Madre di Dio

 

N. 4 aprile 2008

 «Vergine Madre, figlia del tuo Figlio»

 Tutti in cammino

Amici lettori

«Lourdes, una piccola iniziazione cristiana»
    mons. Jacques Perrier

Immacolata, signora di ogni bellezza
    
Giuseppe Daminelli

Una vita tutta con Maria
    
Anna Maria Cànopi

La Madonna e il profeta
  
 Jean-Paul Hernandez

Le sette parole di Maria
    
Alberto Rum

A difesa contro il pericolo musulmano
    
Domenico Marcucci

Se Maria fa rima con poesia
    Paolo Pegoraro

La luce di Fatima sull’oggi della Chiesa
   Stefano De Fiores

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

La presenza di Maria nel triduo pasquale
    
Sergio Gaspari

 Il vento del rinnovamento conciliare
    
Salvatore Perrella

Al servizio di Maria con il cuore aperto a Cristo
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Eliseo Sgarbossa

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 4 aprile 2008 - Copertina

 

 

 

 

 Incontri con Maria nel terzo millennio

 
di MARIA DI LORENZO

Al servizio di Maria
con il cuore aperto a Cristo
   

La "seconda vita" di Alessandra Borghese. Principessa dall’esistenza dorata e inquieta sotto i riflettori del jet set internazionale, spiritualmente indifferente, scopre il richiamo di Cristo. E a Lourdes ritrova la pace e la gioia di essere figlia di Dio, all’ombra dell’Immacolata.
  

«C'è un luogo dove io torno spesso, perché sento che è importante per la mia vita e la mia fede. Un luogo che attrae in modo particolare, perché mi sembra che là il diaframma che ci separa dal Mistero si faccia così sottile da diventare quasi trasparente. Questo luogo è Lourdes. Quando mi trovo in difficoltà io penso a Lourdes [...] e ritrovo la pace».

C’è un "filo" mariano che lega la vita di Alessandra Borghese, la sua vita di oggi a cui fa, per così dire, da "contrappasso" quella di ieri, da lei raccontata con sincerità estrema dapprima nel suo libro-confessione Con occhi nuovi (Piemme), uscito nel 2004 e divenuto presto un best-seller, e ora motivo trainante anche del suo ultimo libro, appena dato alle stampe, dal semplice ma assai significativo titolo: Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria (Mondadori).

Il ritorno alla fede cattolica della principessa Alessandra Borghese, avvenuto circa dieci anni fa, ha fatto molto scalpore sui mass media e, com’era prevedibile, anche dentro quel cosiddetto "bel mondo" di cui lei stessa ha fatto sempre parte per nascita e tradizione.

Perché scrivere oggi un ennesimo libro sul mistero e il fascino della Grotta di Massabielle?

«Il mio desiderio», spiega con molta semplicità Alessandra, «è quello di condividere con altri l’esperienza sempre intensa di Lourdes». E il suo libro, in effetti, fin dalle prime righe, appare subito – più che un reportage o un’indagine sociologica sul "fenomeno Lourdes" – come il diario di bordo di una pellegrina in mezzo a tanti pellegrini giunti insieme ai piedi dei Pirenei per porsi al servizio di Maria e predisporsi con il cuore aperto all’ascolto del suo eloquente silenzio.

Alessandra Borghese.

Dalla "dolce vita" al richiamo di Cristo

Donna Alessandra Romana dei Principi Borghese, questo il suo nome per esteso, è nata a Roma il 25 settembre 1963 dal Principe don Alessandro Romano Borghese e da Fabrizia dei Conti Citterio. Compiuti gli studi in una prestigiosa scuola cattolica come l’Istituto Trinità dei Monti a Roma, la principessa Alessandra aveva conseguito la laurea in Business Administration all’Università John Cabot College, con specializzazione in marketing e management. Quindi aveva spiccato il volo verso la "Grande Mela", lavorando per tre anni presso la società American Express di New York.

L’attendevano anni dorati, pieni di feste, di viaggi, di divertimenti. Anni superficiali e inquieti, vissuti tutti all’interno del jet set internazionale, con le sue regole e i suoi riti, e con una profonda, totale disistima per la Chiesa, giudicata retriva, polverosa, assolutamente antiquata soprattutto in fatto di morale.

La principessa, nata cattolica, e per di più con un Papa nel blasone della propria casata (quel Borghese il cui nome campeggia sulla facciata della basilica di San Pietro), per sua stessa ammissione vive lontana dalla Chiesa e dalla pratica religiosa per molti anni. Fino alla "svolta".

È lei stessa a raccontarlo: nell’agosto del 1998, mentre è in Baviera, nel castello dei Thurn und Taxis, l’amica Gloria, con cui aveva condiviso gli anni della dolce vita newyorkese, la invita a messa. Gloria è la sua amica del cuore e non può dirle di no, quindi la segue, «ma solo per educazione», precisa lei, celando la propria riluttanza.

Dopo il primo sconcerto, però, comincia a riflettere. Che significato aveva tutto questo? Alessandra si interroga, capisce che per Gloria la fede è un valore importante e piano piano cadono tutti i suoi pregiudizi sulla Chiesa, fino all’incontro e al colloquio franco e decisivo con un monsignore tedesco, che diventerà il suo direttore spirituale.

Qui ha inizio la "seconda vita" di Alessandra Borghese. Diventa scrittrice e giornalista, segue gli ultimi viaggi di papa Giovanni Paolo II e i primi di papa Benedetto (a cui nel 2007 dedica il bel volume Sulle tracce di Joseph Ratzinger, Cantagalli), partecipa a talk show televisivi per raccontare la sua esperienza, soprattutto non si stanca di girare l’Italia e l’Europa e di incontrare gente con cui parlare e condividere la sua scoperta. Perché quando uno ha avuto il dono della fede, questo dono non lo può tenere per sé, deve gridarlo dai tetti.

Alessandra Borghese a Lourdes.
Alessandra Borghese a Lourdes.

A Lourdes c’è Maria

E inizia anche il dialogo sempre più stretto e filiale con Maria. Alessandra si reca spessissimo a Lourdes e presta servizio come sorella alle piscine. «Ogni volta per me Lourdes è un’esperienza nuova», racconta, «un’esperienza che mi aiuta molto. Penso che la parola chiave del pellegrinaggio sia "umiltà". Andare a Lourdes, in fondo vuol dire andare da Maria, la Madre, per affidarle il proprio dolore, la propria malattia, la propria speranza. È difficile tornare da Lourdes con lo stesso animo con cui si era partiti. Occorre aver resistito con tutte le proprie forze alla grazia!».

«Il pellegrinaggio», confida Alessandra, «è un’esperienza molto forte. La mia emozione inizia quando preparo la mia piccola valigia e indosso l’uniforme da sorella. Mi sento forte, utile, per quello che andrò a fare».

A Lourdes c’è Maria, la Madre, a cui Alessandra ha persino dedicato il suo sito web www.alessandraborghese.com su cui campeggia il titolo Maria Salus Populi Romani. Un titolo molto caro alla sua famiglia, perché se ne venera l’immagine proprio nella "loro" cappella, posta all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore. Alessandra ha voluto porre il suo sito internet, e quindi tutto il suo lavoro e apostolato, sotto la protezione di Maria.

«Dall’esperienza di Lourdes», confessa, «è nata e si è approfondita anche la mia devozione mariana. Seguire Cristo sembra talvolta difficile, abbandonarsi con fiducia alla Madonna appare più dolce. Al seguito di Lourdes», dice, «ho anche scoperto il Rosario. La trovo una bellissima forma di preghiera. Per questo mi sposto sempre con la corona in borsa».

Lasciarsi lavorare dall’amore

Anche le ambizioni della sua vita si sono via via ridimensionate, e la vita stessa si è fatta più semplice, più lineare. «Un tempo nella vita avevo obiettivi a lungo termine. Oggi ho capito che ogni giorno è importante, se vissuto con pienezza. Ora», lei dice, «ho un modello diverso come donna, ed è Maria. Mi sembra che Maria sia la vera chiave per capire il ruolo e il valore della femminilità, mia e di tutte le altre donne».

Prima, nella sua "vita precedente", fatta di lusso e privilegi mondani, Alessandra non si era mai posta veramente il problema di Dio, semplicemente viveva come se lui non esistesse. Ora invece lei sa che la vera libertà viene solo da Cristo. «È lui», afferma, «che mi dice chi sono, da dove vengo, ma soprattutto dove sto andando».

Incontro di Alessandra Borghese con papa Ratzinger.
Incontro di Alessandra Borghese con papa Ratzinger.

Una vita aperta alla dimensione del mistero, del soprannaturale, in altre parole alla fede, è una vita piena di senso e di pace, in cui si cammina a piedi nudi verso la gioia, sicuri di non restare delusi. È necessario però ogni giorno «lasciarsi lavorare dall’amore», dice lei, e portare agli altri questo amore.

Per questo Alessandra Borghese non ha paura di mettersi in gioco e di andare controcorrente. Mettendo splendidamente a frutto la sua indubbia capacità di comunicare, ha stabilito ormai un "filo diretto" con i suoi lettori e in questi anni ha incontrato tante persone, aprendosi con sincerità alle loro domande e ai loro quesiti esistenziali.

Perché la gente, dice lei, ha sete di Dio, anche se non lo sa esprimere. Anche se vive lontana da Dio, anche se ha denaro e tempo in abbondanza per vivere dei piaceri effimeri della vita. «Spesso, dove c’è ricchezza materiale c’è povertà di altro tipo che porta con sé molta sofferenza. Io cerco, come posso, di offrire la mia testimonianza».

Per questo non ha avuto timore di raccontare a cuore aperto, con sincerità assoluta, talvolta persino brutale, la sua storia e il suo singolare cammino di fede in due libri, Con occhi nuovi e Sete di Dio, che hanno raggiunto un numero incredibile di persone, portando una luce di speranza nella loro vita.

In una scrittura pacata e avvolgente, che fa vibrare tutte le corde dell’anima e che cattura fin dal primo istante, la Borghese racconta come – dopo una giovinezza dorata nel jet set e un matrimonio col miliardario greco Costantino Niarkos, finito in un doloroso divorzio – sia stata alfine "conquistata" dal silenzioso e inesorabile richiamo di Dio.

Un racconto così sorprendente ed emotivamente intenso, il suo, il classico "pugno nello stomaco", che doveva porla immediatamente sotto i riflettori della ribalta massmediatica, esponendola giocoforza alla curiosità di molti e anche alla malignità di certi ambienti "snob", per i quali lei è solo un’esibizionista, o una stravagante aristocratica fulminata sulla via di Damasco.

Qualcuno in modo canzonatorio l’ha persino ribattezzata la "madre badessa", ma sotto sotto, dietro lo sberleffo, forse c’è una punta di invidia, come una sottile nostalgia di Dio. Una sete inespressa, la stessa che aveva provato anche lei, anni addietro, prima del suo incontro con il Signore.

Ora Alessandra va due volte l’anno nella città di Maria, alle pendici dei Pirenei, per accompagnare gli ammalati alle piscine. E il paradiso se lo immagina come lo spazio all’interno dei cancelli del santuario di Lourdes: un luogo d’amore dove ci si stringe tutti insieme attorno alla Madre di Dio. Per sempre.

Maria Di Lorenzo