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N. 2 febbraio 2008
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Problemi attuali di mariologia di GIUSEPPE DAMINELLI Lourdes,
un giubileo in dodici
stazioni Il 150° anniversario delle apparizioni della
Madonna a Lourdes è l’occasione per riattualizzare e riproporre il
messaggio di Lourdes oggi. L’invito alla conversione e alla penitenza
ascoltato da Bernadette segue le esortazioni di Giovanni Battista e di
Gesù stesso. Il 2007 è stato un anno di preparazione per il santuario di Lourdes, di intensi preparativi per il Grande Giubileo del 2008 in occasione del 150° anniversario delle apparizioni di Maria alla piccola Bernadette Soubirous, avvenute tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858. L’anno giubilare ha avuto inizio l’8 dicembre 2007, festa dell’Immacolata Concezione di Maria, e si chiuderà l’8 dicembre 2008. In questo quadro, sono stati avviati interventi strutturali nei riguardi degli edifici del santuario, il restauro della basilica dell’Immacolata Concezione (la basilica superiore), l’allestimento di un mosaico che rappresenterà i misteri della luce nella basilica della Madonna del Rosario (la basilica inferiore); verranno inoltre rinnovate tutte le attrezzature di supporto audiovisivo della basilica sotterranea di San Pio X; infine si è dato il via alla riconversione delle grotta di Massabielle per favorire e incoraggiare il silenzio e il raccoglimento, e l’installazione di una nuova via crucis per i malati. Oltre agli interventi che riguarderanno gli immobili del santuario, è stato preparato un progetto pastorale di grande respiro per tutto l’anno giubilare. Per ogni mese dell’anno sono stati individuati un settore di evangelizzazione e un messaggio che fa riferimento ai contenuti delle apparizioni della Vergine.
Le dodici missioni di Lourdes Il vescovo di Tarbes-Lourdes, monsignor Jacques Perrier, ha voluto inserire il giubileo del 150° anniversario delle apparizioni di Maria nel più grande progetto di nuova evangelizzazione della Chiesa diocesana. E così ha definito ciò che egli ha chiamato le dodici missioni di base di Lourdes: la missione dei malati, affidata all’Unitalsi, l’associazione italiana specializzata nell’accompagnamento dei malati a Lourdes; la missione per le persone con disabilità sarà affidata a Hcpt, l’organizzazione inglese per l’accompagnamento dei disabili; la missione giovani sarà sotto il controllo della fraternità Ile de France e degli scout; la missione per la pace nel mondo sarà affidata al Pellegrinaggio militare internazionale; la missione di Maria sarà affidata ai padri monfortani; la missione per la conversione sarà affidata alle comunità religiose presenti a Lourdes; la missione per l’eucaristia sarà affidata al pellegrinaggio nazionale francese; la missione tra le nazioni sarà affidata all’Ordine di Malta; la missione per l’unità dei cristiani sarà affidata al pellegrinaggio ecumenico; la missione per l’incontro interreligioso sarà affidata al pellegrinaggio diocesano composto da diverse tradizioni religiose. Tutto inizia con la piccola Bernadette «Io non vivrò nemmeno un istante della mia vita senza amare». Questa è una delle tante espressioni di Bernadette arrivate fino a noi. Strano destino quello di questa ragazza, una come tante altre, che, se proprio deve distinguersi, è perché analfabeta e malaticcia, e per di più appartenente a una famiglia povera. Suo padre è un mugnaio fallito, sua madre deve fare la lavandaia in casa dei ricchi, un suo fratellino è scoperto in chiesa a mangiare la cera delle candele per sopire gli stimoli della fame... Eppure sarà lei la prescelta, colei che vedrà la Vergine alla grotta di Massabielle. «Se la Santa Vergine avesse trovato una ragazza più ignorante di me avrebbe scelto proprio quella», dirà con umiltà Bernadette quando da suora rievocherà la sua infanzia. E ne diventerà la messaggera, la portavoce fedele. «Io sono l’Immacolata Concezione» le dirà la Signora nel dialetto della regione, la sola lingua, o dialetto, che allora Bernadette conosceva. Giudicata come una pazza o un fenomeno da baraccone dai suoi critici, una santa in terra dai suoi fedeli, Bernadette passa in mezzo alla gente sicura di una sola cosa: la Signora le ha dato dei messaggi e lei deve farli conoscere a chi di dovere. Non la fermeranno né interrogatori delle autorità civili né l’incredulità, almeno iniziale, del clero.
Tutto questo non lo fa per interesse personale: Bernadette, come del resto la sua famiglia, continuerà a rimanere povera per tutta la vita. Finito il suo compito di messaggera, si ritira nel convento di Nevers dove consuma in silenzio il resto della sua breve esistenza «macinata come un chicco di grano», come confiderà a una sua consorella. Oggi lei a Lourdes non c’è: perché ogni pellegrino deve prenderne il suo posto, vedere con i suoi stessi occhi, ascoltare con le sue stesse orecchie l’eterno messaggio di amore, di pace e di conversione che può far cambiare l’esistenza di ognuno e dell’umanità intera. «Io sono l’Immacolata Concezione» Il 25 marzo rimane una data fondamentale nella storia di Lourdes: la signora – siamo nel 1858 – rivela il suo nome. Bernadette in piena notte si sveglia di soprassalto: ha riconosciuto in sé quell’invito particolare, e chiede ai suoi genitori di accompagnarla alla grotta. Sono le cinque del mattino. «Mi azzardai a domandarle ancora chi ella fosse», scrive nel suo diario. «Questa volta levò gli occhi al cielo, congiunse le mani all’altezza del petto, che aveva allargate e tese verso terra, e mi disse di essere l’Immacolata Concezione». Finita l’apparizione, Bernadette si reca dal parroco per comunicargli le parole il cui significato lei neanche riesce a capire e che ha ripetuto lungo la strada per non dimenticarle. Il sacerdote comincia a convincersi che la storia di Massabielle abbia del soprannaturale: solo quattro anni prima papa Pio IX aveva definito il dogma dell’Immacolata Concezione. Con la ripresa delle apparizioni l’entusiasmo del popolo cresce così come le noie e le sofferenze per Bernadette. Ella viene sottoposta, per ordine del prefetto, a un controllo di tre medici con l’intento di dichiararla una squilibrata mentale. Il rapporto finale è un capolavoro di compromessi: la veggente ha sofferto di allucinazioni ma non è da internare. Tanto più che ormai ha dalla sua parte il parroco che veglia su di lei.
La penultima apparizione è del 7 aprile 1858. Bernadette alle cinque del mattino è già alla grotta. S’inginocchia al solito posto. Questa volta ha in mano un grosso e pesante cero invece della normale candela. Mentre Bernadette inizia la recita del rosario, arriva il dottor Dozous che poi annoterà: «All’improvviso cadde in una profonda contemplazione. Ma ecco la sorpresa! Notammo che la fiamma aveva consumato la parte superiore del cero ed era passata tra le dita di Bernadette senza danneggiarle. Il fenomeno si protrasse a lungo e la ragazza restò sempre immobile e insensibile all’azione della fiamma che continuava a filtrare tra le dita». Quando ritorna in sé, il dottore allontana prontamente il cero, le controlla le mani e non vi trova alcuna traccia di bruciatura, poi glielo accosta di nuovo all’improvviso suscitando una normale reazione: «Signore, voi mi scottate!». Da questo fatto inizia la conversione di Dozous: d’ora in avanti sarà un convinto assertore della veridicità dei fatti di Lourdes. Da Maria Immacolata possiamo trarre un importante insegnamento. Possiamo imparare che l’uomo che si abbandona nelle mani di Dio non diventa un burattino di Dio, una persona noiosa, che non perde la sua libertà, ma al contrario trova la vera libertà... Più gli uomini si avvicinano a Dio, più Dio si fa vicino agli uomini. Lo vediamo in Maria. Il fatto che lei sia totalmente presso Dio è la ragione per la quale è così vicina a tutti gli uomini. Ecco perché può dirsi la madre di ogni consolazione e di ogni aiuto, come una madre di fronte a tutte le necessità che comprende tutto ed è per tutti la forza aperta della bontà creativa, Maria è la figura anticipata e il ritratto permanente del Figlio. Giuseppe Daminelli |
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