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N. 5 maggio 2008
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Editoriale Dedicare il mese di maggio alla Madonna è ormai una tradizione cara a tutti i cattolici e solidamente stabilitasi, soprattutto dopo il Settecento. Ma pochi forse sanno che il primo autore a noi noto che abbia associato il mese di maggio (cui erano legate usanze più paganeggianti, come i ludi floreales o l’uso di incoronare una "reginetta di primavera") alla Madonna è stato Alfonso X detto "il Saggio", re di Castiglia (1221-1284). Alfonso era un uomo di vasta cultura e anche un fine letterato, autore di oltre 400 Cantigas de Santa Maria, poesie scritte in lingua gallego-portoghese. Nella Cantiga 406 leggiamo: «Sii benvenuto, maggio, con la tua letizia! / Preghiamo santa Maria / affinché interceda presso suo Figlio / perché ci preservi dal peccato e dalla stoltezza. / Sii benvenuto, maggio, con la tua letizia! / Sii benvenuto, maggio, con lealtà ti salutiamo, / e La preghiamo che nella sua bontà / sempre di noi abbia pietà / e ci protegga da ogni male. Sii benvenuto, maggio, con la tua letizia! / Sii benvenuto, maggio, con i tuoi dolci profumi, / noi supplichiamo e rivolgiamo le nostre lodi / a Lei che sempre per noi peccatori / implora Dio, perché ci preservi dal dolore. / Sii benvenuto, maggio, con la tua letizia!». A questa tradizione possiamo integrare oggi, con maggiore sensibilità biblica e liturgica, un’attenzione alla presenza di Maria nel periodo pasquale: sotto la croce di Gesù, con il discepolo prediletto (Gv19,25-26) e in preghiera con la Chiesa nascente (At 1,14). In modo ancora più pregnante, è tutta l’esistenza di Maria che è stata plasmata dal mistero pasquale: dall’annuncio della «spada» da parte di Simeone (Lc 2,35) alla maternità ecclesiale affidatale da Gesù morente (Gv 19,26-27), tutta la vita di Maria è una kenosis (svuotamento di sé) per essere associata al Cristo nel suo nascere spirito risorto (T. Goffi). Possa Maria aiutarci a vivere questo tempo pasquale così come lo ha vissuto lei. Il Direttore
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