Madre di Dio

 

N. 12 dicembre 2007

 Maria nell'arte miniata - 11

 «Tua madre è un prodigio»

Amici lettori

Fatima: attuale situazione della teologia trinitaria
    
Stefano De Fiores

Arrivederci, caro padre Gharib!
    
Domenico Marcucci

Maria modello di lectio divina
    Giuseppe Daminelli

Un padre per i poveri
  
 Saverio Gaeta

La madre di Gesù sintesi vivente del Vangelo
    Bruno Simonetto

Valore degli apocrifi
    
Simone Moreno

Una donna dai molti volti
    
Vincenzo Vitale

Speranza nostra, salve
    
Alberto Rum

Nel grembo della Madre la sapienza del Padre
    
Sergio Gaspari

Maria, speranza dell’ecumenismo?
    
Vincenzo Vitale

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Un seme di gioia nel cuore
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa
  

Madre di Dio n. 12 dicembre 2007 - Copertina

 

 

 

 

 Apostoli di Maria del Terzo Millennio

 
di MARIA DI LORENZO

Un seme di gioia nel cuore
   

Vivere ogni giorno con umiltà e obbedienza una vita di preghiera e azione con gli occhi sempre rivolti a Maria, porta regale della grazia. È il carisma delle Suore Cistercensi della Carità.
  

Il loro abito, metà bianco e metà nero, costituisce già di per sé un programma di vita: la contemplazione e la missione, il cielo che si unisce alla terra, la grazia opposta al peccato, ineludibile retaggio dell’umanità decaduta e continuamente redenta da Cristo.

La veste bianca e il velo nero, come la cinta e lo scapolare, sono la divisa delle Suore Cistercensi della Carità, una famiglia religiosa fondata nel 1709 da Madre Claudia De Angelis, una mistica di Anagni che, vedendo la povertà umana e spirituale delle fanciulle della sua città, pensò di creare per esse un "Luogo Pio della Carità", ponendo di fatto le basi per una straordinaria avventura spirituale che dura ancora oggi, con nuovi mezzi e nuove possibilità, ma con una sostanziale e irriducibile fedeltà al passato.

Una mistica anagnina

Claudia De Angelis era nata ad Anagni, la città dei Papi, il 5 aprile 1675 da Alessandro ed Elisabetta Spinelli. Fin dall’infanzia fu arricchita da Dio con grazie e doni, tra cui quello della partecipazione alle sofferenze di Gesù e le mistiche nozze col suo Sposo crocifisso. Crescendo, s’innamorò sempre più di Cristo, ed ebbe come guida spirituale una "maestra" a dir poco eccezionale: per un lungo periodo infatti le apparve santa Caterina da Siena, che la istruì nel cammino spirituale con cadenza pressoché giornaliera.

Interno di Casa madre delle Suore Cistercensi della Carità.
Interno di Casa madre delle Suore Cistercensi della Carità.

Claudia vedeva la povertà umana e spirituale delle fanciulle della sua Anagni, percepiva i pericoli a cui esse andavano incontro, e allora pensò – con l’aiuto di padre Giovanni Marangoni, di don Carlo Testè e del canonico Marcantonio Boldetti – di fondare il "Luogo Pio della Carità", dove raccogliere appunto le ragazze più povere per insegnare loro a leggere e scrivere, a svolgere i lavori domestici e a istruirsi nella conoscenza di Dio.

Ciò che spingeva la giovane Claudia era la pura carità. L’amore di Dio le faceva riconoscere in tutti i poveri e bisognosi, soprattutto nei più abbandonati, il volto stesso di Gesù crocifisso. E in questo servizio di carità cominciò a essere aiutata da alcune ragazze che si consacrarono al Signore con il voto di castità. Madre Claudia non pensava affatto a creare un monastero di clausura per sé e le sue sorelle, ma un luogo pio che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto chiamarsi "Scuola Pia della Carità" e che lei non fece in tempo a veder realizzato compiutamente.

Morì a Roma il 29 giugno 1715, a soli quarant’anni, tra indicibili sofferenze fisiche e morali, dopo aver perdonato eroicamente suo fratello Pietro Paolo che l’aveva calunniata e perseguitata per tutta la sua vita. Fu sepolta nella chiesa dei padri Domenicani di Santa Sabina in Roma, ma successivamente, nel 1952, i suoi resti mortali vennero traslati e portati ad Anagni, nella Casa madre della congregazione da lei fondata.

La sua fama di santità, l’esempio delle sue straordinarie virtù sollecitarono il padre Giovanni Marangoni e le sue prime figlie spirituali a portare avanti l’Opera Pia della Carità e la nascente congregazione, qualche tempo dopo, fu aggregata all’ordine cistercense, cosicché ora porta il nome di Suore Cistercensi della Carità.

Cistercensi, claudiane, cateriniane

La Casa madre si trova nella parte più alta di Anagni, in una contrada un tempo chiamata Castellum, a brevissima distanza dalla cattedrale. Il Monastero cistercense della Carità fa parte dell’unico grande complesso che annovera lo splendido palazzo di Bonifacio VIII, detto anche palazzo dei Papi, poiché la cittadina del Frusinate divenne nell’XI secolo la sede papale. Lì si trasferì allora Alessandro II, a causa dei tumulti di Roma, e per più di due secoli vi dimorarono ben quindici Papi, da cui l’appellativo di "città dei Papi".

Il palazzo, sede della Casa madre delle Cistercensi della Carità, fu ceduto nel 1690 dalla nobile famiglia Astalli a suor Claudia De Angelis, allora terziaria domenicana, per l’opera pia da lei iniziata a favore delle ragazze povere. Qui ancora oggi abitano le Suore Cistercensi. Attuale superiora generale è Madre Maria Carmela Rostirolla, di origini venete, con un lungo passato nelle missioni in Brasile.

La fondatrice Madre Claudia, infatti, desiderava ardentemente che Cristo fosse conosciuto e amato in tutto il mondo e, con il suo sguardo intrepido e profetico, già si proiettava nel futuro, dove le sue figlie un giorno lontano avrebbero messo le radici della loro carità.

Ciò si è potuto realizzare proprio nell’agosto del 1990, allorché, dopo aver celebrato la festa dell’Assunta, protettrice dell’ordine cistercense, nel nono centenario della nascita di san Bernardo (al cui ordine sono affiliate le suore), tre Cistercensi della Carità partirono alla volta del Brasile, giungendo nello stato di Minas Gerais, all’ombra di un’abbazia cistercense della congregazione di Casamari, per svolgervi lo stesso servizio realizzato in Italia: la pastorale nelle parrocchie e l’educazione dei bambini, specie i più poveri.

La congregazione ha poi fondato una missione anche nel piccolo centro di Rwenkobe ("Collina delle Scimmie"), a pochi chilometri dalla città di Hoima (Uganda), nel 1998. Rwenkobe, da piccolo villaggio, attorniato dal bosco fitto della foresta equatoriale, si è così trasformato in una piccola oasi di pace e di spiritualità. L’impegno delle prime missionarie è stato non solo l’evangelizzazione, ma anche e soprattutto la promozione umana della popolazione.

A questo scopo, dal 2002, si è aperta una scuola materna all’interno della missione, anche con l’aiuto generoso dei benefattori italiani. Qui sono stati realizzati pure un centro di spiritualità e una piccola chiesa, perché gli abitanti del villaggio potessero riunirsi a pregare e lodare il Signore, e per ricevere una più solida formazione cristiana.

Cistercensi, claudiane, cateriniane. Sono "le tre C" che riassumono l’essere di queste sorelle di vita attiva-contemplativa. Esse infatti non sono monache, non vivono in clausura, ma seguono l’ispirazione carismatica della serva di Dio Madre Claudia De Angelis che, dietro l’impulso di santa Caterina da Siena, nel suo evolversi a un certo punto si è incontrato con lo spirito cistercense.

Loggia del palazzo dei Papi ad Anagni, al cui interno si trova il monastero.
Loggia del palazzo dei Papi ad Anagni, al cui interno si trova il monastero.

La Vergine si fa Misericordia

Accanto a Cristo crocifisso, che fu il grande amore di Madre Claudia della Croce, è presente Maria, assunta come modello e patrona della sua congregazione (gli altri sono san Bernardo e santa Caterina). «Quella di Madre Claudia», afferma suor Patrizia Piva, autrice di interessanti scritti sulla fondatrice, «non è una devozione bigotta e sdolcinata verso la Vergine Santa, ma è un rapporto vitale, contemplativo, mistico. La Vergine istruisce misticamente Claudia, dandole conferma che non vi è altra via di salvezza fuori della croce».

Maria è la Corredentrice, è una Madre che plasma i suoi figli con la «pasta della misericordia», oggetto pertanto da parte di ogni suora Cistercense della Carità di una devozione non esterna, ma al contrario tutta interiore, in cui si riverbera il mistero della croce per la salvezza delle anime.

Maria è madre, sorella, amica. «Claudia può chiedere a Maria di intercedere a suo favore, perché si sente figlia e proprio in forza di questa figliolanza la Vergine "si fa Misericordia". Maria è la porta che conduce a Gesù, così è stato per Madre Claudia, così può e deve essere anche per noi», spiega con convinzione suor Patrizia.

Qual era stato il testamento che Madre Claudia aveva lasciato in dono alle sue figlie spirituali? Quello di unire sempre nella loro vita la dimensione contemplativa con quella attiva. Era infatti dalla vita interiore, e dal suo profondo spirito di orazione, che in lei giungevano le più alte comunicazioni mistiche, sicché raccomandava anche alle sue figlie questo basilare principio: che la vita interiore si riflettesse nella vita esteriore, producendo un’intenso fervore nella pratica di carità. Nello svolgimento dei loro compiti le Suore Cistercensi portano quindi tutta la loro carica umana e cristiana che proviene dalla loro particolare vocazione centrata sulla carità.

La chiave di tutto questo è la preghiera, è quel "ritorno al cuore" (redire ad cor) che scardina i limiti umani dell’intelligenza per accogliere dentro di sé il silenzio che fa germogliare la verità come un seme di gioia nel cuore. Perché la nostra intelligenza è limitata, capace di condurci soltanto alla soglia del mistero, non di entrarci dentro. Solo il cuore introduce al di là di questa soglia, fin dentro le profondità di un mistero in cui troviamo svelato il volto amoroso di Dio.

Anche questo sintetizzano i due colori dell’abito cistercense: bianco e nero, vita e morte, anelito alla santità ed esperienza della propria umanità segnata dal peccato, che fa capaci di vivere ogni giorno con umiltà e obbedienza l’eterno dissidio fra lo spirito e la carne, con gli occhi sempre fissi a Maria, porta regale della grazia.

Oggi le figlie di Madre Claudia della Croce, di cui è in corso la causa di beatificazione, operano in varie parti dell’Italia e del mondo: nel Lazio (Anagni, Casamari, Borgo Podgora), in Veneto (Morgano e Donzella) e in terra di missione (Brasile e Uganda).

Maria Di Lorenzo
  
  

Per informazioni:

Suore Cistercensi della Carità Via Vittorio Emanuele 238 03012 Anagni (Frosinone) tel. 0775-727053 fax 0775-726133 web: www.suorecistercensi.org e-mail: madre.cistercensi@libero.it