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N. 11 novembre 2008
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Studi e ricerche di SALVATORE M. PERRELLA osm L’Eucaristia
e Maria «Di fatto, esiste un reale, profondo legame fra
la Madre del Signore e l’evento sacramentale del Corpo e Sangue di Gesù». La Chiesa ha sempre intuito che tra la Madre di Gesù e l’Eucaristia sussiste una profonda consonanza (a questo proposito non si può non ricordare il Caro Christi caro Mariae di Agostino che seguiva in ciò Tertulliano); prossimità in diverse occasioni sottolineata e approfondita dal magistero e dalla teologia. Di fatto il profondo legame fra la Madre di Gesù e il mistero del suo Corpo e Sangue scaturisce dalla continuità fra i misteri dell’incarnazione e dell’Eucaristia: si tratta di un rapporto reale, oggettivo, personale, esemplare. Di conseguenza il legame tra Maria e l’Eucaristia in virtù della maternità divina è un legame indelebile, almeno nell’inter tempora. In altri termini, poiché è «ricca dello Spirito del Verbo, la maternità di Maria è il luogo in cui l’umanità del Verbo inizia a incorporarsi l’umanità: la maternità di Maria ha, quindi, un valore cosmico ed escatologico». Dopo l’incarnazione del Figlio eterno di Dio, avvenuta nel grembo verginale della Madre, e questo è veramente l’admirabile commercium, il "Corpo di Cristo", mediante il memoriale della Chiesa e per mezzo dell’epiclesi dello stesso Spirito Santo, conosce anche la forma eucaristica; di conseguenza, la Madre del Gesù storico ha profondi legami col Gesù eucaristico, poiché la sua maternità è permanente e il Cristo è uno solo, ieri, oggi e nei secoli. Pur sostanzialmente simile, il rapporto che la Vergine possiede con il Corpo del Verbo umanato da lei generato nella «pienezza del tempo» (Gal 4,4) e il Corpo eucaristico del Figlio generato sacramentalmente nel tempo dalla Chiesa-Madre, l’Eucaristia «riesce a sconvolgere in un certo senso le relazioni naturali esistenti tra Maria e suo Figlio».
Un denso monologo Per mostrare come i rapporti della Madre con il Figlio-Eucaristia siano anche connotati da aspetti speciali e inediti, sarà bene proporre un denso e commovente monologo posto da sant’Efrem siro (+373) sulle labbra della Vergine all’indirizzo del figlio Gesù: «Come ti chiamerò...? Ti chiamerò figlio... fratello... fidanzato... maestro? O tu che generi tua madre di una nuova generazione uscita dalle acque! Infatti ti sono sorella nella casa di Davide; lui che è il padre di noi due. Ti sono anche madre, perché ti ho portato nel mio seno; ti sono fidanzata, a causa della tua castità; ti sono serva e figlia per il sangue e l’acqua, perché tu mi hai redenta e battezzata». Di fatto il profondo legame fra la Madre del Signore e l’evento sacramentale del Corpo e Sangue di Gesù scaturisce, come dicevamo, dalla continuità fra i misteri dell’incarnazione e dell’Eucaristia. Anche per questo il ricordo della tuttasanta Madre di Dio nella Celebrazione eucaristica è unanime nelle Chiese d’Oriente e d’Occidente.
Un’angolatura originale Nella lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, del 16 ottobre 2002, Papa Wojtyla ha inserito tra i "Misteri della luce", relativi al ministero pubblico di Gesù, l’istituzione dell’Eucaristia (cf RVM 21); questo, nell’intenzione esplicita del Papa, significa e comporta adorare e contemplare il mistero eucaristico con lo sguardo di Maria: ciò è certamente un punto di vista originale e privilegiato. Ora, nel sesto capitolo dell’enciclica eucaristica, di indole mariana e significativamente intitolata Alla scuola di Maria, donna eucaristica (cf Ecclesia de Eucharistia 53-58), il Papa porta a compimento la sua riflessione. Prima di entrare nel dettaglio dell’assunto, Giovanni Paolo II compie una precisazione fondata biblicamente: a prima vista «il Vangelo tace su questo tema. Nel racconto dell’istituzione, la sera del Giovedì santo, non si parla di Maria» (Ecclesia de Eucharistia 53). Ma, poi soggiunge, si sa ch’ella fu presente tra gli Apostoli nel Cenacolo di Gerusalemme in attesa orante del dono del Paraclito (cf At 1,14), per poi asserire una presenza non formalmente attestata, ma assai probabile: «Questa sua presenza non poté certo mancare nelle celebrazioni eucaristiche tra i fedeli della prima generazione cristiana, assidui "nella frazione del pane" (At 2,42)» (Ecclesia de Eucharistia 53). Se l’Eucaristia rappresenta il grande Mistero della fede per eccellenza, in quanto supera in modo straordinario la nostra comprensione e la nostra intelligenza, sì da costringerci alla più assoluta fiducia in Dio, asserisce ancora Papa Wojtyla, nessuna creatura come Maria può sostenerci e guidarci in tale atteggiamento: «Maria è donna "eucaristica" con l’intera sua vita. La Chiesa guardando a Maria come a suo modello, è chiamata a imitarla anche nel suo rapporto con questo Mistero santissimo» (Ecclesia de Eucharistia 53). La cogenza di Maria "donna eucaristica", da qualcuno irrisa o non condivisa, si fonda nella dimensione imitativo-teologale, per questo il Santo Padre esorta a frequentare la sua "scuola", assumendo tre atteggiamenti fondamentali eucaristico-mariani: l’obbedienza e il servizio nella fede; la condivisione nell’ora della prova (vivere il mistero della croce); la spiritualità anamnetico-dossologica del Magnificat. Salvatore M. Perrella AA.VV., La Vergine nel magistero di Giovanni Paolo II, Pontificia Accademia Mariana 2007, pp. 312, € 20,00; A. Burton Calkins (a cura di), Totus tuus. Il magistero mariano nei testi del Santo Padre (Giovanni Paolo II), Cantagalli 2006, pp. 368, € 23,60.
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