Madre di Dio

 

N. 1 gennaio 2008

 Lode alla Santissima Genitrice di Dio

 Con Maria, aperti alla speranza

Amici lettori

Gioisci, piena di grazia!
    
mons. Luciano Pacomio

Posta a proteggere la "nuova vita"
    
Giuseppe Daminelli

Cristo parola di consolazione
    Vincenzo Vitale

In soccorso dei fedeli contro il demonio
    
Domenico Marcucci

Precisazioni teologiche sui dati dell’evento Fatima
   Stefano De Fiores

Tra il mondo dei santi e dei peccatori
    
Salvatore Perrella

Attualità dell’evento de La Salette
    
Piersandro Vanzan

Una presenza viva e operante
    
Alberto Rum

La Stella che ci ha dato il Sole
    
Sergio Gaspari

Una task force dello Spirito
    
Maria Di Lorenzo

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Benedetta tu fra le donne
    
mons. Giuseppe Cavallotto

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Eliseo Sgarbossa

Santuari mariani d'Europa
  

Madre di Dio n. 1 gennaio 2008 - Copertina

 
 Gli interventi di Dio nelle vicende degli uomini

 
di DOMENICO MARCUCCI

In soccorso dei fedeli contro il demonio
   

Davanti alla realtà delle possessioni demoniache, scatta la rimozione e si finisce per fare la politica dello struzzo. I santuari, soprattutto mariani, dovrebbero offrire il servizio dell’esorcismo.
  

È un discorso piuttosto sgradevole quello delle vessazioni o possessioni demoniache, con tutto il loro corollario di magie, fatture, messe nere... Davanti a queste realtà scatta il ben noto fenomeno della rimozione, che in fin dei conti significa voler "fare come lo struzzo", il quale, davanti al pericolo, metterebbe la testa sotto la sabbia... per non vedere.

Ovviamente non si deve essere faciloni: molta gente, anche davanti a un semplice raffreddore, è tentata di dare la colpa al malocchio e spesso chiede a noi sacerdoti di benedirli. Pur tenendo conto di questa mentalità diffusa, l’opera del demonio è una realtà che non si può negare: recentemente è stato affermato che ci sono più maghi che sacerdoti. Se qualcuno stenta a credere, basta che si fermi davanti alle edicole e osservi quanti libri ci sono sulla magia, anche nera, oppure può recarsi di sera in certe strade delle città e avrà modo di vedere tanti banchetti con una candela accesa sopra e aggeggi vari: carte magiche, sfere di cristallo... e dietro un signore o una signora dall’aspetto più o meno singolare; e i clienti non mancano.

Un esorcismo (don Faustino Negrini, a Concesio, Brescia).
Un esorcismo (don Faustino Negrini, a Concesio, Brescia).

Il desiderio non è la realtà!

Fra i pellegrini che approdano ai santuari e a quelli mariani in specie, ci sono sempre delle persone che chiedono di essere benedette; i rettori spesso sono presi alla sprovvista e non sanno come fare. Ricordo di aver letto sul bollettino di un grande santuario del Nord la risposta a una lettrice che chiedeva come mai lì non si praticassero più gli esorcismi. Il direttore rispondeva prima di tutto con una descrizione precisa e simpatica di un esorcista che, all’inizio del secolo, esercitava, ed efficacemente, in quel santuario; ma poi terminava in modo "serafico", dicendo presso a poco: adesso, grazie a Dio, questi fenomeni non ci sono più e non c’è più bisogno di esorcisti. Questo significa confondere il desiderio con la realtà: infatti tutti desidereremmo che non ci fossero più tali fenomeni, ma la cronaca ci dice che, purtroppo, ci sono ancora e come!

Le raccolte medioevali dei Miracoli della Beata Vergine (uno di essi, intitolato I racconti del Cavaliere, è stato il primo "best-seller" dell’epoca della stampa, con decine e decine di edizioni dal 1474 in poi) iniziano invariabilmente con il racconto del vescovo Teofilo: questi, diacono di una città dell’Asia Minore (siamo nel secolo VI) desiderava tanto diventare vescovo che, per raggiungere il suo scopo, non aveva esitato a vendere la sua anima al diavolo, sottoscrivendone con il sangue il relativo contratto. Quando fu sul punto di morte, il diavolo reclamò quanto gli apparteneva: Teofilo si vide perduto, ma si rivolse alla Vergine, la quale riuscì a strappare dalle mani del diavolo il contratto e a distruggerlo.

Non ci interessa qui sapere se l’episodio sia vero o soltanto verosimile: è piuttosto importante notare la fortuna che il racconto ha avuto, perché sta a indicare quanto il tema era sentito; del resto in diversi altri racconti di quelle raccolte compare il diavolo, regolarmente sconfitto da Maria Santissima, spesso dopo ripetuti altri tentativi fatti presso chiese dedicate ai santi.

Madonna del Soccorso di G. F. Ferri.
Madonna del Soccorso di G. F. Ferri.

La Madonna... del bastone

Fra i titoli mariani più in voga nel tardo Medioevo, diffuso soprattutto dagli Agostiniani, c’era quello della Beata Vergine del Soccorso. Esso ha all’origine un episodio che sarebbe accaduto a Palermo nel 1306: una madre, particolarmente irascibile, non sopportando i capricci del figlioletto, gli gridò con mal garbo: «Che il diavolo ti porti via!». Il diavolo non si sarebbe fatto pregare e venne a ghermire il bambino. La donna, pentita e atterrita, ricorse a Maria Santissima, che sarebbe apparsa brandendo un nodoso bastone, con il quale avrebbe messo in fuga il diavolo. La donna, poi, andando a ringraziare la Vergine nella chiesa degli Agostiniani, riconobbe nell’immagine della Beata Vergine del Soccorso, ivi venerata, gli stessi lineamenti di quella che le era apparsa.

Il racconto dell’episodio si diffuse largamente e l’immagine della Madonna del Soccorso, detta popolarmente anche "del bastone", ebbe una vasta diffusione in tutta l’ltalia, come a Cartoceto (Pesaro), a Minucciano (Lucca), a Rotondo di Montefalco (Perugia)...

A Loreto uno dei prodigi che hanno maggiormente influito sulla fama del santuario, nel 1400, è proprio un esorcismo, narrato con dovizia di particolari nei primi documenti sul santuario. Una nobile francese di nome Antonia, posseduta dal demonio, assieme al marito aveva fatto un lungo pellegrinaggio in Italia, passando di santuario in santuario, nella speranza di essere liberata: era stata all’isola di San Giulio (Novara), sulla tomba di san Giminiano (Modena), e su quella di san Pietro a Roma; alla fine, come ultimo tentativo, si era recata anche a Loreto, dove giunse il 16 luglio del 1489. Le furono subito fatti gli esorcismi dallo stesso rettore del tempo; e furono molto difficili, dato che – così rivelò la donna e così è riportato dai diversi documenti – era posseduta da sette demoni, ognuno con il suo nome, e da cacciare uno per volta; il secondo demone, Herot, uscendo, disse all’esorcista che non era lui a scacciarlo, ma la Vergine.

Gesù guarisce un indemoniato (miniatura del XIV secolo).
Gesù guarisce un indemoniato (miniatura del XIV secolo).

«Terribilis est locus iste»

Nel santuario di Loreto, accanto alla sagrestia c’è una porta con una misteriosa scritta sul frontone: «Terribilis est locus iste» (è terribile questo luogo). Attualmente la porta immette nell’ufficio del rettore: potrebbe sembrare che con tale scritta egli voglia tentare di tenere alla larga gli importuni. Ma la spiegazione è un’altra: in quella stanza venivano fatti gli esorcismi, e per questo motivo tale luogo era "terribile", o meglio "portentoso". Evidentemente gli esorcismi a Loreto, come del resto in quasi tutti i santuari, erano un fatto normale.

In questi ultimissimi anni il tema è tornato a galla ed è divenuto quasi di moda; quanto meno tutto questo ha contribuito alla presa di coscienza del problema, che esiste, anche se non se ne può stabilire facilmente la dimensione.

Uno dei compiti della Chiesa è appunto quello di cacciare i demoni: Gesù stesso ha cacciato i demoni e ha dato il potere di fare altrettanto agli apostoli (Mt 10,8). Negli Atti degli Apostoli spesso abbiamo la testimonianza che essi compivano efficacemente esorcismi. Ricordiamo che uno degli ordini minori era appunto quello dell’esorcistato.

Ogni santuario – e ogni santuario mariano in particolare – dovrebbe offrire questo servizio: magari con la debita discrezione per non ingenerare allarmismi nella gente, che è portata ad attribuire al demonio ogni sorta di sofferenza e preferisce ricorrere all’esorcista piuttosto che al medico. Qualche santuario già lo fa, come l’Ausiliatrice di Torino, dove l’esorcista incaricato ha avuto anche la felice ed efficace idea di coinvolgere i devoti del santuario in tale ministero: infatti c’è sempre un gruppetto di persone che pregano mentre egli compie gli esorcismi.

Forse qualcuno continuerà a obiettare che questi sono gesti da Medioevo, che i tempi sono cambiati, che sono problematiche da lasciare alla psichiatria... Ma queste obiezioni in fin dei conti obbediscono a quella politica dello struzzo di cui parlavamo all’inizio; sarebbe grave se fossero i mass media, con i racconti concreti che ci offrono, a ricordarci che – ci piaccia o non ci piaccia – essi sono problemi reali, dei quali la Chiesa è chiamata a farsi carico.

Domenico Marcucci