Scritture), ma anche molto sfaccettato, che avvia una lettura "aperta" dei testi, dei quali con l’aiuto della tradizione rintraccia e fa emergere il contenuto di fede. Una lettura di fede che si intreccia armoniosamente con l’aspetto culturale e artistico, percorrendo forse, senza teorizzarla, una "via della bellezza" robusta quanto piacevole alla fruizione.

Vincenzo Vitale