Madre di Dio

 

N. 10 ottobre 2008

 «Accetta le mie "orazioni" e propizia esaudiscimi»
    Sergio Gaspari

 Rinnovato interesse
    
Giovanni Ciravegna

Il paesaggio sacralizzato
    Gianni Boffa

«Prega per noi peccatori»
    mons. Carlo Liberati

I tesori della "Marialis cultus"
    
Giuseppe Daminelli

L'Eucarestia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

«Una magnifica corona nella mano del Signore»
  
 Jean-Paul Hernandez

Quei fatti accaduti alla grotta
    Giulio Giacometti e Piero Sessa

I misteri di Cristo meditati con la Madre
    
Sergio Gaspari

Perchè eterna è la sua misericordia
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

Per le sue preghiere...
    Stefano De Fiores

Pio XII: il "Papa della Madonna"
    
Sergio Gaspari

Cammino spirituale
    
M.C. 

Thérèse: «Ho capito l'umiltà del cuore»
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria
    a cura di Vincenzo Vitale

Nella Famiglia Paolina
   
Eliseo Sgarbossa

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 10 ottobre 2008 - Copertina

 Studi e ricerche

 
di SALVATORE M. PERRELLA osm

L’Eucaristia e Maria
   

L’Enciclica di Giovanni Paolo II del 17 aprile 2003 «si configura di fatto come una meditazione teologica sul sacramento istituito dal Signore Gesù».
 

La quattordicesima lettera enciclica di Giovanni Paolo II, firmata il 17 aprile 2003, Giovedì santo, si intitola Ecclesia de Eucharistia, ed esprime una verità che nasce dal dono pasquale di Cristo e consegnato alla Chiesa di tutti i tempi e di tutte le latitudini, che fermamente crede e insegna che «l’Eucaristia è il compendio e la somma della nostra fede». Con questa enciclica il Papa risponde a diverse questioni sull’Eucaristia nella vita della Chiesa, insieme a problemi sorti per alcuni impoverimenti dello splendore eucaristico e da taluni abusi riscontrati o da incongruenze scorte nel dialogo-rapporto ecumenico.

Bisogna riconoscere in ogni caso che l’enciclica si configura di fatto come una meditazione teologica sul sacramento istituito dal Signore; una meditazione di robusto profilo dottrinale e spirituale, che raggiunge toni contemplativi altamente personalizzati e che conduce per mano i fedeli nel cuore del mistero eucaristico. L’ultima enciclica di Papa Wojtyla, la cui intenzione è certamente dottrinale, richiama l’intera fede della Chiesa cattolica sull’Eucaristia (cf Catechismo della Chiesa cattolica, numeri 1322-1419; Catechismo della Chiesa cattolica. Compendio, nn. 271-294), così come si è sviluppata nel tempo e come è stata definita dal Concilio di Trento e richiamata dal Vaticano II. Ciò fa sì che i punti trattati (l’Eucaristia come ri-presentazione sacramentale dell’evento pasquale di Cristo; il carattere proprio di sacrificio, di presenza, di convivio; la necessità che la Celebrazione eucaristica sia presieduta da un ministro ordinato), abbiano un tono squisitamente pastorale, a rafforzare il quale si aggiunge la testimonianza personale di Giovanni Paolo II.

Da duemila anni...

La comunità dei discepoli vive dell’Eucaristia, affermava giustamente Papa Wojtyla, e questa è una verità che esprime non soltanto un’esperienza quotidiana dei suoi membri, ma che racchiude in sintesi il nucleo stesso del mistero della Chiesa, che da duemila anni fa esperienza del continuo avverarsi delle parole del Signore: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).

L’Eucaristia, fonte e culmine della vita della Chiesa (cf Sacrosanctum Concilium, 10), è il bene spirituale supremo della Chiesa in quanto è Cristo stesso, Pasqua e Pane vivo che, mediante la sua carne vivificata dal Paraclito, dona incessantemente nutrimento e vita agli uomini. L’Eucaristia nasce per e con la Chiesa, incontestabilmente lo si evince sin dalle origini: «Erano assidui e concordi nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere» (At 2,42).

L'adorazione eucaristica è prassi quotidiana nel tempio di San Paolo ad Alba (Cuneo), attivata dalle suore Pie Discepole del Divin Maestro e da numerosi fedeli.
L’adorazione eucaristica è prassi quotidiana nel tempio di San Paolo ad Alba (Cuneo),
 attivata dalle suore Pie Discepole del Divin Maestro e da numerosi fedeli.

Mistero della fede

L’Eucaristia è mistero della fede, per cui, asserisce il Papa, «questo pensiero ci porta a sentimenti di grande e grato stupore. C’è, nell’evento pasquale e nell’Eucaristia che lo attualizza nei secoli, una "capienza" davvero enorme, nella quale l’intera storia è contenuta, come destinataria della redenzione. Questo stupore deve invadere sempre la Chiesa» (Ecclesia de Eucharistia, 5).

L’esperienza celebrante ed adorante dell’invisibile e gratificante presenza del Signore, è esperienza dinamica, avvolgente, che chiama e risponde al bisogno della compagnia del Dio-con-noi, una compagnia che porta a pregustare la bellezza e la sazietà dell’eternità. Per cui, la presenza eucaristica, scriveva il card. Joseph Ratzinger in Introduzione allo spirito della liturgia (San Paolo 2001, pp. 86-87), «non suppone una concezione dell’Eucaristia parallela o contraria a quella della Celebrazione eucaristica, ma significa la sua piena realizzazione. La Chiesa non diventa mai uno spazio morto, ma è sempre ravvivata dalla presenza del Signore che viene dalla Celebrazione eucaristica, ci introduce in essa, ci fa partecipi per sempre dell’Eucaristia cosmica. Una Chiesa senza presenza eucaristica è in qualche modo morta, anche se invita alla preghiera. Invece una Chiesa nella quale la luce eterna arde davanti al tabernacolo vive sempre, è sempre di più che un semplice edificio di pietà... In questo modo il Signore mi prepara all’Eucaristia, mi pone in movimento verso il suo ritorno».

Molteplici presenze

Lo stupore, l’adorazione grata e operosa di ogni fedele, Giovanni Paolo II desidera, con la sua enciclica, ridestare in continuità dinamica con l’eredità del grande Giubileo del 2000, che ha voluto consegnare alla Chiesa mediante la Novo millennio ineunte e con il suo coronamento mariano Rosarium Virginis Mariae.

Contemplare il volto del Figlio di Dio, e contemplarlo con e come la sua santa Madre, è il "programma" ch’egli ha additato alla Chiesa in fiducioso cammino nel terzo millennio (cf Ecclesia de Eucharistia, 6). Per cui «contemplare Cristo implica saperlo riconoscere dovunque egli si manifesti, nelle sue molteplici presenze, ma soprattutto nel Sacramento vivo del suo corpo e del suo sangue. La Chiesa vive del Cristo eucaristico, da lui è nutrita, da lui è illuminata. L’Eucaristia è mistero di fede, e insieme "mistero di luce". Ogni volta che la Chiesa la celebra, i fedeli possono rivivere in qualche modo l’esperienza dei due discepoli di Emmaus: "Si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero" (Lc 24,31)» (Ecclesia de Eucharistia, 6).

Salvatore M. Perrella
  

Invito all’approfondimento:P. Claverie, Dare la propria vita, meditazioni sull’Eucaristia, Edb 2005, pp. 128, € 9,50. C. Dobner, Ben Chorin, l’ebreo che elogiò l’Eucaristia, L’Osservatore Romano, 31 maggio 2008, p. 4.
  

Il sussidio

UN RITORNO DA LOURDES DA IN-CANTO!

Un’esperienza di pellegrinaggio autentica produce in chi la vive il suo frutto più bello: ci si impegna infatti a costruire un santuario all’interno di se stessi, dentro il proprio cuore. Pare che Lourdes abbia questo potere e non a caso un vecchio adagio litanico, posto sulla bocca dei pellegrini provenienti dalla cittadina ai piedi dei Pirenei, recita: «Chi ha cantato a Lourdes ritorna!».

Lourdes, a partire dal 1858, ha assunto una notorietà mondiale.
Lourdes, a partire dal 1858, ha assunto una notorietà mondiale.

La compagnia Aquero ha fatto suo questo imperativo spirituale attraverso un progetto musicale che recentemente ha pubblicato con la Multimedia San Paolo.

L’opera dal titolo Kaîre-Rallegrati si divide in due parti e si avvale della preziosa collaborazione dei Gen Rosso e Verde: da una parte viene proposto uno schema di canti per la celebrazione dell’Eucaristia, dall’altra vengono ri-arrangiate alcune fra le più classiche melodie mariane con una nuova impostazione vocale, la quale risulta interessante e a tratti suggestiva. Elementi che, applicati ad un progetto che non si limita al solo ascolto ma anche alla pastorale attiva, impongono alcune sottolineature: trattandosi di musica per la celebrazione liturgica, è chiaro che i brani possono essere accompagnati anche dalla chitarra o dall’organo perché quest’ultimo strumento per molti gruppi giovanili non è un tabù, ma validissimo per numerose corali che animano santuari e parrocchie.

La prima di copertina del cd.
La prima di copertina del cd. È attivo anche un blog di informazione
 sulla musica liturgica: http://armoniasacra.myblog.it.

Nel complesso, tutta l’opera può essere consigliata soprattutto per la sua seconda parte.

La rivisitazione di brani della tradizione spesso è problematica; e tuttavia il gruppo Aquero ha saputo compiere tale operazione con delicatezza e sapienza, senza eccessivi stravolgimenti delle armonie precedenti (Compagnia Aquero, con i Gen Rosso e Verde, Kaîre-Rallegrati. Messa dei giovani, Multimedia San Paolo, € 15,00 il cd , € 8,50 lo spartito).

Giuseppe Trapani, ssp