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N. 2 febbraio 2008
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Editoriale «Ho quel che mi basta: il Salvatore, la speranza dei credenti, ho preso tra le mie braccia piene di desiderio; ho quel che mi basta! Io l’ho veduto, la mia fede ha stretto Gesù al cuore». Sono le parole che un poeta anonimo del XVIII secolo mette in bocca al vecchio Simeone, parafrasando l’episodio del vangelo di Luca (2,25-32), e che Bach ha musicato, con una delle melodie più struggenti che sia dato di ascoltare, nella cantata del 1727 intitolata appunto Ho quel che mi basta (Ich habe genug, BWV 82) per la festa detta allora della Purificazione di Maria (oggi si chiama Presentazione al tempio, sempre il 2 febbraio). Il vecchio Simeone realizza l’attesa personale e quella di un popolo: vedere il Messia (Lc 1,26), vedere la salvezza (1,30), e ora può «andare in pace». In questo episodio diversi autori hanno sottolineato la presenza e il significato di Maria: così ad esempio Giotto nella tavola riprodotta qui accanto. Un autore dell’VIII secolo, il monaco benedettino Ambrogio Autperto, così scrive in un’Omelia sulla Purificazione di Maria: «La Vergine offre il Signore al profeta dei profeti, offre l’unico a uno solo, anzi lo offre a tutti offrendolo a uno solo, perché per tutti ha generato il Salvatore. Non smette infatti di offrire colui che ha generato, poiché con le sue sante intercessioni fa sì che il Redentore sia unito agli eletti e, per dire il vero, la Santissima compie questo gesto con materno affetto». Un pensiero che sarebbe piaciuto molto al nostro fondatore, don Alberione, che vede Maria come colei che dà Gesù al mondo, in un gesto, appunto, di offerta.
La presentazione di Gesù al tempio è ampiamente illustrata nell’articolo di Gaspari. A Lourdes sono invece dedicati gli articoli di Daminelli e Rum, in occasione del 150o delle apparizioni (1858-2008), mentre De Fiores continua gli approfondimenti sul messaggio di Fatima. Per la "Parola del vescovo", è di turno questa volta monsignor Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello. Abbiamo poi un’intervista al cantautore Roberto Bignoli, vincitore di un importante premio internazionale di musica cristiana; un bel ritratto di un mistico moderno, don Divo Barsotti (scomparso nel 2006), e un originale articolo su un’icona scomparsa, quella di Santa Maria di Pulsano. A tutti auguriamo un buon "rientro" nella ferialità dopo le feste natalizie, con l’aiuto materno di Maria, che ci "offre" ancora – e in ogni tempo – Gesù. Il Direttore |
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