Madre di Dio

 

N. 10 ottobre 2008

 «Accetta le mie "orazioni" e propizia esaudiscimi»
    Sergio Gaspari

 Rinnovato interesse
    
Giovanni Ciravegna

Il paesaggio sacralizzato
    Gianni Boffa

«Prega per noi peccatori»
    mons. Carlo Liberati

I tesori della "Marialis cultus"
    
Giuseppe Daminelli

L'Eucarestia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

«Una magnifica corona nella mano del Signore»
  
 Jean-Paul Hernandez

Quei fatti accaduti alla grotta
    Giulio Giacometti e Piero Sessa

I misteri di Cristo meditati con la Madre
    
Sergio Gaspari

Perchè eterna è la sua misericordia
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

Per le sue preghiere...
    Stefano De Fiores

Pio XII: il "Papa della Madonna"
    
Sergio Gaspari

Cammino spirituale
    
M.C. 

Thérèse: «Ho capito l'umiltà del cuore»
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria
    a cura di Vincenzo Vitale

Nella Famiglia Paolina
   
Eliseo Sgarbossa

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 10 ottobre 2008 - Copertina

 Nella famiglia paolina - Don Alberione e Maria

 
di ELISEO SGARBOSSA

Poema visivo sulla Madonna
   

«Uno speciale omaggio (anni Cinquanta) alla Vergine di Nazareth: la produzione di una pellicola cinematografica a lei dedicata, nacque Mater Dei».
  

Negli anni Trenta del Novecento don Giacomo Alberione aveva assistito alla crescita delle sue fondazioni in Italia e all’estero. Al tempo stesso aveva provveduto alla maturazione della sua spiritualità con le meditazioni e gli scritti, dedicati particolarmente a Maria regina degli Apostoli e alla sua devozione.

Negli anni Quaranta, come si è visto, la figura di Maria campeggiò come la protettrice dai pericoli della seconda guerra mondiale, e come la ispiratrice della ricostruzione. Esempio luminoso fu l’erezione del santuario romano "Regina Apostolorum", vera sintesi architettonica e pittorica della mariologia alberioniana. Il santuario fu inaugurato nel 1954, "Anno mariano", 40° di fondazione dei Paolini e 70° compleanno del Fondatore.

Ma questo evento era stato preceduto da un evento ancor più solenne per tutta la Chiesa, l’Anno santo 1950. E poiché don Alberione considerava tutte le ricorrenze annuali come eventi di una storia sacra, da celebrare e da rendere fecondi per il futuro con la semina di qualche nuova iniziativa, provvide a inaugurare gli anni Cinquanta con uno speciale omaggio a Maria: la produzione di una pellicola cinematografica a lei dedicata. Nacque così il film Mater Dei.

Chi potrebbe narrare questa impresa meglio di colui che, in qualità di direttore della San Paolo Film, ne fu il regista? Riportiamo quindi per esteso la relazione di don Emilio Cordero, gentilmente redatta dietro nostra richiesta.

Don Emilio Cordero.
Don Emilio Cordero.

Il film

«Don Alberione aveva una volta espresso, in un suo biglietto-immagine, questo desiderio: "Chi potrebbe preparare un bel soggetto per un film su la S. Madonna?".

Non solo per rispondere a questa richiesta, ma anche in attuazione del programma di produrre una serie di cortometraggi catechistici, nel 1950 preparammo un trittico sulla Vergine e, strada facendo, ci venne in mente la possibilità di unire eventualmente i tre cortometraggi e farne un film per le sale parrocchiali. Trattandosi poi della Madonna, pensammo di produrli a colori.

Don Alberione si trovava in quei giorni a Massa Martana (Perugia), intento a predicare un corso di esercizi alle Pastorelle. Don Palmiro Soligo e io decidemmo di andarlo a trovare per parlargliene. Egli ci accolse molto benevolmente e fu contento della nostra idea. Suggerì di tener fede allo schema "Verità-via-vita" già adottato nei documentari catechistici, e di sottolineare bene che la Vergine doveva essere considerata come la Mediatrice di tutte le grazie. Cosa che ci proponemmo come criterio basilare.

Procedemmo quindi alla sceneggiatura secondo lo schema suggerito.

Anzitutto le "verità" su Maria: prefigurazioni bibliche della nuova Eva (dal Paradiso terrestre alla colpa, alla speranza messianica, alle promesse bibliche); l’esistenza terrena di Maria (infanzia immacolata, Annunciazione, Visitazione, Natività, vita di famiglia a Nazareth, il servizio al divin Figlio); la partecipazione mariana alla vita pubblica di Gesù (sequela e discepolato, ultima Cena, compassione, presenza sul Calvario); in preghiera con la comunità pentecostale, fino al beato transito.

Un secondo gruppo di temi riguardava la mediazione di Maria (via): la proclamazione della sua universale maternità sul Calvario; i sacramenti, segni della sua maternità di grazia; la presenza di lei nella vita di tutti gli uomini e di tutti i giorni (commento alla preghiera di san Bernardo); Maria guida dei pellegrini lungo le strade del mondo.

Infine, il culto e la devozione a Maria (vita): i luoghi sacri dell’incontro con Maria (santuari, cappelle, edicole cittadine e piloni campestri); gli omaggi della devozione, della poesia e dell’arte (commento alla Salve Regina, testi di Dante, Petrarca, Carducci). E, su tutto, l’omaggio alla Regina da parte di tutta la creazione: i fiori, la vegetazione, le aurore e i tramonti…».

Don Palmiro Soligo.
Don Palmiro Soligo.

Il cast

«Tornato a Roma, don Alberione lesse con attenzione la sceneggiatura che avevamo preparata e, dopo avervi apportato alcune osservazioni, ci diede il via per realizzare la pellicola.

Non fu solo un permesso verbale, poiché egli stesso accettò di far parte del cast, volendo dare l’esempio, affinché il film in onore di Maria fosse il più possibile realizzato dai Paolini, sia come tecnici che come attori. Voleva che fosse, in sostanza, un omaggio della Famiglia paolina alla Vergine. Per questo incoraggiò anche la prima maestra Tecla a prestarsi come attrice, per invogliare le sorelle a fare altrettanto.

Egli poi seguì il lavoro con molta comprensione, sempre incoraggiando durante le riprese. Era puntuale, ogni qualvolta lo si chiamava per le scene che lo riguardavano, e attentissimo a tutte le istruzioni che gli si davano. Davanti ad ogni difficoltà ripeteva: "Andiamo avanti! La Madonna ci aiuterà".La prima di copertina di Mater Dei, "rilanciato" dalla Multimedia San Paolo nel 2006 in dvd, primo lungometraggio di fiction girato a colori in Italia.

Finito di girare le scene (era stata adottata pellicola in Ansco Color a passo 16mm) e compiuto il montaggio, si stampò una copia in bianco e nero a passo 35mm, per darla in visione a qualche casa distributrice. La Minerva Film ne rimase entusiasta e ci assicurò un minimo garantito di 40 milioni di lire (più che sufficienti a rientrare con le spese), se il 35mm a colori fosse riuscito bene. Si trattava infatti del primo film in Ansco Color girato in Italia, e la casa americana ci aveva assicurato che la riuscita del 35mm sarebbe stata perfetta.

Partii per l’America per curare la stampa delle copie in 35mm a colori. Il risultato fu deludente. Invano protestai, invano si diedero da fare i tecnici. Le promesse erano state campate in aria. Solo l’edizione in 16mm si presentò soddisfacente.

Comunque don Alberione non si perdette di coraggio. Trovò parole di conforto per l’insuccesso, e trovò anche il modo di difendere il piccolo film da ogni critica. Ne raccomandò la diffusione, come omaggio della Famiglia paolina alla Madonna, pur sempre sottolineando che si trattava di una pellicola catechistica, e non del grande capolavoro che si sarebbe desiderato per l’onore di Maria.

In conclusione, il lavoro, nonostante le sue imperfezioni di opera naïve e il suo carattere sperimentale, ebbe un largo successo nel campo della catechesi parrocchiale, e ne furono stampate oltre cento copie in 16mm tra l’edizione italiana e quella inglese».

Così don Emilio Cordero, ancora vivente ad Albano Laziale e sempre felice di testimoniare gli incarichi di fiducia affidatigli dal Fondatore.

Don Rosario Esposito.
Don Rosario Esposito.

Un inno di celluloide

Una recensione del film, apparsa sul settimanale Orizzonti a firma di Rosario F. Esposito, ne parlava nei termini seguenti: «È la prima pellicola... girata a colori da produttori italiani con una tecnica completamente nuova... Mater Dei non è una vera e propria vita della Madonna, così come più volte sono state realizzate per lo schermo della vita di Gesù; ma è come un poema visivo, che abbraccia in una sintesi audace tutta la teologia mariana, a cominciare dalla sua preistoria, che si perde nella notte dei tempi, allorché nel Paradiso terrestre Dio ne preannunciò la nascita.

Il nucleo dell’azione naturalmente è costituito dalla "vita storica" della Vergine, che è narrata nei suoi momenti più salienti e mette in evidenza la missione affidatale da Dio di corredentrice degli uomini...».

Sì, davvero un poema, elevato a Maria da cuori innamorati nell’infido e tuttora selvaggio continente del cinema.

Una pregevole e interessante documentazione della pellicola è contenuta nel volume illustrato "Mater Dei". Storia e rinascita del primo film italiano a colori, recentemente edito dal Centro sperimentale di cinematografia (2005, pp. 176) e dedicato a Giovanni Paolo II.

Illustrazioni tratte dal film, confrontate con altre di contenuto analogo, e saggi di esperti nei diversi settori dell’arte cinematografica, mettono in evidenza le qualità dottrinali ed estetiche di quest’opera, che ben testimonia la fede e la pietà mariana di don Alberione. È un in-vito a proseguire su questa pista, aperta quasi sessant’anni fa da un pioniere che attende seguaci altrettanto ispirati.

Eliseo Sgarbossa
   

Convegno di studio su Maria

Missionarie dell’Immacolata --Padre Kolbe propongono un convegno di studio su "Allora Maria disse... Santo è il suo nome" (Lc 1,49), riflessione in chiave biblica ed ecumenica sulla santità a partire dal cantico di Maria, il 22 novembre presso il centro di spiritualità Cenacolo mariano a Borgonuovo (Bologna), dalle 9.30 alle 18.

Programma. «Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo» (Lv 19,2). Una riflessione sulla santità nell’Antico Testamento dal punto di vista della tradizione ebraica (don Roberto Vignolo). «Santo è il suo nome» (Lc 1,49), meditazione sulla santità nel Nuovo Testamento a partire dalle parole di Maria (Martin Ibarra y Pérez). «Chiamati alla santità», il cammino ecumenico e il dialogo ufficiale tra cattolici e ortodossi (padre Gian-carlo Bruni). «Ave, Signora santa»: la santità di Maria specchio e modello per la Chiesa (don Daniele Gianotti).

Informazioni e iscrizioni: tel. 051-845.002.

c.s.