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N. 12 dicembre 2007
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Nella
famiglia paolina Storia dei 75 anni della
rivista Agli inizi del nuovo millennio l’impegno
editoriale della rivista si è prefisso due obiettivi: darle una
migliore veste grafica e farne l’organo del santuario Regina degli
Apostoli in Roma, attraverso l’Associazione Devoti della Regina degli
Apostoli (ADRA).
Cosa ha caratterizzato questo periodo d’inizio millennio? Essenzialmente la ricerca di due obiettivi: il primo, centrato, era quello di dare una rinnovata veste grafica al mensile, finalmente tutto in quadricromia (dato che era rimasta pressoché l’unica rivista dell’epoca moderna... a essere stampata in parte a due e in parte a quattro colori!); il secondo obiettivo è stato il tentativo di fare della rivista mariana dei Paolini l’effettivo organo promozionale del santuario della Regina degli Apostoli di Roma, data anche la coincidenza della celebrazione, nel 2004, del cinquantesimo anniversario della sua dedicazione, avvenuta esattamente il 30 novembre del 1954. Sulle finalità di questa "operazione" è stato scritto molto, e a più riprese, su Madre di Dio. Ne riportiamo alcuni stralci significativi, nella speranza che maturino nel frattempo le condizioni per darle finalmente attuazione: attuazione, a giudizio di chi scrive, assolutamente indispensabile per incrementare la diffusione della rivista e, al tempo stesso, per promuovere nella Chiesa la vita del santuario e la relativa devozione alla "nostra" Madonna, la Regina degli Apostoli, secondo quanto il beato Giacomo Alberione ha sempre inteso si dovesse fare.
Un’eredità e un impegno Sul numero di Madre di Dio del dicembre 2004, in occasione appunto del cinquantesimo di dedicazione del santuario Regina degli Apostoli, sotto il titolo "Un’eredità e un impegno", si riportavano in tre testi rappresentativi un compendio delle ragioni che l’Alberione dava per una vera devozione a Maria, Regina degli Apostoli, e della missione affidata dall’Alberione per sempre al santuario romano a lei dedicato, cuore della Famiglia Paolina. Ma quale avrebbe dovuto essere lo "strumento operativo" per promuovere questa devozione, insieme con la vita del santuario? L’ADRA (Associazione Devoti della Regina degli Apostoli), studiata e presentata ripetutamente su Madre di Dio proprio allo scopo di promuovere la devozione a Maria Regina degli Apostoli, secondo la spiritualità paolino-alberioniana. Sul numero di gennaio 2004, il direttore scriveva fra l’altro: «In seguito alla beatificazione di don Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina (e della rivista Madre di Dio), ci venne l’ispirazione di dar vita ad un’associazione di devoti che abbia lo scopo di "promuovere la devozione a Maria Regina degli Apostoli, secondo la spiritualità paolino-alberioniana". «Perciò, ci auguriamo che nasca presto un "movimento organizzato", modellato sulla fattispecie dell’ADMA dei Salesiani (= Associazione di Maria Ausiliatrice) che ha nel santuario torinese il suo centro e nella rivista Maria Ausiliatrice il suo organo di collegamento e promozione nel mondo. «Allo stesso modo, la rivista Madre di Dio potrebbe essere l’organo dell’associazione, recuperando così uno "spazio promozionale" per la stessa e ribadendo il fatto che essa deve continuare ad essere la "voce" della Regina degli Apostoli, come il beato don Alberione ha sempre inteso fosse. «A tale scopo iniziamo fin da questo primo numero del 2004 una rubrica dedicata al progetto di costituire detta associazione, mentre è allo studio uno statuto che fissi natura, finalità e impegni che l’appartenenza all’associazione comporta. «Nel frattempo sollecitiamo suggerimenti ai lettori di Madre di Dio, chiedendo agli stessi di farsi "promotori" dell’iniziativa, consapevoli che quest’impegno va maturato nel discernimento e nella preghiera [...]. «Intendiamo perciò costituire questa associazione con natura, finalità e impegni specificamente indicati in riferimento alla spiritualità mariano-alberioniana e che abbia nel santuario Regina degli Apostoli il suo centro e nella rivista Madre di Dio il suo organo promozionale».
L’ADRA, un’opera ancora da compiere Su questi temi si è sviluppata poi tutta una serie di interventi, a iniziare dalla corrispondenza con i lettori della rivista che nella costituenda associazione ponevano certamente più fiducia di quanta non ne abbiano dimostrata i responsabili ai diversi livelli d’istituto e delle nostre "attività apostoliche" interessate. Mi limito qui ripetere quanto, salutando i lettori di Madre di Dio, ormai alla fine del mio mandato di direttore della rivista, scrissi nel numero di gennaio 2006: «All’inizio del nuovo anno di grazia 2006, rivolgiamo un saluto augurale a tutti gli abbonati a Madre di Dio, particolarmente affettuoso a chi ci è rimasto fedele da lungo tempo. «La nostra rivista mariana, che sta per giungere al traguardo del suo 75° anno di vita, il 2006, registri altri passi in avanti, nei contenuti e nella forma. «Affidiamo la promozione della rivista anzitutto ai membri degli istituti secolari aggregati alla Famiglia Paolina (l’Istituto Gesù Sacerdote, l’Istituto Santa Famiglia, l’Istituto Maria SS.ma Annunziata, l’Istituto San Gabriele Arcangelo), ai cooperatori e ai tanti zelatori della Madre di Dio che contiamo di avere. «Tra gli zelatori più fedeli, ci pare ovvio fare affidamento sui lettori della rivista che conoscono, fra l’altro, quanto ci stia a cuore avere nel santuario Regina degli Apostoli in Roma il centro, e nella rivista Madre di Dio l’organo promozionale della spiritualità mariologico-alberioniana [...]». E a proposito dell’annunciato trasferimento ad Alba di Madre di Dio, scrivevo: «Credo si sia tutti d’accordo sul fatto che il santuario Regina degli Apostoli in Roma abbia assoluto bisogno della rivista Madre di Dio, come sua "voce" promozionale. E sul fatto che, secondo la proposta portata avanti in questi ultimi anni, la nostra rivista mariana debba essere l’organo di riferimento di una serie di iniziative (incontri, convegni, pellegrinaggi, attività di centro culturale-mariano, ecc.) che costituiscano effettivamente l’elemento propulsore di un santuario vivo, da far crescere e da far conoscere secondo il disegno del beato Giacomo Alberione. «Ci si può domandare come è possibile che tutto ciò avvenga, ora che Madre di Dio viene trasferita ad Alba, quando è risultato difficile attuare il progetto con la rivista diretta "all’ombra del santuario". Ma queste sono riflessioni ad alta voce alle quali solo il tempo si incaricherà di dare risposta, sempre rimanendo, tuttavia, nella fiducia che si riesca a trovare il modo di mettere insieme le esigenze editoriali albesi con la garanzia di conservare – e far crescere – da Roma un rapporto organico della rivista (e dell’associazione ADRA) con il santuario Regina degli Apostoli». Seguendo ormai da "collaboratore esterno" le sorti della rivista Madre di Dio, credo di poter affermare che quest’opera incompiuta dell’associazione ADRA, strumento di promozione della nostra rivista e "voce" del santuario Regina degli Apostoli in Roma, vada portata avanti, forzando se necessario l’attenzione di chi ne porta, ai diversi livelli, la responsabilità. Bruno Simonetto |
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