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N. 11 novembre 2008
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Copertina di GIANNI BOFFA «Maria
appare in luoghi sconosciuti e a persone semplici. Nelle sue apparizioni
non c’è niente di ciò che il mondo considera di successo. Il
messaggio centrale è la preghiera» «Occorre perciò non dimenticare nello studio del territorio la presenza diffusa, oltre ogni pensiero, dei cosiddetti "segni sacri". Capitelli, edicole, croci, cappellette, colonne e pitture che segnano il territorio in maniera tutt’altro che casuale…» (AA.VV., Iconografia e arte cristiana, San Paolo 2004, pp. 1645, € 119, voce "Segni sacri e territorio"). Una fede genuina, viva, ha "segnato" determinati punti del territorio con una sacra immagine, dipinta su un muro, su un pilone. Queste piccole costruzioni (edicole, tempietti o anche piccole cappelle), contenenti immagini o statue a soggetto sacro, normalmente sono localizzate presso ponti, strade o facciate di edifici; sono veri e propri "segni di fede" che costituiscono una "presenza rassicurante" lungo le strade ed i sentieri, anche delle Langhe e del Roero, in luoghi ben determinati, suggestivi, significativi. La costruzione di un piccolo edificio sacro è spesso il frutto evidente di una devozione maturata in seguito ad una grazia ricevuta oppure ad una manifestazione straordinaria (miracolo o apparizione).
Ad esempio il racconto popolare dell’apparizione mariana sul Colle del Todocco, nel Comune di Pezzolo Valle Uzzone (Cuneo), è così riferito da Luigi Giordano (Il Santuario del Todocco. Cenni monografici): «...una fanciulla sordomuta, figlia di contadini di queste terre, stava un giorno sul monte pascolando il suo piccolo gregge. Ad un tratto le si fece dinanzi una signora molto bella che le disse: "Va’ da tuo padre e digli che mi innalzi un pilone in questo luogo". A quelle parole la sordomuta guarì: lasciò il suo gregge e corse a riferire al padre le parole della bella signora. E il padre edificò un pilone o una cappella sul luogo preciso dove la Madonna aveva posato i suoi piedi...». La prima attestazione della presenza di un antico pilone (o edicola sacra), dedicato alla Madonna sul colle sopra Torre Uzzone, si desume da un documento parrocchiale del 1679. Nel corso del secolo successivo viene costruito e poi ampliato un sacro edificio e, nel 1779, la chiesa campestre viene dotata anche del campanile, della sacrestia e del nuovo altar maggiore, inserendovi l’antica immagine mariana già sul pristino pilone. La nuova chiesa, ormai considerata santuario, viene aperta solennemente nel 1787.
Tale origine miracolosa è comune a vari altri piloni, alcuni dei quali, come quello del Todocco, si sono poi rivelati vere e proprie mete di pellegrinaggio e devozione, suscitando movimenti di fedeli, anche imponenti, che hanno favorito il sorgere di chiese ed in seguito di santuari importanti. Molti altri piloni sono ancora visibili (ben conservati, restaurati e recuperati), nel panorama campestre, a testimonianza della continuità della genuina fede dei padri, che si manifesta anche visivamente nel paesaggio sacralizzato. Altri purtroppo sono scomparsi, ma a volte ne è sopravvissuta la memoria, con vari titoli santorali o mariani ancora presenti nella toponomastica. Gianni Boffa |
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