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N. 8-9 agosto-settembre 2008
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Santuari mariani nel mondo - Viet-Nam
- Il
più importante santuario mariano della Nazione
a cura di BRUNO SIMONETTO Il "culto
della madre" nell’Estremo Oriente Nella mitologia buddista occupa un posto d’onore la figura di Koan-Yin, in cinese (Khan-Hin, in vietnamita), la dea della misericordia, protettrice della fecondità ma vergine, rappresentata in piedi sul fiore di loto, simbolo della pace e dell’abbondanza. Secondo la leggenda, Koan-Yin si rifiuta di andare in paradiso (o nel Nirvana dei buddisti) fin quando gli uomini non ci saranno andati tutti e abita in un’isoletta al largo della Cina dove ancora oggi le anime dei defunti si recano per essere da lei guidate nell’attraversare l’oceano che porta a Dio. Effettivamente, nel Viêt-Nam Maria ha preso il posto di Khan-Hin, non fosse altro perché, con il bambino in braccio, la Madonna presenta una figura femminile più completa della dea della mitologia buddista. In Viêt-Nam, sia nei villaggi di campagna che sulle montagne, grandissima è la devozione alla Madonna in tutti, indipendentemente dalla religione a cui appartengono. Anche nelle famiglie buddiste, anche nei templi di Budda o delle varie sette buddiste (Cao-Dai, Hoa-Hao) capita di trovare una statua della Madonna, un rosario o la riproduzione di un quadro mariano.
Un gesto comune Nelle famiglie cristiane la recita del rosario alla sera, davanti all’altarino familiare dove sono onorate le immagini degli antenati, è il gesto più comune e la tradizione più seguita. Indubbiamente, la devozione a Maria e il pellegrinaggio a La Vang sono parte integrante della fede cattolica in Viêt-Nam. Ma cominciamo con raccontare, in sintesi, la storia delle origini del santuario di Notre-Dame de La Vang. Verso la fine del XVIII secolo, l’attuale Viêt-Nam era diviso in due regni: al Nord, con capitale ad Hanoi, regnava la famiglia Trinh, mentre il Sud, con capitale a Hue, era governato dalla famiglia Nguyen. I sovrani del Sud, nel tentativo di occupare anche la parte settentrionale, chiesero aiuto alla Francia. Ma un gruppo di letterati, che si faceva chiamare Van Than, si oppose all’intervento francese e riuscì a far proclamare Quang Trung come re del Sud. Questi conquistò il Nord, ma morì prematuramente. Nell’agosto 1798 i collaboratori del giovane re decretarono la persecuzione contro i cristiani, ai quali il gruppo Van Than addossava la responsabilità della presenza francese sul suolo vietnamita. I cristiani si rifugiarono nella foresta di La Vang, a circa 60 chilometri da Hue, incuranti dei rischi rappresentati dalle bestie feroci, dalla fame e dalle malattie. Per farsi coraggio, si riunivano ogni giorno intorno a un grande albero e recitavano il rosario in onore della Vergine Maria.
La prima apparizione Un giorno, la Madonna, attorniata da due Angeli e portando in braccio Gesù bambino, fece la sua prima apparizione, assicurando ai cristiani che avrebbe ascoltato le loro preghiere, e promettendo la sua protezione e la guarigione dai loro mali. La Signora diede ai presenti anche un segno: essi potevano mangiare e sfamarsi con le felci e le piante selvatiche della giungla. A questa apparizione ne seguirono altre, nelle quali la Madonna confortò ancora i fedeli vietnamiti e insegnò ad essi a riconoscere e usare alcune delle piante circostanti come erbe medicinali. Inoltre disse loro che, da quel giorno in poi, tutti coloro che fossero venuti in quel luogo a pregare avrebbero ricevuto grandi grazie. In particolare disse: «Abbiate fiducia, sopportate di buon cuore le pene e i dolori. Io ho già esaudito le vostre preghiere. D’ora in poi tutti coloro che verranno a pregare in questo luogo vedranno i loro desideri esauditi». Ma nuove e più violente persecuzioni si abbatterono sui credenti vietnamiti intorno alla metà del secolo XIX; la devozione alla Madonna restò uno dei punti di appoggio della fede dei martiri, che spesso si presentavano al supplizio con la corona del rosario al collo. Si calcola che in quell’ondata di persecuzioni anticristiane morirono in Viêt-Nam oltre centomila cristiani. Bisogna però aggiungere che dopo la prima apparizione, avvenuta nell’agosto del 1798, la Madonna continuò ad apparire alla gente in quello stesso posto molte altre volte durante il periodo delle persecuzioni, creando un clima di tale devozione che molti dei cattolici vietnamiti catturati e condannati ad essere bruciati vivi a causa della loro fede fecero la richiesta di morire proprio sul luogo delle apparizioni, a La Vang. Da allora la presenza di Notre-Dame de La Vang continua a segnare la storia della spiritualità mariana di questo Paese dell’Estremo Oriente.
Patrona del Viêt-Nam Nel 1886 la persecuzione cessò. Ritornata la pace, ben presto sul luogo sorse una modesta chiesetta di legno, che divenne luogo di intensi pellegrinaggi. Bruciata successivamente dai persecutori, la chiesina della Madonna di La Vang fu sostituita da una costruzione in muratura che venne inaugurata solennemente nel 1901 dal padre Morineau, delle Missioni estere di Parigi, alla presenza di numerosi fedeli, quasi dodicimila persone, che ebbero la gioia di veder proclamata la Signora di La Vang "Patrona dei cattolici vietnamiti". Ma questa cappella si rivelò ben presto troppo piccola per contenere il flusso sempre crescente dei devoti. Furono allora costruite parecchie cappelle, una dopo l’altra: l’ultima, con le sue tre piccole campane, fu benedetta nel 1928 da mons. Eugenio Maria Giuseppe Allys, allora vicario apostolico di Hue.
Nel 1934... Qualche anno dopo, e precisamente nel 1934, la Santa Vergine apparve nuovamente, questa volta a due donne del luogo, pagane, indicando loro una sorgente dove far immergere il figlio ammalato di una delle due veggenti, che effettivamente guarì all’istante. Il 13 aprile 1961, i Vescovi del Viêt-Nam del Sud (allora diviso dal Viêt-Nam del Nord dal diciottesimo parallelo), riuniti a Hue, fecero un voto al Cuore Immacolato di Maria, promettendo di consacrare alla Vergine un tempio quando le circostanze l’avessero permesso, e chiedendo alla Madonna libertà per la Chiesa e pace per le due parti del Viêt-Nam. Inoltre, con lettera collegiale dell’8 agosto dello stesso anno, riconobbero La Vang come Centro mariano nazionale. Giovanni XXIII Il 22 agosto dello stresso anno, Papa Giovanni XXIII elevava la chiesa-santuario di La Vang al rango di basilica minore, per la gioia di tutti i cattolici vietnamiti. E tuttavia le tribolate vicissitudini del santuario, quasi ricalcando la storia di dolore del popolo cattolico vietnamita, non dovevano finire qui. A partire proprio dall’anno 1961 il santuario fu ampliato e arricchito con molte opere. Ma le varie costruzioni di La Vang vennero abbattute completamente nel 1972, durante la guerra fra il Nord e il Sud. Solo dopo la riunificazione del Paese (30 aprile 1975), i Vescovi di tutto il Viêt-Nam, radunati ad Hanoi il 1° maggio 1980, rinnovarono solennemente il riconoscimento di La Vang come Centro mariano nazionale.
Giovanni Paolo II Nel 1988, in occasione della beatificazione di 117 martiri vietnamiti, Giovanni Paolo II ha riaffermato l’importanza della Madonna di La Vang per i cattolici di questo Paese. Il Papa auspicava nella circostanza la ricostruzione del santuario per i 200 anni della prima apparizione, quando vi confluirono oltre 200 mila pellegrini. Il suo desiderio non è stato però accolto dal Governo, che ha impedito la ricostruzione della chiesa, lasciando soltanto il piccolo edificio che può contenere pochi pellegrini, che di solito pregano e si radunano sulla piazza antistante. Le autorità vietnamite nella circostanza sconsigliavano vivamente di mettersi in viaggio per «motivi di sicurezza» e diffidavano le agenzie di viaggio dal vendere biglietti per i pellegrini. E tuttavia i fedeli vietnamiti non si lasciarono affatto scoraggiare, ma raggiunsero in massa il loro venerato santuario. Testimonianza concreta Ogni anno molte migliaia di pellegrini si recano a La Vang per venerare la celeste Signora, amatissima "patrona dei cattolici vietnamiti". Cuore mariano del Viêt-Nam, il santuario costituisce la testimonianza palpabile della fede rocciosa di questo piccolo gregge.
Vescovi, sacerdoti, religiosi e laici nel corso di due secoli si sono recati in questa "casa di Maria" per ascoltare un messaggio di speranza dal quale hanno tratto il coraggio di un’ammirevole testimonianza di vita cristiana anche di fronte alle avversità. Nel Viêt-Nam, Paese dell’Estremo Oriente abitato da circa 80 milioni di persone, di cui una percentuale molto risicata, appena il 7%, è rappresentato dai cattolici, Maria vi occupa un posto molto importante, rivelandosi anche qui madre di tutti i popoli. È a lei che durante la dolorosa guerra del Viêt-Nam i cattolici del Paese hanno rivolto le loro suppliche per la pace, perché Maria è da essi conosciuta e venerata principalmente con il titolo di Nostra Signora della pace. In ogni casa la statua della Madonna occupa un posto d’onore e nel mese di maggio si organizzano sempre processioni attraverso città e villaggi, malgrado che le attività religiose siano assai limitate, e talvolta pervicacemente osteggiate dall’occhiuta sorveglianza del regime comunista, in modo particolare nel mese di agosto, per la festa mariana dell’Assunta, in cui si ricordano le celesti apparizioni di La Vang.
Giubileo d’oro La Chiesa vietnamita si sta preparando a celebrare nel 2010 il Giubileo d’oro dell’istituzione della gerarchia ecclesiastica nel Paese. In vista dell’evento, il cardinale arcivescovo di Ho Chi Minh City, Jean-Baptiste Pham Minh Man, relatore del programma delle celebrazioni, ha chiesto l’attivo contributo anche dei laici per la preparazione e la loro buona riuscita. In particolare i fedeli sono stati invitati a esprimere, insieme ai Vescovi, ai sacerdoti e ai religiosi, «opinioni e correzioni» al programma, che vuole anche preparare ai 500 anni della prima evangelizzazione del Viêt-Nam, iniziata nel 1533, riconoscendo intanto che l’elemento di religiosità che cementa la presenza della Chiesa cattolica del Viêt-Nam (a cominciare dalla città di Hô Chi Minh, l’antica Saigon) con le altre fedi religiose sia proprio la devozione alla Madonna. Già in occasione delle celebrazioni per i 200 anni della prima apparizione della Vergine a La Vang, nell’agosto del 1998, Giovanni Paolo II aveva scritto in un messaggio ai vietnamiti: «Recandosi al santuario di Notre-Dame de La Vang, i pellegrini le affidano le loro gioie e le loro pene, le loro speranze e le loro sofferenze. Essi si volgono verso Dio e agiscono da intercessori per le loro famiglie e per tutto il loro popolo, chiedendo al Signore di infondere nel cuore di tutti gli uomini sentimenti di pace, di fraternità e di solidarietà, affinché i vietnamiti si uniscano ogni giorno di più, al fine di costruire un mondo fondato su valori spirituali e morali fondamentali...».
Un costante riferimento In realtà, la devozione mariana nel Viêt-Nam si identifica con la stessa storia di evangelizzazione del Paese, iniziata nel XVII secolo, quando i primi missionari (i Domenicani portoghesi della Malacca e quelli spagnoli di Manila) inculcarono la loro grande devozione alla Vergine Maria con la pia pratica del rosario. L’evangelizzazione del Viêt-Nam fu in seguito continuata dai Gesuiti e, nella seconda metà dell’800, dai Padri della Società delle Missioni estere di Parigi, che diffusero la devozione all’Immacolata, Notre-Dame di Lourdes. Di seguito furono i Redentoristi a diffondere la spiritualità della devozione a Nostra Signora del perpetuo soccorso, insieme con i Salesiani che inculcarono a loro volta la devozione a Maria, "Aiuto dei cristiani". Né va dimenticato che le speranze della pace, in questo Paese dell’Oriente martoriato dalla tremenda guerra fra Nord e Sud negli anni tra il 1964 e il 1975, furono costantemente riposte nella Vergine di Fatima, già pellegrina a Saigon nell’ottobre del 1965. Sicché si ha nel Viêt-Nam, dalle sue origini cristiane ai nostri anni della ricostruzione civile e morale, sia pure in un timido progresso di libertà religiosa, un costante riferimento di spiritualità mariana, dove la Vergine Maria non è onorata in grandi santuari, ma in tantissime chiese e cappelle di parrocchie e di istituti religiosi, diffusi capillarmente sul territorio. La graziosa immagine della Regina pacis di La Vang, patrona del Viêt-Nam, venerata nel Convitto ecclesiastico vietnamita di Roma, è davvero l’icona della storia mariana di questo Paese d’Oriente. Bruno Simonetto, ssp
Cartina topo-geografica del territorio vietnamita
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