![]() |
|
|
|
N. 6 giugno 2008
|
Nella
famiglia paolina - Don
Alberione e Maria
«Maria darà il
successo» A partire dal 1922 si afferma in Casa di San
Paolo l’uso di rivolgersi alla Vergine con il titolo di Regina degli
Apostoli. Intanto don Alberione concepisce il grandioso progetto di un
quadro con Maria che porge la penna di sacro scrittore a san Paolo. Abbiamo seguito idealmente il nascere e il crescere della devozione a Maria in Giacomo Alberione, da bambino a sacerdote, e successivamente nei giovani e nelle "figlie" che cominciarono a seguirlo. Avevano inaugurato l’inizio della fondazione con la recita del rosario. Contemplando l’effigie dell’Immacolata infiammavano i loro cuori di sentimenti e progetti generosi. Verso gli anni ’20 del Novecento avevano posto al fondatore l’interrogativo sul titolo particolare da dedicare a Maria, e la risposta di lui fu: «Noi la invocheremo come Regina degli Apostoli» (8 dicembre 1919). Titolo che fu presto illustrato da prediche e meditazioni frequenti. Nel frattempo erano successi, nella Chiesa e nella famiglia di don Alberione, eventi di notevole impatto. Il 13 maggio 1917 la Vergine Maria era apparsa ai tre pastorelli di Fatima, affidando loro messaggi di grande significato, che saranno oggetto di un libro dello stesso fondatore. La Prima guerra mondiale segnava lutti e tragedie, non ultima la Rivoluzione d’ottobre in Russia. Giovani seminaristi restavano segnati da esperienze drammatiche e, al tempo stesso, ne uscivano maturi per nuovi impegni ecclesiali. Don Alberione vide alcuni di essi, tornati dal fronte, chiedere il passaggio dal seminario vescovile alla Casa di San Paolo. Anche all’interno della Casa si succedevano lutti e momenti di festa. Il 24 maggio 1918 i ragazzi della "Scuola Tipografica" compirono un pellegrinaggio mariano a Torino, per visitare le basiliche della Consolata e dell’Ausiliatrice, e invocare da Maria la fine della guerra (che si concluse sei mesi dopo). Le Figlie di San Paolo avevano aperto la prima casa filiale con una tipografia a Susa. Ma la gioia era funestata da perdite dolorose, come quella di Maggiorino Vigolungo, spentosi il 26 luglio all’età di quattordici anni, e quella di Clelia Calliano, speranza della nuova fondazione di Susa.
La devozione a Maria Regina degli Apostoli Il bollettino Unione Cooperatori Buona Stampa del dicembre 1922 pubblicava la seguente nota: «Le opere principali, le più delicate di apostolato scelgono come loro protettrice la Regina degli Apostoli. È consolante, in questo rifiorire di opere di zelo, il ritorno alla devozione che ha assicurato l’esito dei primi missionari del Vangelo. «Mondovì [storica cittadina tra Cuneo e Savona] ha posto sotto la protezione della Regina degli Apostoli l’opera della Predicazione; Torino, l’opera dei Seminari; a Roma i Cardinali Silj e Gasparri, Presidenti del dicastero per la Formazione e Santificazione del Clero, ottennero da Benedetto XV la Regina degli Apostoli a patrona dell’Opera; ora i medesimi Cardinali presentarono la supplica ed ottennero dal Santo Padre Pio XI la conferma di avere protettrice la Santissima Vergine, onorata sotto il titolo di Regina Apostolorum. «Questa è una divozione che entra: è la divozione dei tempi: sarà di grande gloria alla Madonna: la praticheranno con molta efficacia, quanti oggi si occupano a far del bene spirituale, morale ed economico: specialmente nei campi dei nuovi apostolati: stampa, giovani, organizzazioni cattoliche, economia cristiana. Maria creerà lo spirito, darà la costanza, otterrà il successo» (UCBS, 3 dicembre 1922). La Vergine "assistente" Nel febbraio del 1923 lo stesso bollettino annunziava ai cooperatori che la statua dell’Immacolata, da essi donata ai paolini, era finalmente giunta a destinazione. «La statua è giunta oggi, martedì. La Santa Madonna sarà l’assistente di tutte le case attorno a San Paolo, e specialmente sarà l’assistente dei nostri giovani nelle ore di ricreazione. Ora essa campeggia e domina nel centro del giardino. E la bianca Madonna, ora coperta di neve, ora lavata dalla pioggia, ora risplendente sotto i raggi del sole, è oggetto di tanti sguardi e di tanti affetti puri e di tante preghiere…». Ma – scriveva lo stesso cronista – «noi dovremo avere davanti ai nostri occhi l’immagine della Regina degli Apostoli…». E informava che «un’anima bella, accompagnata da un cuore divoto e da mano maestra di pennello, vi sta lavorando attorno». L’evento è stato così riferito da Giuseppe Barbero, biografo di don Alberione: «Il quadro di Maria Santissima Regina degli Apostoli fu dipinto dalla Monaca Domenicana del Monastero di Alba, e benedetto dal Signor Teologo alla sera del 1° maggio 1923 e poi messo nella nuova cappella costruita in mezzo all’orto, in Alba». Quel dipinto è tuttora visibile nel corridoio che unisce la sacrestia al Tempio di San Paolo. Occorre precisare che quel quadro non soddisfece appieno don Alberione, che pensò di rivolgersi a un pittore più affermato, Giambattista Conti di Roma, contattandolo tramite un giovane chierico, Paolo Pazzaglini. Il pittore accolse l’invito e vi si dedicò con vera passione. La storia del suo quadro, il più noto, ci venne raccontata dallo stesso Pazzaglini, nella testimonianza che segue.
La Regina e l’apostolo Paolo «Il quadro della Regina degli Apostoli di Giambattista Conti fu inaugurato nel 1935, e io vi fui un po’ coinvolto... Giambattista Conti aveva già illustrato, con disegni al tratto, il nostro Messalino. Per questo Don Alberione mi incaricò, negli ultimi mesi del 1934, di scrivere al pittore, invitandolo a venire ad Alba per intendere bene ciò che il Primo Maestro voleva. Il pittore venne e ascoltò le esigenze. La Regina degli Apostoli doveva apparire in una grande ostia di luce, mentre offre il Bambino Gesù al mondo. San Paolo doveva avere un posto preminente... Molto salienti dovevano essere anche gli Evangelisti per esaltare il nostro apostolato. «Giambattista Conti tornò dopo alcune settimane e proiettò su un muro il disegno al tratto che aveva preparato. Ascoltò gli ultimi suggerimenti, e il quadro ci fu consegnato nella Pasqua del 1935. Seguì un’ampia presentazione e spiegazione del quadro da parte di don Alberione alla comunità di Alba. E poi, nel mese di maggio, con un articolo vibrante sul bollettino, la presentazione ai Cooperatori. «Da ricordare che nel 1934 ricorrevano i 20 anni di fondazione [della Società San Paolo]. Una ricorrenza solennizzata con varie edizioni di Bibbia (latina, latino-italiana, poi francese, spagnola, inglese…). «Fu in questo tempo che don Alberione ebbe una manifestazione di entusiasmo mariano veramente esaltante. Compose le parole della lode alla Regina degli Apostoli, D’ogni Apostolo Regina... Fu ancora in questo tempo che don Alberione compose il Magnificat anima mea Mariam... Dovevi vedere la felicità di don Alberione, la domenica mattina, quando ce lo presentò in un momento di ricreazione!» (lettera da São Paulo, 3 agosto 1992). Illuminante il cenno di cronaca che leggiamo in proposito sul bollettino Unione Cooperatori Apostolato Stampa dell’ottobre 1934: «Il Professor Conti di Roma ce ne portò a vedere il modello... Fra un tripudio di angeli vi dominerà la Vergine Madre, Maestra e Regina, che porge la penna di sacro scrittore a San Paolo, ed ai suoi piedi sono raccolti gli altri apostoli».
La penna e gli editori Sfortunatamente, quel particolare della Regina «che porge la penna di sacro scrittore a San Paolo», non figurò nel quadro definitivo. Ma questo gioiello di sintesi alberioniana fu recuperato sotto forma di preghiera nella consacrazione del Santuario Regina Apostolorum, il 30 novembre 1954, allorché don Alberione, riferendosi a Maria, la indicò alla nostra imitazione quale Maestra degli editori, e spiegò: «Gli editori possiedono la parola, la moltiplicano, la diffondono vestita di carta, caratteri, inchiostro. Essi hanno sul piano umano la missione che nel piano divino ebbe Maria: che fu Madre del Verbo Divino; Ella ha captato il Dio invisibile e lo ha reso visibile ed accessibile agli uomini, presentandolo in umana carne». Sulla storia del santuario ritorneremo a suo tempo. Vogliamo concludere con i versi della lode mariana composta da don Alberione: «D’ogni apostolo Regina, / Madre a tutti sei Maria: / su noi tutti l’occhio inchina, / Gesù mostra ai figli in ciel! / Mille penne, lingue, accenti / Maria dicano beata: / Gesù cantino le genti / Via e Vita e Verità». Eliseo Sgarbossa |
|