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N. 4 aprile 2008
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La parola del Vescovo di Mons. JACQUES PERRIER Vescovo di Tarbes e Lourdes Quel che è ammirevole nel messaggio di Lourdes è il fatto di non essere "pietrificato". Potremmo applicargli la parola di Gesù a proposito dello scriba che può estrarre dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie. La Vergine, l’Immacolata Concezione che chiama alla penitenza, che chiede di pregare e che sceglie come confidente e messaggera una giovane ragazza senza futuro secondo le vedute umane: è il Vangelo di sempre. Ma il messaggio di Lourdes vuol dire anche i rami che sono cresciuti sul tronco solido delle origini: le guarigioni di ogni tipo, il servizio agli altri, la pace, l’accoglienza, senza confusione, di tutte le religioni. Tutto è d’attualità. Ho scritto di proposito, sopra, le parole più inattuali: «Immacolata Concezione» e «penitenza». L’Immacolata Concezione è l’innocenza di cui Maria ha ricevuto il privilegio a partire dal primo istante. Ma è anche la nostra vocazione: «per essere santi e immacolati al suo cospetto», dice san Paolo (Ef 1,4). Nel nostro tempo, in cui, forse più che mai, il male si maschera da bene, abbiamo bisogno di poter credere e sperare nel trionfo della grazia. In nostra Signora di Lourdes come in tutte le apparizioni, la grazia è accompagnata da una bellezza per nulla artefatta. Il nostro tempo, che ha concesso fin troppo a ciò che è artificiale, aspira anche a ciò che è autentico.
Quanto alla penitenza, altra parola per designare la conversione, chi è che non vede la necessità di cambiare strada se non si vuole andare alla catastrofe? È necessario convertire il nostro modo di vita e di produzione. E una conversione, anche solo terrena, non è possibile senza sforzo, senza rinuncia, senza pena. Certamente, non si tratta per forza di conversione a Dio. Ma, almeno, il fatto che non basti fare affidamento al nostro istinto e ai nostri desideri può mettere sul cammino di una conversione più profonda. Il Giubileo consisterà in un gesto concreto, fisico e al contempo spirituale: fare il cammino del Giubileo. Il pellegrino sarà invitato a percorrere quattro tappe: la chiesa parrocchiale che conserva il fonte battesimale che è servito per Bernadette; il cachot dove ella viveva all’epoca delle apparizioni; i santuari stessi e, al loro cuore, la Grotta; l’oratorio del ricovero dove Bernadette ha fatto la prima comunione, tra la 17a e la18a apparizione. Questo cammino va dunque dal battesimo all’eucarestia. Passa per il cachot, che è un luogo tipicamente evangelico: il Signore ha guardato l’umiltà della sua serva. La Grotta è il luogo del dialogo, della preghiera, della confidenza, dell’alleanza. Questo cammino non è dunque solamente biografico. È una piccola iniziazione cristiana, valida per i cristiani cresimati come per gli analfabeti della fede. La gratitudine perché nel mese di luglio del 2005 il papa Benedetto XVI, eletto da poco, mi aveva scritto che sperava di recarsi personalmente a un momento significativo dell’anno giubilare. Devo dire che non mi aspettavo una promessa così spontanea. Essa mi ha incoraggiato molto nella preparazione del Giubileo: se il Papa se ne interessa, forse bisogna mettersi al lavoro… Faccio distinzione tra la città di Lourdes, i suoi dintorni immediati e le sue comunità religiose da una parte e l’insieme della diocesi dall’altra. La città di Lourdes e i suoi dintorni hanno organizzato una grande giornata di pellegrinaggio il 17 febbraio, la vigilia della festa di santa Bernadette. Il cammino del Giubileo, come ho detto, non è limitato ai santuari: sui marciapiedi della città, una linea bianca e la riproduzione del logo del Giubileo permettono di seguire il cammino. Le comunità religiose propongono, in Quaresima, dei ritiri nel week-end sul messaggio di Lourdes. La mobilitazione è dunque intensa. Mons. Jacques Perrier |
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