Madre di Dio

 

N. 2 febbraio 2008

 La luce della Madre sul nostro cammino

 La Vergine offre il Signore per tutti

Amici lettori

Piena di grazia!
    
mons. Domenico Cancian

Lourdes, un giubileo in dodici stazioni
    
Giuseppe Daminelli

Dimenticata o andata perduta?
    
Cristina Jatta Busiri Vici

La Regina della pace
    
Domenico Marcucci

Fatima, un Dio che castiga?
   Stefano De Fiores

Per ottenere l’aiuto materno della Vergine
    
Salvatore Perrella

L’arcobaleno sulle nubi
    
Alberto Rum

Verso il sacrificio mattutino di Pasqua
    
Sergio Gaspari

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

Canzone per Maria
    Vincenzo Vitale

 Portare il bene è portare Cristo
    
mons. Giuseppe Cavallotto

Una pura trasparenza di Dio
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Eliseo Sgarbossa

Santuari mariani d'Europa
  

Madre di Dio n. 2 febbraio 2008 - Copertina

   

il DIRETTORE

Amici lettori
   

Maria come arca della nuova alleanza

** Caro direttore, sono da anni una lettrice affezionata alla sua rivista e la fiducia che nutro nel suo umile ma necessario servizio dato alla Chiesa mi spinge a domandarle un chiarimento in merito alla figura della Beata Vergine. Mi capita spesso di ascoltare Radio Maria: non molto tempo fa un mariologo invitato come ospite in una delle sue trasmissioni ha più volte fatto riferimento a Maria come "Arca della nuova alleanza" sottolineando alcuni parallelismi tra l’Antico Testamento e il Nuovo che ne attesterebbero le ragioni. Potrebbe spendere qualche parola di più su questo? La ringrazio.

Maria Luisa
insegnante di Campi Salentina (Lecce)
  

In effetti le tradizioni anticotestamentarie sull’arca dell’alleanza trovano una singolare convergenza in Maria. Soprattutto l’evangelista Luca ci guida in questa rilettura mariana del simbolismo connesso all’arca. A titolo di esempio citerò due accostamenti significativi.

Il primo è tra l’episodio di Esodo 40,34-35 («…la nube adombrava la tenda del convegno e la gloria del Signore riempiva la dimora») e l’episodio dell’Annunciazione in Luca 1,35, in cui è riportato che la nube dello Spirito verrà a posarsi su Maria e come effetto di questo essere "adombrata" il grembo della Vergine sarà riempito della presenza di un essere divino: il Figlio di Dio.

Il secondo è tra un episodio del secondo libro di Samuele (2 Sam 6,1-2), dove si racconta del trasferimento dell’arca dell’alleanza da Baalà di Giuda a Gerusalemme per ordine di Davide, e la visita di Maria ad Elisabetta (Lc 1,39). Ecco alcune somiglianze tra le due narrazioni: 1) entrambi gli episodi hanno luogo nella regione di Giuda; 2) ambedue i viaggi sono caratterizzati da una manifestazione di gioia: del popolo e di Davide, che danza davanti all’arca, e di Elisabetta e di Giovanni Battista, che "sussulta" (lett. "saltella") nel seno materno; 3) Davide esclama «Come potrà venire da me l’arca del Signore?», ed Eisabetta «A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?». Colpisce nei due testi il parallelismo tra «arca del Signore» e «madre del mio Signore»; 4) l’arca rimase in casa di Obed Edom tre mesi e Maria si trattenne presso Elisabetta circa tre mesi.

Da questo rapido confronto si può concludere che con il suo "si" all’annuncio di Dio Maria accoglie la proposta dell’alleanza nuova che il Signore le rivela mediante l’angelo. Chiaramente con Gesù nel suo grembo Maria appare come l’arca dove riposa il Dio fatto uomo.

Davide suona e danza davanti all’arca santa, miniatura da un Salterio (XI sec.).
Davide suona e danza davanti all’arca santa, miniatura da un Salterio (XI sec.).
A questa scena allude Luca (1,44) quando scrive che, al saluto di Maria, Giovanni "saltellò" nel grembo di Elisabetta.

Le apparizioni di Kibeho

** Su Madre di Dio sono state pubblicate in questi anni le storie di molti santuari. Ultimamente quelli delle diverse nazioni europee. Ringrazio vivamente il curatore, mi sembra Bruno Simonetto, per averci dato una panoramica così ricca anche di immagini e di foto di santuari. Avete dato ampio spazio ai 90 anni delle apparizioni di Fatima e, ora, ai 150 di Lourdes. Avete parlato della Madonna in America: Aparecida, Guadalupe. Anche dell’India. Ma dell’Africa niente. Come mai?

Alessio Bertani
  

La ringraziamo, caro lettore, per l’attenzione e l’apprezzamento. Oltre ai santuari europei abbiamo dato risalto a quelli mondiali più noti e frequentati, come anche alle apparizioni (Fatima, Lourdes, Guadalupe). Dell’Africa abbiamo parlato ricordando l’Egitto, l’Etiopia e la presenza cristiana nei secoli. Ma anche di Notre Dame de la Paix, il "San Pietro" (è quasi uguale) della Costa d’Avorio, consacrato nel 1990 da Giovanni Paolo II. Luogo di pellegrinaggi soprattutto dall’Africa occidentale francofona. Ma abbiamo ospitato in passato lunghi articoli anche sulle apparizioni di Kibeho, le uniche ufficialmente riconosciute dall’autorità ecclesiastica in Africa.

Kibeho è un villaggio del Ruanda (repubblica a ridosso dello Zaire e del Burundi). Questa nazione di soli 26.000 kilometri quadrati, grande quindi poco più della Sicilia, è stata teatro di terribili lotte tribali tra popolazioni tutsi e hutu alla fine degli anni ’80. La Vergine vi è apparsa come la Madre dei dolori. Tragica profezia di quanto sarebbe accaduto anni dopo. Apparve nel novembre di venticinque anni fa (1982). Le tre ragazze veggenti (Alphonsine di 17 anni, Nathalie di 20, Marie-Claire di 21) testimoniarono la tenerezza della Vergine, che invitava alla preghiera per la pace e la concordia.

Il Direttore
   

Cari amici lettori, in occasione del trasferimento della redazione di Madre di Dio ad Alba, vi ricordiamo che potete inviare le vostre lettere, con le domande relative a Maria e più in generale alla nostra vita di fede, al seguente indirizzo: Redazione Madre di Dio – Piazza San Paolo 12 – 12051 Alba (Cn), o al seguente indirizzo e-mail: mdd@stpauls.it