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N. 7 luglio 2008
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Alla
scuola di Maria Dicci, dunque, come tu
pregavi «Che potenza ha la preghiera! Alle nozze di
Cana non era ancora giunta l’ora per Gesù per i miracoli, la Madonna
ha pregato e l’ha fatta scoccare. La preghiera quindi ha il potere di
far cambiare a Dio i suoi piani» (Venerabile Tecla Merlo, cofondatrice e prima
superiora generale delle suore Figlie di San Paolo). «Il cristianesimo deve distinguersi innanzitutto nell’arte della preghiera... Ma la preghiera non va data per scontata. È necessario imparare a pregare». «Ogni epoca, e in modo tutto speciale la nostra, ha bisogno di una preghiera chiara e forte». Noi, accogliendo l’ammonimento del grande pensatore cattolico, Romano Guardini (in Initiation à la prière), ci poniamo volenterosi e docili alla scuola di Maria, perché lei, che è maestra di vita spirituale per i singoli cristiani, ci insegni e ci aiuti a pregare «per Cristo Nostro Signore, in unità con lo Spirito Santo». Ad altri lasciamo l’importante compito di invogliare e guidare i lettori all’esplorazione e all’esperienza personale del vasto e meraviglioso mondo della preghiera cristiana: la "scuola di preghiera" di Gesù, della Liturgia vivente della Chiesa, dei grandi Santi, ecc. Queste nostre pagine vogliono essere solo una scuola preparatoria alla preghiera. Diciamo meglio, una "scuola materna della preghiera", perché sarà lei, la maestra, Maria, ad insegnarci, con il suo esempio, cose semplicissime ma fondamentali per una vera preghiera cristiana. Dicci dunque, Maria, come tu pregavi. Tu eri senza peso alcuno di peccato: con un colpo d’ala potevi innalzarti verso l’Altissimo; mossa dallo Spirito Santo, avevi "dedicato" te stessa a Dio, sin dall’infanzia; prima ancora che ti fosse annunciata la divina maternità, eri stata salutata dall’Angelo «piena di grazia», e quindi compenetrata stabilmente della benevolenza di Dio nel tuo essere, tanto che potesti rispondere degnamente alla tua vocazione di Madre di Cristo, figlio di Dio; insignita così del sommo officio e dignità di Madre del Verbo incarnato, venivi ad essere figlia prediletta del Padre e tempio dello Spirito Santo. In una parola, eri e ti sentivi tutta relativa a Dio: «La relazione a Dio, che esiste solo in rapporto a Dio» (Montfort, La vera devozione, n. 225). Là dov’era il tuo tesoro, era anche il tuo cuore.
Ci è facile, così, immaginare come la vita di Maria sia stata tutta animata dallo spirito di preghiera e dalla preghiera stessa. A questa continua elevatio mentis in Deum della Vergine Maria danno luce le note espressioni di sant’Agostino: «Il fuoco tende verso l’alto; la pietra, invece, verso il basso. Entrambi sono attratti dal loro peso... Il mio peso è il mio amore: pondus meum, amor meus. È l’amore che mi attira, mi attrae, dovunque io vada... Il tuo dono mi accende, o Signore. Il tuo fuoco, il tuo fuoco buono m’infiamma e mi porta in alto... Ascendimus ascensiones in corde (Salmo 83,6): decidiamo nel nostro cuore i santi viaggi, disponiamo le ascensioni della nostra preghiera». Parlando della preghiera di Maria, il pensiero corre al Vangelo di Luca, perché Luca è l’evangelista che più ci parla della preghiera. È lui che riferisce il messaggio dell’Angelo a Maria e la risposta che ella vi dà: «Un avvenimento che per lo più dalla coscienza cristiana è inteso come il contenuto di un’ora di preghiera» (R. Guardini). Sono ancora di Luca le annotazioni che egli fa in seguito alla nascita di Gesù e al suo smarrimento nel tempio: «Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19). «Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore» (Lc 2,51). «Maria penetrava con l’occhio dello spirito nelle cose divine che si compivano davanti a lei. Ne gustava la bellezza, ne conservava il profumo. Adorava in silenzio. E modello delle anime contemplative, mostrava già con il suo esempio che ai cuori puri è riservata l’intelligenza dei casti misteri del Verbo Incarnato» (Vangelo secondo Luca. Commento di A. Valensin e G. Huby). Una buona madre di famiglia Con questo suo cuore contemplativo Maria, la Vergine in ascolto, avanzerà sempre nella peregrinazione della fede, congiungendo in unità e armonia di vita preghiera e compimento della volontà di Dio. Nella casa di Nazareth, la sua preghiera è anche quella di una buona madre di famiglia. Ella prega con Gesù, suo figlio, e con Giuseppe, suo sposo. Da devoti israeliti, tre volte al giorno essi si rivolgono verso Gerusalemme per recitare insieme la preghiera Shemà Israel (Ascolta, Israele), una delle preghiere più care alla pietà giudaica. Anima contemplativa tutta relativa e rivolta a Dio, Maria appare a noi soprattutto nel Magnificat, che è la sua preghiera per eccellenza, «il canto dei tempi messianici, divenuto preghiera di tutta la Chiesa in tutti i tempi» (MC 18). Ella vi effonde il suo spirito in espressioni di glorificazione a Dio, di umiltà, di fede, di speranza. Alberto Rum |
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