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N. 11 novembre 2008
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Celebrando
il Signore lodiamo Maria
di SERGIO GASPARI Consacrata a
YHWH 21 novembre: Presentazione della B.V. Maria al
Tempio. Una festa dalla storia travagliata. Paolo VI: essa «continua
venerabili tradizioni, radicate soprattutto in Oriente». La memoria della Presentazione della B.V. Maria ebbe origine nel novembre del 543 a Gerusalemme, con la dedicazione della chiesa di santa Maria Nuova, costruita presso il Tempio. Celebrata in tutto l’Oriente, entrò ufficialmente nella liturgia romana nel 1372. Si basa su una "leggenda" storica del Protovangelo di Giacomo (sec. II), ripresa da altri apocrifi, ma altresì da alcuni Padri e scrittori ecclesiastici. Proprio perché non documentata nei Vangeli, questa memoria ha avuto una storia travagliata. Soppressa da Pio V nel 1570, fu ristabilita da Sisto V nel 1585. Benedetto XIV nel sec. XVIII, nel suo progetto di riforma, ne aveva già previsto nuovamente l’abolizione, ma la morte gli impedì la realizzazione del suo disegno. La festa, ora denominata semplicemente "Presentazione della B.V.M." (Marialis cultus = MC 8), gode di una sua specifica identità e di un preciso contenuto celebrativo. È resa necessaria da due requisiti; la fede ecclesiale: Maria, donna di fede, è per tutti «esempio sublime di perfetta consacrazione, nella piena appartenenza e totale dedizione a Dio» (Vita consecrata 28) e dalla liturgia; dal processo festale detto "Cristificazione della Madre": quasi tutte le feste del Figlio vengono replicate per la Madre; perciò come Gesù fu presentato al tempio, così deve essere avvenuto anche per la Madre.
Alto valore esemplare Mentre il teologo K. Rahner (+1984) definiva «del tutto leggendario il racconto che mostra la Vergine al servizio del Tempio», C. Vagaggini (+1999) precisava: la Presentazione di Maria al Tempio è una festa, simbolo di una verità più alta; suppone un fatto vissuto dalla Vergine, la sua totale "dedicazione" (consacrazione) al Signore fin dall’infanzia. Verità che contiene un messaggio nascosto, ma che la festa vuole esplicitare. Difatti «al di là del dato apocrifo», scrive Paolo VI, il 21 novembre propone «contenuti di alto valore esemplare e continua venerabili tradizioni, radicate soprattutto in Oriente» (MC 8), documentate comunque dalla Messa del rito romano. La Colletta chiede che il popolo, riunito nel ricordo della beata Vergine Maria, partecipi per sua intercessione alla pienezza della grazia. Realtà che si ottiene più facilmente allorché si vive la propria consacrazione al Signore sotto il benefico patrocinio della Vergine. Le Letture mostrano la Vergine prescelta dal Signore come sua eredità nella Terra santa (Zac 2,10-13), colei che ama stare alla presenza del Signore (Sal 44) e discepola fedele che, nel compiere la volontà del Signore, è a lui consacrata quale «fratello, sorella e madre» (Mc 3,31-35). Modello e simbolo "Dedicatasi" al Signore (in ebraico YHWH) nella sua casa per servirlo, Maria appare come il simbolo della consacrazione battesimale, modello ispiratore della vita religiosa e del sacerdozio.
E ai monaci contemplativi, esseri di risurrezione e cittadini del cielo, che già vivono il massimalismo escatologico, il ministero dell’attesa e della preparazione della Parusia, Maria nella sua verginità consacrata si presenta come colei che addita e illumina la loro vita celeste e angelica. Non invano, dal 1952, la Chiesa in questa circostanza celebra la Giornata "pro orantibus", per le claustrali.
museo Condé, Chantilly (Francia – foto Lores Riva). Tempio vivente di Cristo «Tempio spirituale della santa gloria di Cristo» (rito bizantino), Maria è il nuovo e vero tempio in cui il Verbo di Dio ha scelto di stabilirsi definitivamente. Lo esprime un testo di Sedulio (sec. V), cantato come antifona al Magnificat: «Santa Madre di Dio, Maria sempre vergine, Tempio del Signore, Santuario dello Spirito, tu sola fra tutte sei piaciuta a Cristo Signore». Tutti i fedeli, consacrati con la Vergine quali pietre preziose del tempio nuovo del Signore, si rivolgono a lei per imparare a fare della propria vita un’oblazione santa e culto gradito al Signore (cf Rm 12,1), e divenire ogni giorno più consapevolmente autentici adoratori del Padre in spirito e verità (Gv 4,23-24). Chiunque si ispira a Maria "la consacrata", nello spalancare come lei la porta del proprio cuore al Signore, diventa tempio spirituale della santa gloria di Cristo, e scopre che «l’oblazione di sé è la formula stessa della libertà, il suo punto culminante» (P. Evdokimov). Sergio Gaspari |
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