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N. 5 maggio 2008
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Con
Maria nel nuovo millennio di STEFANO DE FIORES La presenza
di Maria nel cammino spirituale Nell’itinerario del cristiano, il rapporto
con Maria si impone come imperativo della fede (Lumen gentium
67), ma anche quale elemento di santità e stimolo di impegno e di
speranza. La vita è un cammino, con un inizio, con tappe e traguardi. Lo suppone anche il poeta Dante Alighieri: «Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura...». Lo dice anche una nota canzone del nostro tempo "Santa Maria del cammino". Il fondamento della vita come cammino sta nel fatto che l’uomo è un essere nel tempo, una realtà dinamica che diviene continuamente. Solo alla fine, quando si tireranno le somme, si saprà chi è l’uomo. Potremmo rappresentare la vita con dei grafici. Innanzitutto come una curva. Si comincia, si ha un meriggio, poi giunge la decadenza. La vita inizia con l’infanzia; seguono la fanciullezza, la giovinezza, la maturità e infine il declino, la vecchiaia. È come un arco che si eleva per poi declinare. Secondo altri la vita è come una ipsilon ("y"). Ogni uomo, come Ercole al bivio, si trova nella necessità di decidere, di scegliere una cosa e non un’altra. In questo senso l’Antico Testamento pone dinanzi all’uomo due vie: la via del bene o la via del male (Dt 30,15-16; Pro 2,16; 21,8). La vita è una scelta, un cammino che mette di fronte all’esigenza di dover dire di sì a una cosa e no a un’altra. Più precisamente la vita è una spirale, che risulta da due movimenti: in avanti e verso l’alto. Da queste due spinte sorge la spirale che procede in avanti e verso l’alto, ma incontra anche ritorni e svolte. La vita infatti comporta anche delle crisi nel passaggio dalla giovinezza alla maturità e alla vecchiaia. Attraverso la crisi l’uomo accede a stadi superiori.
Fondamenti teologici Diciamo subito che Maria non è collocata da noi in questo cammino, perché ella già vi si trova per volontà di Dio. Dio vuole che Maria svolga un compito fondamentale nella storia della salvezza al servizio del Figlio Redentore. 1 Maria Madre dei fedeli nell’ordine della grazia. Ciascun cristiano è in relazione con Maria, che si trova già nella sua vita. Deve solo scoprire la sua presenza e riconoscerla Madre e modello. Ella è Madre perché ha collaborato nella storia della salvezza in maniera unica, accogliendo il Figlio di Dio e dando il richiesto consenso di fede per la redenzione del mondo. Se, dando il suo sì a Dio, Maria ha collaborato alla salvezza, ciò significa che ella ha partecipato a un’opera di rigenerazione, perché la salvezza consiste nel divenire figli di Dio. Maria è Madre nostra perché ha collaborato alla nostra rigenerazione nello Spirito, alla nostra nascita come figli di Dio. Un Padre dell’VIII secolo afferma: «La Vergine materna conduce alla luce i suoi figli, resi bianchi e piacevoli nel fonte battesimale e unti con il crisma, che Cristo, l’augusto Figlio del Padre, genera per il cielo». Maria è vicina a noi: avendo collaborato al mistero della salvezza con il suo consenso all’incarnazione e alla morte redentrice di suo Figlio, ella non può non collaborare quando nasciamo a figli di Dio mediante il battesimo. Per questo Gesù dall’alto della croce dice al discepolo amato: «Ecco tua Madre» (Gv 19,26). Quando diventiamo discepoli amati da Gesù, riceviamo anche noi il dono della Madre e come Giovanni accogliamo Maria tra i beni che Gesù ci ha lasciato: «Da quell’ora il discepolo l’accolse tra le sue cose proprie» (Gv 19,27). 2 Maria «tipo della Chiesa». La missione della Vergine non è soltanto quello di essere madre biologica del Cristo. Ella è stata una madre credente, una madre che ha accolto il Figlio di Dio nella fede e con responsabilità, aprendosi completamente al Signore: «Eccomi, sono la serva del Signore« (Lc 1,38). La Vergine è per noi un modello: si trova all’inizio della Chiesa per indicare alla Chiesa quello che dovrà essere nel corso dei secoli: una comunità che genera Cristo, dice sì al Signore, medita la Parola, compie un cammino di fede... Quello che si trova in Maria si rispecchia nella vita dei fedeli. Se Maria è già inserita nella vita cristiana come Madre e modello, non possiamo camminare spiritualmente senza di lei. L’esperienza della Chiesa – afferma Paolo VI in Marialis cultus – riconosce nella devozione alla Vergine un aiuto potente per l’uomo in cammino verso la conquista della sua pienezza: «La molteplice missione di Maria verso il popolo di Dio è realtà soprannaturale operante e feconda nell’organismo ecclesiale» (n. 57). Maria è la Chiesa fedele, l’utopia della Chiesa come eccedenza di realtà. In Maria vediamo la proposta di comunione plenaria con Dio fatta all’uomo nel suo cammino, e insieme il massimo impegno storico umano.
L’iniziazione cristiana L’iniziazione cristiana fa riferimento a tre sacramenti fondamentali: il battesimo, la confermazione e l’eucaristia. Questi tre sacramenti introducono a conoscere e vivere il cristianesimo. Il battesimo è il sacramento che inserisce nella Chiesa, unisce al Cristo e fa diventare figli di Dio. Da esso derivano degli impegni, come avverte san Paolo: «Siamo stati sepolti con Cristo nella morte per mezzo del battesimo, perché come Cristo fu risuscitato dai morti, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6,4). Nel battesimo si fanno delle promesse: «Rinuncio a Satana, alle sue opere, alle sue seduzioni [...]. Credo nel Padre, nel Figlio, nello Spirito Santo». Maria è correlata al battesimo, poiché se ella è Madre nostra, non lo può essere semplicemente per l’amore che ci porta, ma in base a un rapporto di maternità, cioè di comunicazione di vita. Se Cristo ha detto «Ecco tua Madre», ciò significa che Maria interviene là dove nasce la nostra vita di figli di Dio, ossia nel battesimo. Il compito di Maria in questa fase iniziale è di aiutare gli uomini a convertirsi dalla vecchia vita del peccato, per aderire a Gesù Cristo. In realtà Maria Immacolata è l’anti-peccato. Ha sempre detto di sì a Dio e quindi non ha fatto spazio nella sua vita se non alla parola di Dio. Non è stata divisa tra Dio e il mondo, tra Dio e Satana, tra il bene e il male. La sua vita è stata tutta determinata dal bene, da Cristo, da Dio. È impossibile mettere insieme Maria e il peccato, Maria e l’egoismo. È questa la grande esperienza di tanti convertiti. Hanno visto in Maria colei che impedisce di restare nel male. Nelle sue apparizioni ella chiama a conversione. Oggi dobbiamo liberarci dai "circoli diabolici" che esistono nel mondo: sono le sperequazioni sociali, la povertà, l’abbandono di Dio, l’inquinamento ecologico... Qui s’inserisce Maria, creatura libera e non inquinata, che ci spinge a lasciare il peccato per aderire con fede nuova a Gesù Cristo. Dobbiamo ogni giorno imparare a vivere in docilità allo Spirito santo, ciò che deriva dal sacramento della confermazione. In questo compito è di aiuto la Vergine con la sua preghiera di intercessione e con il suo esempio di donna dal cuore rinnovato dallo Spirito Santo. Quanto all’eucaristia, Maria ci aiuta non solo a riconoscere in essa la presenza reale di colui che è veramente suo figlio ma a vivere gli atteggiamenti con cui la Chiesa celebra i divini misteri. La maturità spirituale Non basta aver ricevuto il battesimo, aver detto di sì a Dio. Paolo si lamenta con i fedeli che hanno ricevuto la fede da qualche tempo perché erano rimasti «neonati in Cristo», incapaci di un «nutrimento solido», cioè di una conoscenza approfondita della salvezza (cf 1 Cor 3,1-2). Quando il vangelo afferma: «Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino non può entrare in esso» (Mc 10,15), vuol dire che dobbiamo avere un cuore disponibile, ma non invita all’infantilismo, fenomeno regressivo e abdicazione della responsabilità. Perciò Paolo esorta: «Siate come bambini quanto a malizia, ma uomini maturi quanto a giudizi» (1 Cor 14,20). La spiritualità cristiana esige un passaggio dalla condizione di bambini, imperfetti, ignoranti e carnali, allo stadio di adulti, perfetti, spirituali, maestri. Il Nuovo Testamento invita a diventare persone sempre più mature, ad approfondire la rivelazione e comunicarla, a conformarci all’immagine di Cristo, a crescere nella fede e nell’amore (Col 1,28; Ef 3,12; 2 Cor 10,15; 1 Cor 14,1). In questa fase della maturità spirituale troviamo Maria che aiuta ad assumere le proprie responsabilità all’interno della comunità. È la questione vocazionale. Maria è esempio di un sì a Dio nella disponibilità e nell’impegno. Proprio in un ambiente in cui la donna è emarginata, Dio sconvolge le ingiuste abitudini degli uomini chiedendo a una donna, a Maria, di dare il suo consenso alla più grande opera della storia: l’incarnazione del suo Figlio. E Maria offre il suo consenso responsabile, sapendo la portata del suo impegno. Perciò Maria è un invito a rischiare la vita sulla parola di Dio e ad impegnarsi secondo la vocazione che il Signore rivela attraverso vari segni. Stefano De Fiores |
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