Madre di Dio

 

 

N. 11 novembre 2008

 «O Regina degli angioli...»
    Sergio Gaspari

 Pro orantibus
    
Silvia Grasso

Una presenza rassicurante
    Gianni Boffa

Un fenomeno complesso
    Alberto Valentini

Ci appartiene perché ci rappresenta
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

«Un diadema regale nella palma del tuo Dio»
  
 Jean-Paul Hernandez

Le sette chiavi di Lourdes

Consacrata a YHWH
    
Sergio Gaspari

Occhi da Dio diletti e venerati
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

"Lei, e il tutto della fede"
    Stefano De Fiores

«Un bisogno del mio cuore»
    a cura della redazione

«Più imito la Madre di Gesù...»
    
Maria Di Lorenzo

Una parola fuori moda
    
Giuseppe Pelizza 

Opinioni

In Libreria
    a cura di Vincenzo Vitale

Nella Famiglia Paolina
   
Eliseo Sgarbossa

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 11 novembre 2008 - Copertina

 

 

 Celebrando il Signore lodiamo Maria

 
di SERGIO GASPARI
  

Consacrata a YHWH
   

21 novembre: Presentazione della B.V. Maria al Tempio. Una festa dalla storia travagliata. Paolo VI: essa «continua venerabili tradizioni, radicate soprattutto in Oriente».
  

La memoria della Presentazione della B.V. Maria ebbe origine nel novembre del 543 a Gerusalemme, con la dedicazione della chiesa di santa Maria Nuova, costruita presso il Tempio. Celebrata in tutto l’Oriente, entrò ufficialmente nella liturgia romana nel 1372. Si basa su una "leggenda" storica del Protovangelo di Giacomo (sec. II), ripresa da altri apocrifi, ma altresì da alcuni Padri e scrittori ecclesiastici. Proprio perché non documentata nei Vangeli, questa memoria ha avuto una storia travagliata. Soppressa da Pio V nel 1570, fu ristabilita da Sisto V nel 1585. Benedetto XIV nel sec. XVIII, nel suo progetto di riforma, ne aveva già previsto nuovamente l’abolizione, ma la morte gli impedì la realizzazione del suo disegno.

La festa, ora denominata semplicemente "Presentazione della B.V.M." (Marialis cultus = MC 8), gode di una sua specifica identità e di un preciso contenuto celebrativo. È resa necessaria da due requisiti; la fede ecclesiale: Maria, donna di fede, è per tutti «esempio sublime di perfetta consacrazione, nella piena appartenenza e totale dedizione a Dio» (Vita consecrata 28) e dalla liturgia; dal processo festale detto "Cristificazione della Madre": quasi tutte le feste del Figlio vengono replicate per la Madre; perciò come Gesù fu presentato al tempio, così deve essere avvenuto anche per la Madre.

Presentazione al Tempio, miniatura fiamminga del sec. XV, Biblioteca nazionale, Madrid.
«Quasi tutte le feste del Figlio vengono replicate per la Madre. Come Gesù fu presentato al Tempio,
così deve essere avvenuto per la Madre
»
(Presentazione al Tempio, miniatura fiamminga del sec. XV,
Biblioteca nazionale, Madrid – foto Lores Riva).

Alto valore esemplare

Mentre il teologo K. Rahner (+1984) definiva «del tutto leggendario il racconto che mostra la Vergine al servizio del Tempio», C. Vagaggini (+1999) precisava: la Presentazione di Maria al Tempio è una festa, simbolo di una verità più alta; suppone un fatto vissuto dalla Vergine, la sua totale "dedicazione" (consacrazione) al Signore fin dall’infanzia. Verità che contiene un messaggio nascosto, ma che la festa vuole esplicitare. Difatti «al di là del dato apocrifo», scrive Paolo VI, il 21 novembre propone «contenuti di alto valore esemplare e continua venerabili tradizioni, radicate soprattutto in Oriente» (MC 8), documentate comunque dalla Messa del rito romano. La Colletta chiede che il popolo, riunito nel ricordo della beata Vergine Maria, partecipi per sua intercessione alla pienezza della grazia. Realtà che si ottiene più facilmente allorché si vive la propria consacrazione al Signore sotto il benefico patrocinio della Vergine. Le Letture mostrano la Vergine prescelta dal Signore come sua eredità nella Terra santa (Zac 2,10-13), colei che ama stare alla presenza del Signore (Sal 44) e discepola fedele che, nel compiere la volontà del Signore, è a lui consacrata quale «fratello, sorella e madre» (Mc 3,31-35).

Modello e simbolo

"Dedicatasi" al Signore (in ebraico YHWH) nella sua casa per servirlo, Maria appare come il simbolo della consacrazione battesimale, modello ispiratore della vita religiosa e del sacerdozio.

I battezzati. Maria che «consacrò totalmente sé stessa quale Ancella del Signore alla persona e all’opera del Figlio suo» (LG 56) e offertasi a lui come nessun’altra creatura umana, è modello discepolare per tutti i cristiani, consacrati a Dio per il battesimo che li ha incorporati a Cristo. Sant’Ambrogio di Milano (+397) sosteneva: la vita di Maria è «regola di condotta per tutti». E il Vaticano II insegna: ella «rifulge come il modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti» (LG 65). Ecco perché si sostiene: «In ogni uomo Maria», come anche: «Maria deve trovarsi su tutte le vie della vita quotidiana della Chiesa» (Redemptor hominis 22). Fin dall’antichità «i fedeli cominciarono a guardare a Maria per fare, come lei, della propria vita un culto a Dio e del loro culto un impegno di vita» (MC 21). Ella è «il modello compiuto del discepolo del Signore: artefice della città terrena e temporale, ma pellegrino solerte verso quella celeste ed eterna; promotore della giustizia che libera l’oppresso e della carità che soccorre il bisognoso, ma soprattutto testimone operoso dell’amore che edifica Cristo nei cuori» (MC 37).

Karl Rahner.
Karl Rahner
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I consacrati. Discepola del silenzio adorante che si abbandona allo Spirito, pellegrina in Giudea per portare Cristo alla famiglia di Zaccaria, donna del servizio alle nozze di Cana e madre di comunione nella Chiesa nascente, Maria è il modello insuperabile per coloro che hanno voluto fare della loro vita una risposta più completa alla chiamata del Vangelo, mediante i voti della consacrazione religiosa. Proprio ai religiosi, ella si presenta come l’«espressione suprema della libertà umana nella cooperazione dell’uomo con Dio» (VMF 15 e RM46). Ad un tempo ella rifulge come «la più alta realizzazione storica del Vangelo e la donna che... si è più compiutamente realizzata sul piano umano» (VMF 15).

E ai monaci contemplativi, esseri di risurrezione e cittadini del cielo, che già vivono il massimalismo escatologico, il ministero dell’attesa e della preparazione della Parusia, Maria nella sua verginità consacrata si presenta come colei che addita e illumina la loro vita celeste e angelica. Non invano, dal 1952, la Chiesa in questa circostanza celebra la Giornata "pro orantibus", per le claustrali.

Sacerdoti. Oggi i sacerdoti rinnovano le promesse sacerdotali il Giovedì santo all’interno della Messa crismale. Nel 1600, nel Seminario di san Sulpizio in Parigi queste promesse si rinnovavano alla presenza della Vergine Madre il 21 novembre, festa della Presentazione di Maria e festa patronale del Seminario. La Scuola di spiritualità francese del secolo XVII evidenziava l’alleanza, la conformità, il legame, le affinità mirabili che uniscono il sacerdote alla Madre di Gesù. Come Maria si consacra al Signore per l’Incarnazione storica del Verbo, così il sacerdote è consacrato in vista dell’Incarnazione sacramentale: per mezzo di ambedue Cristo è formato nelle anime. Maria attua la generazione storica del Figlio di Dio, il presbitero compie la generazione sacramentale dei figli di Dio. San Giovanni Eudes (+1680) nel sacerdote rivedeva l’immagine della Vergine Madre, perché per mezzo di entrambi Cristo è formato, è dato ai fedeli, è offerto in olocausto a Dio.

Presentazione della Vergine al Tempio, miniatura di J. Colombe (sec. XV), museo Condé, Chantilly (Francia).
Presentazione della Vergine al Tempio, miniatura di J. Colombe (sec. XV)
,
museo Condé, Chantilly (Francia – foto Lores Riva).

Tempio vivente di Cristo

«Tempio spirituale della santa gloria di Cristo» (rito bizantino), Maria è il nuovo e vero tempio in cui il Verbo di Dio ha scelto di stabilirsi definitivamente. Lo esprime un testo di Sedulio (sec. V), cantato come antifona al Magnificat: «Santa Madre di Dio, Maria sempre vergine, Tempio del Signore, Santuario dello Spirito, tu sola fra tutte sei piaciuta a Cristo Signore». Tutti i fedeli, consacrati con la Vergine quali pietre preziose del tempio nuovo del Signore, si rivolgono a lei per imparare a fare della propria vita un’oblazione santa e culto gradito al Signore (cf Rm 12,1), e divenire ogni giorno più consapevolmente autentici adoratori del Padre in spirito e verità (Gv 4,23-24). Chiunque si ispira a Maria "la consacrata", nello spalancare come lei la porta del proprio cuore al Signore, diventa tempio spirituale della santa gloria di Cristo, e scopre che «l’oblazione di sé è la formula stessa della libertà, il suo punto culminante» (P. Evdokimov).

Sergio Gaspari