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N. 5 maggio 2008
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In
ricordo di padre Alberto Rum di GIUSEPPE DAMINELLI L’ultimo
«adesso»
Si è spento lo
scorso 14 marzo a 95 anni padre Alberto Rum. Una vita spesa per la
Vergine, secondo lo spirito del Montfort, diffondendone la devozione e la
spiritualità mariana. Era l’inizio di gennaio dell’anno scorso quando padre Alberto mi affidava una serie di articoli a commento della preghiera dell’Ave Maria da pubblicare sulla rivista del Collegamento santuari mariani d’Italia, e alle parole: «Prega per noi… adesso e nell’ora della nostra morte» chiosava: «L’ora della morte è l’ultimo adesso della nostra vita terrena. Per essa si varca la soglia della vita eterna. Ma non se ne conosce la data. Occorre quindi vegliare e invocare il soccorso materno di Maria non una volta sola, ma cinquanta, cento volte: Prega per noi nell’ora della nostra morte. «Nel suo Trattato della vera devozione a Maria, il Montfort, dopo aver tracciato l’immagine dei veri devoti di Maria, pone sulle labbra della Vergine santa queste parole di compiacimento materno: "Beati coloro che seguono le mie vie, cioè beati quelli che praticano le mie virtù e che camminano sulle tracce della mia vita, con l’aiuto della divina grazia. Essi sono felici in questo mondo, durante la loro vita, per l’abbondanza delle grazie e delle dolcezze, che io comunico loro dalla mia pienezza e più abbondantemente che ad altri, i quali non mi imitano così da vicino. Sono felici nella loro morte, che è dolce e tranquilla, e alla quale di solito io sono presente, per condurli io stessa alle gioie dell’eternità" (VD 200)». Ed è stato proprio così per padre Alberto: si è spento improvvisamente dopo aver pregato il rosario con i suoi confratelli di comunità. Dopo 95 anni spesi a diffondere la spiritualità di san Luigi da Montfort e la profonda devozione alla Madre di Dio. Dalle pagine della nostra rivista ci ha accompagnato per moltissimi anni con le sue semplici, ma incisive riflessioni, pronto a far tesoro dei tanti cambiamenti e progressi tecnologici. Nonostante l’età non più giovane usava con perizia computer e Internet.
Una vita al servizio di Maria Padre Alberto nasce il 17 febbraio 1913 a Sgurgola (Frosinone). All’età di dieci anni, dopo la terza elementare, parte per la Scuola apostolica dei Missionari Monfortani di Redona di Bergamo, dove l’ha preceduto il fratello maggiore, padre Giuseppe. Nei sette anni di Scuola apostolica la vocazione si va formando e sviluppando: vuol essere sacerdote e religioso per far del bene. «Mi aiutarono il consiglio di ottimi padri, l’esempio di buoni compagni». Il 1° ottobre 1931 emette i primi voti in Francia. Prima del ritorno in patria, ha la gioia di passare alcuni giorni alla Casa Madre. Roma e Loreto si dividono ugualmente i sei anni dello studentato. Al termine del corso filosofico è chiamato a insegnare a Redona: «gran sacrificio che accettai di cuore». Nel curriculum vitae, steso di suo pugno l’8 giugno 1938, all’indomani dell’ordinazione sacerdotale e prima di ricevere la lettera di missione, scrive: «Il mio sogno di fanciullo e d’apostolino s’è fatto realtà. Sono religioso, sono Sacerdote Missionario. Nella Compagnia di Maria Iddio m’ha mostrato il segreto della mia vita religiosa e del mio apostolato: la vera devozione alla Madonna, secondo lo spirito del Beato di Montfort. Grazie, Signore, ora fa’ di me quello che vuoi: praesto sum». Conosceva la Legio Mariae e il suo fondatore Frank Duff da moltissimi anni e a Roma, in modo operativo, dal giugno 1944, quando incontrò due legionari inglesi (delle truppe di liberazione) e con loro fondò il primo presidio in terra italiana... Non si possono dimenticare i suoi articoli sulla Legio Mariae e sul suo servizio su L’Osservatore Romano, Avvenire, sulla rivista Madre e Regina, suLa Voce della Legione, e anche i numerosi corsi di esercizi spirituali, le giornate di spiritualità non solamente a Roma, ma in tutto il territorio del Senatus. Nel suo ultimo articolo apparso sul numero 3 di Madre e Regina, egli affermava: «Accogliere Maria nella propria vita spirituale, affidarsi filialmente al suo amore e alla sua azione materna è un segreto di grazia e di perfezione cristiana». Ci piace infine ricordare padre Alberto impegnato al Centro Mariano al quale ha legato la sua vita consacrata e la sua missione. Ogni richiesta di ministero mariano, volta a far conoscere e vivere la perfetta devozione a Maria, lo ha visto rispondere prontamente e con slancio: «Eccomi»; sull’esempio di colei che ha amato e fatto amare, come strada sicura per arrivare a conoscere, amare e servire sempre meglio Cristo sapienza crocifissa. «...O Maria, ti aspetto, non privarmi di questa consolazione. Fiat, fiat; amen, amen... Felici quelle azioni che verranno chiuse fra due Ave Maria». Giuseppe Daminelli |
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