Madre di Dio

 

N. 5 maggio 2008

 Maria, tempio della Trinità

 Un mese con Maria

Amici lettori

Benedetta tu fra le donne
    mons. Lorenzo Ghizzoni

Adamo, Abramo e Maria
    
Giuseppe Daminelli

La santità quotidiana di mamma Rosa
    
Saverio Gaeta

Maria, genitrice di luce
  
 Jean-Paul Hernandez

Una nuova Pentecoste?
    
Alberto Rum

Perché salvare gli alberi e non le madonnelle?
    
Domenico Marcucci

L’ultimo «adesso»
    Giuseppe Daminelli

La presenza di Maria nel cammino spirituale
   Stefano De Fiores

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

La missione di Maria e della Chiesa
    
Sergio Gaspari

 Una preghiera al ritmo della vita umana
    
Salvatore Perrella

La chiamata improvvisa di Miryam
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Eliseo Sgarbossa

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 5 maggio 2008 - Copertina

 

 

 

 

 Santuari mariani nel mondo - 

 a cura di BRUNO SIMONETTO

Maria nel mondo asiatico
  

All’inizio della rassegna di alcuni dei più rappresentativi santuari mariani del grande continente asiatico, è appena necessario rilevare che ci troviamo di fronte a una realtà molto complessa e variegata. Oltre ad essere l’Asia il continente più vasto e più popolato del mondo, è anche quello che presenta le più grandi contraddizioni: antiche tradizioni religiose convivono con società secolarizzate, zone rurali molto arretrate si incontrano con città modernissime, forme più avanzate di capitalismo stanno accanto a regìmi militari o comunisti.

Con la sola eccezione delle Filippine, quelle asiatiche sono tutte Chiese di minoranza. Dopo secoli di evangelizzazione, infatti, i cattolici non arrivano complessivamente al 3% della popolazione e, se si escludono ancora le Filippine, l’unico Paese a maggioranza cattolica, la percentuale scende all’1% o poco più. In alcuni Paesi, come l’Afghanistan, il cristianesimo è del tutto assente e, in molti altri, i cristiani sono solo lo 0,1%, come nella grande e popolosa Cina.

La basilica dell'Annunciazione di Nazareth, il primo e più vero santuario mariano del mondo.
La basilica dell’Annunciazione di Nazareth, il primo e più vero santuario mariano del mondo.

Ma molto forte è la devozione a Maria in tutti i Paesi dell’Asia dove è presente la Chiesa. L’evangelizzazione di molte zone è legata all’intervento di Maria, ed è sempre Maria che continua ad accompagnare la crescita delle varie comunità, soprattutto nelle situazioni difficili.

Negli interventi dei vescovi durante il sinodo per l’Asia del 1998 è emerso che «i cristiani dell’Asia amano intensamente Maria, venerata come madre loro e madre di Cristo. Ci sono centinaia di santuari mariani sparsi in tutta l’Asia, dove non soltanto i cattolici, ma anche fedeli di altre religioni si radunano insieme in grande quantità. Maria è veramente dove persone di diverse credenze possono incontrarsi» (Propositio 58).

Come scrive Suor Maria Ko, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, nella Relazione presentata al "I Forum Internazionale di Mariologia", tenutosi nel 2001, «di pari passo alla riscoperta del volto asiatico di Gesù e delle radici asiatiche della sua Chiesa, emerge anche una riscoperta del volto asiatico di sua Madre. Maria è infatti donna asiatica, madre dell’Asia e stella dell’evangelizzazione di questo grande continente dove ha vissuto».

La Madre celeste per i cattolici dell’Asia è una guida che accompagna e protegge durante il cammino; ma la Madonna ha un valore essenziale anche per gli altri fedeli. Per costoro rappresenta una figura speciale, amata e guardata con rispetto e devozione. Non è raro vedere fedeli indù che si recano in pellegrinaggio a qualche santuario per chiedere delle grazie o fare dei voti. Fra i pellegrini vi sono anche, oltre a tanti malati, donne che non hanno figli e che chiedono alla Vergine la grazia della maternità. Di sicuro, la Madonna è un fattore di unione fra le diverse religioni, anche in Paesi a maggioranza indù, islamica o ebraica.

Veduta esterna della chiesa della Dormizione a Gerusalemme, iniziata dai tedeschi nel 1900.
Veduta esterna della chiesa della Dormizione a Gerusalemme, iniziata dai tedeschi nel 1900.

Oltre ai luoghi che ci siamo proposti di illustrare: la basilica dell’Annunciazione a Nazareth (e altri luoghi di culto mariano in Terra Santa), i luoghi di culto mariano in Russia, Vailankanni (in India), Notre-Dame de La Vang (in Vietnam), Sheshan, Shanghai (in Cina), Nostra Signora di Peñafrancia (nelle Filippine), Akita (in Giappone), meriterebbero qualche accenno santuari di altri Paesi dell’Asia, come il santuario di Namyang nella Corea del Sud, il santuario di Komane in Irak, la "Città di Maria" nel Punjab in Pakistan, per non dire dei tanti santuari di Paesi del Medio Oriente, come il Libano, la Siria e la Turchia asiatica.

Ma iniziamo il nostro "pellegrinaggio" verso i santuari mariani dell’Asia proprio dai primi e più autentici santuari di Maria: la basilica dell’Annunciazione a Nazareth e gli altri luoghi di culto mariano in Terra Santa.
   

Israele e Palestina
I più importanti santuari mariani delle Nazioni
  

Nazareth, il giardino della Galilea

In arabo il suo nome è En-Nasirah, in ebraico Nasreth. La città è circondata su tre lati da colline che la racchiudono come in una conca. Anch’essa è costruita su una collinetta delimitata a ovest da un fiumicello (oggi interrato). La città non è citata nell’Antico Testamento né dallo storico ebreo Giuseppe Flavio. Il nome lo troviamo per la prima volta in un’iscrizione appartenente ad alcuni frammenti rinvenuti a Cesarea Marittima, risalenti al IV-III secolo avanti Cristo. Era in questa città l’abitazione dei parenti di Maria e la casa di Giuseppe. Le case consistevano in grotte naturali, davanti alle quali venivano aggiunti altri ambienti in muratura.

In questo piccolo mondo tranquillo avvennero i fatti preparatori della nuova storia sacra: l’incontro tra la potenza divina e una pura creatura. Questi fatti restano per noi, in gran parte, avvolti nel mistero. Ma il credente sa che molte cose si svolsero nel segreto incontro tra Dio e le creature da lui prescelte; e anche se Maria e Giuseppe vollero confidare a qualcuno la loro esperienza, questa, nel profondo, resterà sempre inesprimibile e inespressa.

La moderna basilica dell’Annunciazione, primo e più vero santuario mariano del mondo, è costruita su quella che la tradizione indica come la "Grotta dell’Annunciazione" dell’arcangelo Gabriele a Maria.

Quando gli archeologi hanno cominciato qui le ricerche, pesava su questo luogo un dubbio gravissimo: la "grotta" forse era usata, insieme alle altre, per le sepolture. In tal caso quella che era considerata e venerata come l’abitazione di Maria non poteva essere autentica. Infatti, era assolutamente inimmaginabile che un ebreo, secondo i costumi giudaici, abitasse in un luogo cimiteriale.

Nazareth, 25 marzo 2000. Giovanni Paolo II durante il suo viaggio in Terra santa, in preghiera nella Grotta dell’Annunciazione.
Nazareth, 25 marzo 2000. Giovanni Paolo II durante il suo viaggio in Terra santa,
in preghiera nella Grotta dell’Annunciazione.

Ma la scoperta dei sili domestici, dove le famiglie conservavano le derrate alimentari, il ritrovamento delle cisterne d’acqua, di molte lucernette che servivano a illuminare il retro delle abitazioni, il rinvenimento delle ceramiche di cucina e dei focolari ricavati ai piedi delle pareti, con la deduzione che le tombe si trovavano fuori del villaggio, dove ora sorgono le abitazioni di recente costruzione, hanno gettato una prima luce sull’autenticità della casa di Maria.

Anche altre testimonianze sono per l’autenticità di questa grotta, riconoscendo ad essa il luogo d’incontro di Maria di Nazareth con l’Infinito: il punto d’incontro del cielo con la terra, per tutti i secoli. Qui, dove i monti di Galilea stanno per congiungersi con la dolcissima e fertile pianura di Esdrelon o Izreel, il Figlio di Dio si incarna nel seno di Maria.

Innanzitutto, ci sono vani scavati nel suolo roccioso, forse adibiti a usi domestici. Saranno utilizzati, più tardi, come riferimenti di culto cristiano. Lo testimoniano un battistero e dei graffiti. Sopra questi vani furono innalzati nel tempo ben cinque luoghi di culto: dapprima una chiesa in stile sinagogale, con la facciata rivolta verso Gerusalemme: evidentemente costruita, tra il I e il II secolo, dalla prima comunità di giudeo-cristiani imparentati con la famiglia di Gesù e Maria. Poi, nel V secolo, una chiesa bizantina; quindi, un tempio crociato e, nel 1730, una chiesa francescana. Infine, la chiesa-santuario-basilica attuale, sorta nel 1960 a custodia della "Grotta dell’Annunciazione" e dei resti delle chiese precedenti.

Famose sono diventate alcune iscrizioni, che ora troviamo su tutte le icone mariane, come la seguente: XH MAPIA (= CHE Maria, in greco; dove CHE è l’abbreviazione di «chàire», rallegrati). L’espressione ripete il saluto alla Vergine dell’angelo Gabriele; e afferma in sostanza la fede dei primi cristiani nella maternità divina di Maria. È senza dubbio la più antica invocazione alla Madonna, rinvenuta nella casa stessa dove secondo la tradizione visse la Vergine Maria. Questo antichissimo graffito, antecedente di qualche secolo al concilio di Efeso che renderà ufficiale il culto a Maria, smentisce le fantasiose costruzioni di alcuni studiosi i quali affermavano che esso sarebbe stato derivato da un culto a una divinità femminile pagana (vedi in merito Bellarmino Bagatti, Nazaret nell’archeologia. Storia di Gesù, Rizzoli, vol. I, pag. 79ss.).

Nel cerchio bianco il celebre graffito greco XH MAPIA (Chàire Maria), nel luogo dove gli archeologi ritengono che sia vissuta la Santa Vergine a Nazareth.
Nel cerchio bianco il celebre graffito greco XH MAPIA (Chàire Maria), nel luogo dove gli archeologi
ritengono che sia vissuta la Santa Vergine a Nazareth.

La casa di Maria a Nazareth

Gli importanti ritrovamenti archeologici sopraddetti ci indicano con precisione dove si trovava a Nazareth la casa di Maria. L’esistenza della casa della Madonna è ricordata nel vangelo di Luca quando, all’inizio, narra il fatto dell’Annunciazione: «Dio mandò l’angelo Gabriele a Nazareth [...], da una fanciulla fidanzata di un uomo chiamato Giuseppe; entrò nella sua casa e le disse: "Rallegrati, o Maria…"» (Lc 2, 26.28).

Gli scavi archeologici, effettuati tra il 1955 e il 1960, hanno confermato in pieno i dati evangelici. Sono stati rinvenuti, infatti, i resti di una domus-ecclesia che ornava un’antica casa fatta, secondo gli usi palestinesi del tempo, di grotte, sili, vasche e scale ritrovati nello stato originario e risalenti tutti al I secolo dopo Cristo. Sono stati poi rinvenuti e studiati anche gli abbellimenti dei secoli successivi: pitture, graffiti e mosaici, che testimoniano un ambiente battesimale.

Nel III secolo, su questa domus-ecclesia, i cristiani di Nazareth edificarono una sinagoga giudeo-cristiana, di cui rimangono stipiti e colonne; ma soprattutto ancora graffiti e simboli mariani.

Nel 430 la sinagoga fu rasa al suolo dai soldati bizantini, che sfruttarono i vari elementi per farci la piattaforma del loro edificio sacro, preservando le grotte mariane. Questa basilica fu sempre riconosciuta come la "casa di Maria", come testimoniano gli scritti di alcuni autori: uno sconosciuto, chiamato Anonimo piacentino, che visitò la Terra santa verso il 570; un vescovo francese, di nome Arculfo, pellegrino cento anni dopo; san Beda "il Venerabile", vissuto tra il 673 e il 735, circa; e altri ancora.

Questo di Nazareth è ancora oggi il sito mariano più celebre di tutta la Terra santa, anche perché qui sorse poi l’imponente basilica dell’Annunciazione, meta di pellegrinaggi da ogni parte della terra.

Ed è esattamente per i motivi detti sopra che la basilica dell’Annunciazione di Nazareth è il primo e più autentico santuario mariano del mondo.

L’attuale basilica-santuario dell’Annunciazione e resti di luoghi mariani circostanti

Consacrata solennemente il 25 marzo 1995, l’attuale basilica dell’Annunciazione, opera dell’architetto italiano Giovanni Muzio, è stata eretta con il contributo di tutto il mondo cattolico. È formata da due chiese sovrapposte: l’inferiore o cripta, posta a livello delle antiche basiliche preesistenti, e la chiesa superiore.

Di particolare interesse all’esterno della basilica sono la Porta di Cristo (la principale), con scene della vita Gesù, opera del tedesco Roland Friedrichsen, la Porta di Maria (laterale), con dodici scene della vita della Madonna, opera dello statunitense Frederick Shrady, e le varie immagini della Madonna sotto i portici laterali e quelle che ricordano la sosta di papa Paolo VI a Nazareth durante il suo viaggio apostolico del 1964 in Terra santa.

La cripta – cuore del santuario – protegge e conserva la Grotta dell’Annunciazione, che costituisce la parte posteriore, scavata nella roccia, della casa della Madonna: tipo di abitazione come se ne vedono ancora oggi a Nazareth. In questa parte inferiore rimangono vestigia delle precedenti chiese: la prebizantina, la bizantina e quella costruita dai crociati.

Il soffitto è aperto da un oculus stellato che corrisponde al centro della chiesa superiore, a cui si accede attraverso tre scalinate interne.

La chiesa superiore – ornata di mosaici, dipinti e sculture dovute ad artisti di tutto il mondo e dono delle diverse nazioni – funge anche da chiesa parrocchiale per la comunità cattolica di Nazareth.

Luoghi mariani di Nazareth sono ancora la chiesa di San Giuseppe (detta anche della Nutrizione), costruita nel VI secolo sul luogo dove la tradizione vuole fosse la casa di Giuseppe, e dove quindi visse la Santa famiglia dopo il ritorno dall’Egitto; Santa Maria del Tremore: un piccolo santuario sul suggestivo colle a sud della cittadina che ricorda il "tremore", la paura della Madonna, quando seppe che i nazaretani volevano gettare Gesù nel precipizio sottostante; e c’è, infine, la Fontana della Vergine, unica fontana pubblica esistente nella Nazareth vecchia, dove la Santa famiglia veniva ad attingere acqua.

Resti archeologici e luoghi che danno davvero un’immagine viva e familiare della vita della Vergine nazaretana.
   

Altri luoghi di culto mariano in Terra santa

1 Chiesa della Visitazione – Ain Karèm

Lungo la montagna della Giudea incontriamo (a 8 km da Gerusalemme e a 150 da Nazareth) il paesino di Ain Karèm, dove la tradizione cristiana ha fissato la memoria della famiglia del sacerdote Zaccaria e della moglie Elisabetta, parente di Maria che si recò in visita da lei, anche se nel testo evangelico non è riportato il nome del luogo verso cui la Madonna si incamminò, ma semplicemente si parla di «una città di Giuda» (Lc 1,39-40).

Fin dal Medioevo due santuari ben distinti ad Ain Karèm ricordano uno Zaccaria e la nascita di Giovanni Battista e l’altro Elisabetta e la Visitazione della Vergine alla cugina.

Qui vogliamo ricordare – più che la chiesa di San Giovanni Battista, che si presenta come una specie di fortezza, al centro di Ain Karèm – la chiesa-santuario della Visitazione, posta sulla collina di fronte al villaggio di Ain Karèm e formata da due chiese sovrastanti, con resti bizantini e crociati.

Questo nuovo santuario fu ricostruito nel 1939 da Antonio Barluzzi, che si ispirò alla pianta antica, con la cripta che ingloba l’abitazione interna di Zaccaria ed Elisabetta, e la chiesa superiore che celebra in suggestivi affreschi la gloria della Vergine del Magnificat.
   

2 Cana

L’episodio delle nozze di Cana, dove con Gesù parteciparono la madre e i suoi discepoli (cf Gv 2,1-12), fa di questa antica borgata, distante appena otto chilometri da Nazareth (oggi è una cittadina di appena 5.000 abitanti, cristiani per 2/3 e 1/3 musulmani), un suggestivo luogo eminentemente mariano, proprio per la parte che vi ebbe la Madre di Gesù, ottenendo dal Signore il primo miracolo e «la manifestazione della sua gloria» (Gv 2,11).

Da notare che Cana è vicina a Sefforis, ritenuta patria dei genitori della Madonna, e a Nazareth, dove la Madonna viveva al tempo delle nozze. Forse gli sposi erano proprio parenti di Maria: da ciò l’invito rivolto a lei, a Gesù e ai suoi discepoli.
   

3 Chiesa della Dormizione – Gerusalemme

Come si ricorderà, esiste una tradizione di Efeso sul rinvenimento sulla cosiddetta Collina dell’Usignolo della Meryem Ana Evi (la casa di Madre Maria), dove la Madonna avrebbe trascorso gli ultimi anni della sua vita e sarebbe morta. Resta peraltro da confrontare la verità di tale tradizione efesina con quella della chiesa della Dormizione e della chiesa dell’Assunzione (o della "Tomba della Vergine") a Gerusalemme.

In fondo, non v’è in Efeso che una casa vuota; come non v’è in Gerusalemme che una tomba vuota: non si è mai trovata la vera tomba santa; anche se la presenza di Maria – a Efeso come a Gerusalemme – è più viva e forte di qualunque assenza "fisica".

Ad ogni modo, alla tradizione che vuole Maria profuga in Asia Minore con Giovanni, e forse con Maria di Magdala e altre donne galilee, si contrappone una radicata tradizione secondo la quale la Madonna "si addormentò" proprio a Gerusalemme. Ed è giusto chiedersi se quella spelonca intagliata nella roccia, rinvenuta negli scavi del 1972 sotto la chiesa della Dormizione, fu veramente il luogo della temporanea sepoltura di Maria. Si tratta di una tomba vuota, a pochi passi dal Santo sepolcro e dal Cenacolo, ritenuto quest’ultimo luogo ospitale per i seguaci del Signore.

La massiccia e austera costruzione di tale chiesa, che si richiama a un’architettura di stile romanico, fu iniziata nel 1900 dai tedeschi di Colonia, che nel 1906 ne affidarono l’ufficiatura ai benedettini di Beuron; e questi l’arricchirono di mosaici, bronzi e opere varie. Nella cripta si venera la statua della Vergine, distesa nel dolce sonno del suo trapasso.
   

4 Chiesa dell’Assunzione – Gerusalemme

La chiesa dell’Assunzione (o della "Tomba di Maria") è la cripta-santuario che conserva – secondo la tradizione gerosolimitana – il sepolcro della Madonna.

Una primitiva chiesa fu costruita sul posto nel V secolo. Rovinata nel 1010, fu restaurata nel 1130 dai crociati, che vi aggiunsero un’abbazia benedettina. Questa fu distrutta dall’esercito di Saladino, che risparmiò però la "Tomba della Vergine".

I francescani ne ottennero il possesso dal sultano d’Egitto nel 1303; ma nel 1757 ne furono scacciati dai musulmani, istigati dai greci ortodossi, i quali ne ebbero poi l’esclusivo possesso.

La lunga scalinata che porta alla cripta è opera dei crociati, che chiusero l’ingresso primitivo alla chiesa lungo il torrente Cedron, perché dava adito a continue inondazioni. La tomba (o pietra sepolcrale) della Madonna, come quella di Gesù, è stata tagliata e isolata dalla roccia circostante. Essa ha tutte le caratteristiche di una tomba del I secolo d.C.; e fin da allora fu luogo di venerazione per i cristiani.

Il santuario Stella Maris sul monte Carmelo; la chiesa è stata costruita nel XIX secolo.
Il santuario Stella Maris sul monte Carmelo; la chiesa è stata costruita nel XIX secolo.

5 Santuario Stella maris – Monte Carmelo

Se tutti i luoghi della Palestina ricordati dai vangeli si possono considerare, in fondo, luoghi mariani, per la parte che vi ebbe la Madre del Signore (basti pensare a Betlemme e al Calvario), particolarmente celebrato è il santuario Stella maris sul monte Carmelo, a tre chilometri da Haifa e a circa 150 metri sul livello del mare, con i monti della Galilea sullo sfondo.

La chiesa è del secolo XIX, costruita a croce greca e coronata da un’elegante cupola. Sull’altare maggiore troneggia la statua della Madonna del Carmelo, opera dello scultore genovese Giovanni Battista Garaventa (1836). Sotto il presbiterio si apre la grotta di Elia dove, secondo la tradizione, il profeta avrebbe abitato quando si ritirò sul Carmelo.

Ed è proprio sul monte Carmelo che nel 1212 san Broccardo, con la collaborazione di sant’Alberto, già vescovo di Vercelli e poi patriarca di Gerusalemme, fondò l’ordine carmelitano. Qui visse, nella prima metà del secolo XIII, il celebre carmelitano inglese san Simone Stock, il santo dello "scapolare" del Carmine.
    

  Cartina topo-geografica dei santuari della Terra santa