Madre di Dio

 

N. 5 maggio 2008

 Maria, tempio della Trinità

 Un mese con Maria

Amici lettori

Benedetta tu fra le donne
    mons. Lorenzo Ghizzoni

Adamo, Abramo e Maria
    
Giuseppe Daminelli

La santità quotidiana di mamma Rosa
    
Saverio Gaeta

Maria, genitrice di luce
  
 Jean-Paul Hernandez

Una nuova Pentecoste?
    
Alberto Rum

Perché salvare gli alberi e non le madonnelle?
    
Domenico Marcucci

L’ultimo «adesso»
    Giuseppe Daminelli

La presenza di Maria nel cammino spirituale
   Stefano De Fiores

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

La missione di Maria e della Chiesa
    
Sergio Gaspari

 Una preghiera al ritmo della vita umana
    
Salvatore Perrella

La chiamata improvvisa di Miryam
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Eliseo Sgarbossa

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 5 maggio 2008 - Copertina

   

il DIRETTORE

Amici lettori
   

Grazie Madonnina! Una felice ora trascorsa con i miei alunni

** L’idea era quella di far conoscere la vita di un qualsiasi santo ai miei alunni di classe prima elementare, possibilmente attraverso un filmato realizzato in modo tale da appassionarli, magari un cartone animato…

Mi è arrivato casualmente, invece, un filmato sulla vita di quel simpaticissimo frate, conosciuto come Frate Indovino, il quale, si sa, realizzava ogni anno un calendario utile, simpatico e curioso.

Non ero sicura che potesse interessare ai bambini, ma ho pensato che se era arrivato fra le mie mani, forse era il caso di provare a vederlo. Ne ho parlato con loro e sono stati dell’idea di vedere di che cosa si trattasse.

Era stato girato quando il frate era ancora in vita, dunque, oltre al fatto di conoscere i luoghi in cui era vissuto e aveva lavorato, è stato possibile conoscere la sua simpatia effervescente attraverso un’intervista gagliarda, grazie alla quale abbiamo riso, sorriso, e ci siamo anche commossi, sentendolo raccontare gli aneddoti della sua vita di bambino e poi di frate.

Ma il momento magico è arrivato quando, con un groppo alla gola, ha parlato della sua mamma, la quale, sin da piccolissimo, gli faceva recitare una preghiera piccola piccola dedicata alla Madonna. Faceva così:

Ti saluto, Gran Regina
Tutto il mondo a te s’inchina;
Per il frutto che portasti,
Tutto il mondo illuminasti!
Illumina pur l’anima mia
Dolce Vergine Maria!

I bambini sono stati molto inteneriti sia dalla commozione del frate che da quella semplice preghiera e mi hanno chiesto di poterla scrivere per poi recitarla. Così abbiamo fatto e tutte le mattine vogliono salutare la Madonna in questo modo.

Ciò che voglio dire è questo: era mia intenzione da settembre di far pregare questi bambini, ma non trovavo il modo adatto, perché avrei preferito che capitasse qualcosa per cui fossero stati loro, in qualche modo, a prendere l’iniziativa… E questo qualcosa è successo… dopo sei mesi! Grazie Madonnina!!

Anna Maria Bormida, Alba
  

Con piacere pubblichiamo il simpatico episodio narrato dalla signora Anna Maria. Notiamo anche l’insegnamento prezioso che ne viene: nell’evangelizzazione – così ci pare di poter inquadrare l’episodio – è Dio a precederci e ad aprire vie impensate... Per chi si ingegna ed è evangelicamente all’erta, prima o poi le occasioni si presentano. Affidiamo ancora ogni attività alla Vergine, che è la Regina degli apostoli, Colei che veglia e accompagna gli apostoli e le anime apostoliche in ogni epoca e circostanza.
   

La più antica basilica mariana

** Scrivo alla redazione della vostra rivista (alla quale sono abbonato da ormai dieci anni) per soddisfare una mia piccola curiosità. Qual è la più antica basilica mariana esistente e in quale città o paese si trova? Qual è la sua storia? Grazie per l’attenzione.

Luigi,
catechista di Treviso
  

Storicamente non si può non riconoscere Santa Maria Maggiore a Roma (foto) come la più antica basilica mariana al mondo. Edificata tra il 432 e il 440 da papa Sisto III, essa è la prima basilica voluta non da un imperatore o dalla sua cerchia politica o familiare, ma da un Papa. Infatti, mentre all’origine delle basiliche fatte edificare dall’imperatore Costantino vi era l’idea base di suscitare l’accoglienza del cristianesimo da parte del potere imperiale, all’origine della costruzione di Santa Maria Maggiore vi era il servizio apostolico del vescovo di Roma, che celebrava attraverso la dimensione artistica la verità cristiana e mariana proclamata dai Concili (in particolare quello di Nicea del 325 che affermava con chiarezza che Gesù è Figlio di Dio e quello di Efeso del 431 che sanciva la legittimità del titolo Theotòkos, Madre di Dio) e proponeva l’annuncio cristiano agli abitanti di Roma, nel V secolo ancora in maggioranza pagani (vedi in questo numero l’articolo di Hernandez, pp. 8-10).

Fu realizzata nel luogo che, secondo la tradizione, la Vergine avrebbe indicato a papa Liberio (si racconta che nella notte del 4 agosto 358 la Vergine apparve contemporaneamente in sogno al Papa e al ricco e devoto Giovanni per chiedere loro la dedicazione di una basilica sul luogo di Roma dove quella notte sarebbe caduta la neve). L’indomani Giovanni si recò dal Papa per raccontargli il sogno e, insieme, si incamminarono verso il colle Cispio, dove il Papa tracciò sulla neve fresca il perimetro della nuova chiesa. Nella basilica, ancor oggi, si ricorda il miracolo della nevicata: sull’altare maggiore, durante la celebrazione eucaristica, si fanno cadere petali bianchi di gelsomini e rose.

La chiesa è costruita secondo moduli di derivazione classica. Oggi è fra le quattro basiliche maggiori di Roma, quella che con più fedeltà conserva la prospettiva semplice e lineare delle primitive costruzioni paleocristiane.

Il Direttore
   

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