Madre di Dio

 

N. 2 febbraio 2008

 La luce della Madre sul nostro cammino

 La Vergine offre il Signore per tutti

Amici lettori

Piena di grazia!
    
mons. Domenico Cancian

Lourdes, un giubileo in dodici stazioni
    
Giuseppe Daminelli

Dimenticata o andata perduta?
    
Cristina Jatta Busiri Vici

La Regina della pace
    
Domenico Marcucci

Fatima, un Dio che castiga?
   Stefano De Fiores

Per ottenere l’aiuto materno della Vergine
    
Salvatore Perrella

L’arcobaleno sulle nubi
    
Alberto Rum

Verso il sacrificio mattutino di Pasqua
    
Sergio Gaspari

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

Canzone per Maria
    Vincenzo Vitale

 Portare il bene è portare Cristo
    
mons. Giuseppe Cavallotto

Una pura trasparenza di Dio
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Eliseo Sgarbossa

Santuari mariani d'Europa
  

Madre di Dio n. 2 febbraio 2008 - Copertina

 Guarda la stella, invoca Maria

  di SERGIO GASPARI

  
La luce della Madre sul nostro cammino
   

Come nel mese di gennaio, che abbiamo dedicato a san Francesco, ci collochiamo nel lungo e luminoso periodo del Medioevo, il quale, convenzionalmente, viene racchiuso nel vastissimo arco di tempo che si estende dal V al XV secolo. Vedremo lungo l’anno autori prestigiosi e preghiere mariane indimenticabili dei secoli XI-XIV. Epoca in cui la società cristiana voleva santificare ogni dimensione della vita umana.

Diamo voce ora al "citarista di Maria": il cantore, il cappellano, il cavaliere della Vergine, il massimo dei dottori mariani: san Bernardo di Chiaravalle (1090-1153). Non a caso scelto da Dante (1265-1321) suo portavoce presso la Vergine (cf Paradiso, XXXI,100-102), affidandogli anche il compito di elevare quella mirabile preghiera di lode e di invocazione alla Vergine che apre il canto XXXIII del Paradiso.

Lo scopo del presente contributo è specificato dal titolo: la Madre Maria è la luce che illumina il nostro cammino spirituale. Assumere quindi uno sguardo orante e contemplativo verso di lei, per crescere nella dimensione mariana. Ella è la Madre dei contemplativi, soprattutto dei monaci cistercensi, Ordine che in Bernardo ha trovato l’esponente più insigne. I cistercensi venerano Maria «tamquam ipsius alumnis semper et ubique», «come suoi alunni sempre e ovunque». Ma Bernardo addita la Vergine a tutti i fedeli quale fulgida stella che orienta verso il porto della salvezza. La carità, che unisce Maria a Dio nella santità, la unisce pure alle creature umane. Anzi ella è mediatrice dell’intera creazione, poiché in lei si sono incontrati Dio e l’umanità: «Tutto l’universo risplende per la presenza di Maria, di modo che la stessa patria celeste ancor più fiammeggia per il fulgore che irradia dalla verginale lampada». Il pensiero è ripreso da Dante che fa dire a san Bernardo: «Qui se’ a noi meridiana face, / di caritade» (Paradiso, XXXIII,10-11): ella anticipa ai credenti la luce e la visione di Dio, di cui solo i beati godono pienamente nel cielo.

Pilone votivo dedicato alla Vergine Immacolata tra i vigneti delle Langhe Piemontesi.
Pilone votivo dedicato alla Vergine Immacolata tra i vigneti delle Langhe Piemontesi.

San Bernardo è preceduto da sant’Anselmo d’Aosta (1033-1109) che, dopo due secoli di "apatia mariana", appare come il rinnovatore e il propulsore del movimento mariano del secolo XI. Attento alla Bibbia e alla tradizione, Bernardo ha esercitato un influsso immenso nei secoli successivi: nel processo di sviluppo della dottrina e pietà mariana, nella vita della Chiesa come nella società del tempo. Tramite la celebre metafora dell’acquedotto (nota come omelia De aquaeductu), Bernardo mostra che Dio si accosta all’uomo tramite Maria. Francesco d’Assisi (1181-1226) infonderà al mistero dell’Incarnazione del Signore una nota molto calda e affettuosa, e all’umanesimo dell’epoca trasmetterà una rilevante intonazione religiosa. Dante trasformerà la teologia in poesia, e la poesia illustrerà la teologia mariana, come vedremo in seguito presso altri poeti e scrittori.

Vediamo innanzitutto la dottrina mariana di san Bernardo. La Madre del Signore, dono di Dio, si trova nel cuore del mistero dell’Incarnazione del Verbo, centro unico della storia redentrice e umana. La Vergine ha contribuito ad avvicinare l’uomo a Dio, e a rendere Dio più accessibile all’uomo. In un discorso sulla Natività di Gesù, san Bernardo predicherà: «Dio era assolutamente incomprensibile, inaccessibile e inimmaginabile. Ma allora volle diventare comprensibile, visibile e immaginabile. Come?, mi chiedi tu. Ti rispondo: Al presepio, nel seno verginale della Madre sua». Maria è contemplata tra Cristo e la Chiesa. Coronata di sole e con la luna sotto i suoi piedi, ella è il vincolo vivente tra i due astri: la Chiesa e Gesù Cristo. La luna, cioè la Chiesa prostrata ai suoi piedi, si rivolge a colei che è costituita sua mediatrice presso il sole di giustizia. Maria è la stella del mare, innalzata appositamente al di sopra del mare maestoso e immenso della vita, che irradia meriti e brilla per gli esempi davanti a tutti i fedeli.

Gli impegni del fedele verso la Vergine - Maria deve regnare nel cuore, nel pensiero e nelle opere dei fedeli, perché da lei essi possono attingere la grazia come alla sorgente stessa: Cristo. Bisogna nutrire fiducia e devozione verso la Vergine, venerarla, onorarla nella propria vita e invocarla con la preghiera. Per san Bernardo l’amore alla Madre di Dio costituiva una sola cosa con la sua vita. Dante gli mette in bocca questa terzina: «E la Regina del cielo, ond’io ardo/ tutto d’amor, ne farà ogni grazia,/ però ch’io sono il suo fedel Bernardo» (Paradiso, XXXI,100-102). Dante poi lo definisce un contemplante fisso con affetto a Maria: «Affetto al suo piacer contemplante» (Paradiso, XXXII,1).

La Vergine appare a san Bernardo di Chiaravalle (Filippino Lippi).
La Vergine appare a san Bernardo di Chiaravalle (Filippino Lippi).

Rivolto ai monaci, Bernardo suggerirà: accogliere «Mariam in cogitando, Mariam in loquendo, Mariam in omnibus operibus suis»: Maria nel pensiero, Maria nel parlare, Maria in tutte le opere. Ella ci dà il pensiero per conoscere Cristo, il desiderio per correre verso Cristo, la memoria per portare Cristo in noi, specificheranno i suoi successori. San Bonaventura (1217ca.-1274), che nei suoi sermoni mariani cita 57 volte san Bernardo, lo proclama «il principale amante della Vergine e zelante della gloria di Dio». Per ottenere l’intercessione della Vergine Madre bisogna seguire i suoi esempi. Ritenuto il dottore mariano per antonomasia, Bernardo loda le virtù e le disposizioni interiori di Maria, soffermandosi con compiacimento sulla verginità e sull’umiltà, cardini intorno ai quali ruota l’esistenza intera di lei. Dio le concesse la maternità dopo averle ispirato il voto di verginità e averla insignita del merito dell’umiltà.

Dante presenta Bernardo come «colui che s’abbelliva di Maria/ come del sol la stella mattutina» (Paradiso, XXXII,37-38). Difatti i biografi riferiscono che il grande dottore mariano conduceva sulla terra una vita di cielo. Maria allora va imitata nelle sue virtù: i fedeli, oggetto della conoscenza e dell’amore benevolo della Vergine, pervengono al mistero dell’Incarnazione di Cristo, tramite la sua mediazione materna, luce che abbellisce, illumina e trasfigura divinamente.

Maria, che accoglie ogni richiesta, non trascura nessuno, in quanto, nella sua santità, è ricolma di misericordia. Bernardo esorta ogni credente a rivolgersi a lei con assoluta fiducia, poiché ella è come una stella che illumina il mondo intero, riscalda il nostro spirito, alimenta le virtù, fa inaridire i vizi. Con calore e passione sollecita tutti a rivolgere lo sguardo verso di lei, come i naviganti lo volgono verso la stella che indica loro la rotta. Madre di misericordia, ella è la scala attraverso la quale i peccatori, sballottati tra le tempeste e travolti dalla bufera delle vicende umane, possono facilmente salire fino a Dio.

Sergio Gaspari, smm
   

"Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità, pensa a Maria, invoca Maria!
Maria sia sempre sulla tua bocca e nel tuo cuore. Se la preghi non perderai la speranza".

San Bernardo

La preghiera è tradotta dal latino da S. De Fiores in A Colei che ci ascolta. Preghiere di tutti i secoli a Maria, Roma 1983.