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N. 7 luglio 2008
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Editoriale Cari amici, in ossequio alla volontà dei miei superiori, assumo la direzione di Madre di Dio, nata nel 1932 dalla mente e dal cuore del Beato don Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia paolina («Sentiva che era necessario parlare di Maria, o meglio: far parlare Maria e ascoltare le materne lezioni di questa impareggiabile educatrice»).
E, sempre il prete piemontese, in un editoriale di Vita Pastorale (maggio 1947): «Il mondo divenne cristiano per Maria e solo per Maria: ecco, l’apostola, non un’apostola. Lo sarà completamente, se completamente Maria sarà conosciuta, imitata, invocata come l’apostola. Ieri, oggi, nei secoli. Sacerdoti e anime cristiane, riflettiamo: il mondo non arriva a Cristo perché non ancora abbastanza si addita la via, Maria. Di più, molto di più; e più profondamente e sapientemente indirizziamo le anime e la società a Maria. Questo mondo è un figliol prodigo, trova duro il ritorno al padre, ma se si dimostrerà che sulla porta di casa sta la madre a riceverlo, quanto incoraggiamento e speranza! ...e se non si troverà Maria, non si troverà Gesù».
Si tratta, qui, di indicazioni preziose, davvero preziose, alle quali è d’obbligo attenersi. È la filosofia della rivista. È doveroso ringraziare il direttore uscente, don Antonio Rizzolo, che ha saputo apportare al mensile «graduali e rispettosi cambiamenti» nei contenuti e nella grafica per un rilancio dello stesso e delle testate collegate per il tramite dell’Unione redazionale mariana (URM). È altresì doveroso esprimere apprezzamento sincero alla redazione (don Stefano Andreatta, presenza assai conosciuta dai lettori, e don Vincenzo Vitale, giovane prete volenteroso e disponibile), al Consiglio di redazione, agli stimati e preparati collaboratori, a tutti coloro che fanno proprie queste pagine. La Madre di Dio tutti sostenga! Don Francesco M. Tadone, ssp
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