Madre di Dio

 

N. 4 aprile 2008

 «Vergine Madre, figlia del tuo Figlio»

 Tutti in cammino

Amici lettori

«Lourdes, una piccola iniziazione cristiana»
    mons. Jacques Perrier

Immacolata, signora di ogni bellezza
    
Giuseppe Daminelli

Una vita tutta con Maria
    
Anna Maria Cànopi

La Madonna e il profeta
  
 Jean-Paul Hernandez

Le sette parole di Maria
    
Alberto Rum

A difesa contro il pericolo musulmano
    
Domenico Marcucci

Se Maria fa rima con poesia
    Paolo Pegoraro

La luce di Fatima sull’oggi della Chiesa
   Stefano De Fiores

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

La presenza di Maria nel triduo pasquale
    
Sergio Gaspari

 Il vento del rinnovamento conciliare
    
Salvatore Perrella

Al servizio di Maria con il cuore aperto a Cristo
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Eliseo Sgarbossa

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 4 aprile 2008 - Copertina

 In ricordo di monsignor Franzi

 
di M. ANNA MARIA CÀNOPI* osb

Una vita tutta con Maria
   

A un decennio dalla sua scomparsa, facciamo memoria della luminosa figura di un pastore e predicatore che ha vissuto e illustrato in modo esemplare la devozione alla Vergine: stiamo parlando di monsignor Francesco Maria Franzi, da tutti conosciuto come "Padre" Franzi.
 

Fare memoria di monsignor Francesco Maria Franzi – familiarmente da tutti chiamato Padre Franzi – è un po’ come accostarsi al "roveto ardente", tanto la sua persona, pur umilissima e dimessa, emanava un senso di sacralità. Era il "Padre" cui ci si poteva accostare con tutta confidenza, ma sempre con profonda riverenza.

In lui spiccava anzitutto il sacerdote, l’uomo di Dio, l’uomo di preghiera, il "servo" attento ai cenni del suo Signore, subito pronto all’obbedienza. Apparteneva agli Oblati diocesani dei santi Gaudenzio e Carlo – Missionari di Maria; uomo di ampia e soda preparazione teologica, tutto dedito alla formazione dei seminaristi e del popolo; in particolare si prodigò per diffondere l’autentica pietà mariana. Fu, infatti, ideatore e animatore del Collegamento nazionale mariano; inoltre autore di molti libri e sussidi di spiritualità.

La vita spirituale è mariana per sua natura

La preghiera, si può dire, gli era connaturale e la devozione verso la Madonna l’aveva assorbita fin dal grembo materno. Per questo nutrì sempre tenerissimo affetto e profonda venerazione verso la sua buona e pia madre, pure di nome Maria: lo lasciava trasparire da alcuni suoi cenni, schivo com’era nel parlare dei suoi ricordi personali. Accostandolo si aveva l’impressione che il mondo femminile fosse visto da lui unicamente attraverso il prisma luminoso della Santissima Vergine Madre di Dio e che ogni suo moto di affetto convergesse là, verso l’Immacolata.

L’incontro di due innamorati dellaTutta-Santa: monsignor Franzi e Giovanni Paolo II.
L’incontro di due innamorati
dellaTutta-Santa: monsignor Franzi e Giovanni Paolo II.

Fu certamente determinante per la sua formazione in seminario l’influenza del suo padre spirituale don Silvo Gallotti, sacerdote tutto impregnato della spiritualità mariana di Grignion de Montfort, di cui Padre Franzi stesso si fece in seguito promotore, sia nella direzione spirituale dei seminaristi che nella produzione di opere di notevole pregio.

Quando nel 1963 pubblicava il libro Le virtù della Madonna, nella Premessa così si esprimeva: «L’anima deve essere convinta che la devozione alla Madonna è necessaria; deve conoscere in che cosa essa consiste, e deve essere desiderosa di portare tale devozione nella propria vita [...]. La pratica della vera devozione si identifica con l’attività spirituale stessa, compresa e vissuta nella sua particolare caratteristica mariana [...]. Questa non è qualcosa di accessorio, ma fa parte della natura stessa della vita spirituale, come il colore di un fiore. Il giglio è bianco, e lo è per sua natura. La vita spirituale è mariana, e lo è per sua natura, o, se si vuole indicarne la ragione suprema, è mariana per volontà di Dio; e questa volontà esprime la divina mens, la quale volle così forgiare la vita spirituale che Maria vi fosse sempre presente e operante».

Egli passa quindi a esaminare e a proporre tutte le virtù – teologali e cardinali – alla luce di Maria come modello di ogni virtù in riferimento a Dio Padre, al Cristo, allo Spirito Santo, alla Chiesa, alle singole anime. Alieno da ogni facile retorica, sempre documenta le sue affermazioni con i testi della Sacra Scrittura e del magistero ecclesiale.

Caratteristiche di un culto autentico a Maria

Nel suo bel commento all’Esortazione apostolica di Paolo VI Signum magnum, intitolato Maria educatrice della Chiesa (1968), Padre Franzi insiste nel sottolineare il dovere di rendere culto a Maria nel modo autentico, che esclude ogni «facile sentimentalismo, devozionismo, superficialismo», ossia ogni devozione che si distacca dall’insegnamento della Chiesa e della sana tradizione. Quindi sottolinea l’importanza che sia anzitutto:

  1. culto di ringraziamento a Dio per aver operato in Maria cose grandi a beneficio dell’intera umanità;
  2. culto di lode alla fedelissima serva del Signore;
  3. culto di riconoscenza e di amore verso di lei per il suo consenso a Dio e la sua cooperazione all’opera redentrice;
  4. culto di imitazione, poiché Maria ci è data come modello di vita cristiana;
  5. culto di collaborazione, poiché anche noi siamo chiamati ad attirare le anime a Cristo;
  6. culto di consacrazione, poiché l’affidamento totale di sé a Maria ci fa appartenere totalmente – come lei – a Dio, dediti al suo servizio, in santità di vita.

Padre Franzi visse tutto questo in modo costante ed eminente. Tutta la sua persona, nell’aspetto modestissima – tanto che, benché vescovo, lo si poteva ritenere un "povero prete" dalla tonaca logora che viaggiava in treno e a piedi – era proprio come di un uomo che camminava umilmente con il suo Dio (cf Michea 6,8), meditando e pregando.

E da questa sua ricca e profonda vita interiore scaturiva la sua bontà e squisita carità verso tutti, il suo spirito di servizio fino al sacrificio compiuto nascondendosi, proprio a imitazione di Maria, umile serva del Signore.

Monsignor Franzi (al centro) a un convegno, con don Silla e l'avvocato Cananzi.
Monsignor Franzi (al centro) a un convegno, con don Silla e l’avvocato Cananzi.

Tibi silentium laus

In un ritiro spirituale predicato nel 1977 alla nostra comunità monastica egli mise in particolare evidenza il silenzio di Maria. «La Madonna», diceva, «è la Vergina che tace e nel silenzio c’è la più alta lode al Signore: Tibi silentium laus. Davanti a Dio noi non possiamo che tacere, ma tacere adorando, tacere ringraziando, tacere amando, tacere dando ai nostri sentimenti la piena libertà di espressione, senza voler ricorrere alle parole che sono sempre più strette dei nostri sentimenti. Pensando alla Madonna che tace, possiamo notare anzitutto che la sua vita è tutta avvolta in un clima di silenzio [...]. Il silenzio è il clima delle anime che hanno una ricchezza interiore spirituale».

Tale era anche il silenzio di Padre Franzi: un silenzio ricolmo della divina Presenza. Perciò poteva dire: «Quando c’è Dio, non manca nulla, non si cerca nulla: si gode la sua Presenza, ci si dona come strumento perché si compia la sua volontà e si realizzi, nel silenzio, la sua opera di salvezza». Egli mostrava Maria come esempio mirabile di questo silenzio d’amore oblativo, fino alla condivisione del sacrificio della croce, e subito aggiungeva che la totale partecipazione della Madre all’offerta di Gesù ci insegna anzitutto a fare della nostra vita un culto a Dio, e a fare del culto l’impegno costante della nostra vita.

Commentando il paragrafo 22 della Marialis cultus – che egli sapeva, si può dire, a memoria – spiegava con intenso e crescente fervore gli atteggiamenti filiali che Dio stesso ci suggerisce nel rapporto con Maria: «In venerazione profonda, in amore ardente, in fiduciosa invocazione, in servizio di carità, in operosa imitazione, in attento studio». Tutto questo corrisponde a quanto fece l’apostolo Giovanni quando, ricevuta Maria come Madre sotto la croce, da quel giorno la prese con sé, in casa sua (cf Gv 19,27).

Anche Padre Franzi prese con sé Maria in tutta la sua vita e le appartenne totalmente: Totus tuus poteva essere pure il suo motto. C’è una foto che lo ritrae in un momento di incontro con il Santo Padre Giovanni Paolo II: l’espressione del suo volto è dolcissima, ne traspare un candore infantile, mentre sembra quasi che il Papa lo accarezzi… Entrambi innamorati della Tutta-Santa, della Tota pulchra, forse stavano congratulandosi l’un l’altro per questo inestimabile "dono"! Quale sarà ora la loro comune gioia in cielo, trovandosi a faccia a faccia con lei, nella luminosa gloria della Santissima Trinità!

M. Anna Maria Cànopi*

*Abbazia Benedettina Mater Ecclesiae Isola San Giulio – Orta (Novara)
  

Predicatore, scrittore, rettore, guida spirituale, vescovo

Nato a Vaprio d’Agogna in provincia di Novara nel 1910, padre Francesco Maria Franzi entra in seminario ancora fanciullo; qui conosce il servo di Dio don Silvio Gallotti, che diventerà sua guida spirituale. Dopo l’ordinazione presbiterale, avvenuta nel 1932, svolge per alcuni anni il ministero sacerdotale come parroco. Nel 1942, entra nella congregazione dei Padri Oblati, Missionari di Maria. Apprezzato predicatore e autore di molti scritti di spiritualità, viene nominato direttore spirituale e rettore nei seminari diocesani. Ideatore e animatore del Collegamento mariano nazionale, dal 1973 è eletto vescovo ausiliare di Novara e collabora strettamente con monsignor Aldo Del Monte per l’intero periodo del suo episcopato. Negli ultimi anni della sua vita, dedica tutte le sue energie al ministero della confessione nei santuari del Sacro Monte di Varallo Sesia e della Madonna del Sangue di Re. Al termine della sua intensa giornata di lavoro, il Signore lo chiama a sé il 10 dicembre 1996, memoria della Madonna di Loreto.