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N. 11 novembre 2008
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Opinioni La Parola:
«Ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio
inviò il Figlio suo, nato da una donna, sottomesso alla legge,
affinché riscattasse coloro che erano sottomessi alla legge, affinché
ricevessimo l’adozione a figli. Poiché siete figli, Dio inviò lo
Spirito del Figlio suo nei nostri cuori, il quale grida: "Abbà,
Padre!". E così non sei più schiavo, ma figlio; se figlio, sei
anche erede in forza di Dio» (Galati 4,4-7). IL SILENZIO DI MARIA. Reverendo Padre, vorrei condividere con lei il problema dell’ormai famoso e talvolta abusato tema del "Silenzio di Maria". Ero in Venezuela quando un autore cileno, molto noto anche come predicatore, pubblicò un libro che recava appunto questo titolo in spagnolo: El silencio de María. Il testo fu tradotto anche in italiano (I. Larrañaga, Il silenzio di Maria, San Paolo 2001, pp. 208, € 10,00). Ma veniamo al tema: qualche volta mi chiedo che cosa vogliamo dire in realtà quando parliamo di Maria donna e madre silenziosa. Certamente i Vangeli ci portano rare volte le parole della Madre di Dio, ma non le sembra che vi sia il rischio di trasmettere ai fedeli un’immagine starei per dire "falsata" o per lo meno non del tutto corrispondente alla reale vita quotidiana di Maria di Nazareth?
Da parte mia non faccio un grande sforzo ad immaginarmi la Madonna come signora di poche parole e di molta riflessione interiore, perché mia madre (madre di nove figli) era davvero così. Ma non tutte le madri umane di questo mondo sono state o sono così... Allora che dire? Davvero non me la so immaginare una mamma come Maria che in casa parla poco con suo Figlio, almeno in quel periodo di circa trent’anni in cui lo ebbe accanto a sé come «figlio del carpentiere». Forse dopo sì, dopo che lui, Gesù di Nazareth, ormai adulto, capì che era giunto il momento di percorrere le strade polverose della Palestina per annunciare il Regno di Dio, guarire malati, scacciare demoni, istruire discepoli. Ma prima come sarà stata Maria, nel quotidiano, in casa, con le vicine e i vicini di casa, col suo sposo Giuseppe, uomo giusto e fedele, portatore di un grande segreto, forse il più grande segreto che un uomo deve conservare fino alla morte: sua moglie era Vergine Madre di Dio. Certo, ci saranno stati dei silenzi tra Maria e Giuseppe e il loro figlio Gesù, ma un silenzio prolungato, eccessivo, ingiustificato (lo sappiamo tutti) porta incomprensione e tristezza, quel mutismo e quella tristezza e incomunicabilità che stanno rovinando molte famiglie... Nel congedarmi, mi piace farlo con un’invocazione molto cara al beato Alberione e a tutta la numerosa Famiglia paolina: «Maria, Regina degli Apostoli, prega per noi». Don Antonio Manna,
Mi ha un poco sorpreso il particolare di non aver letto che apparteneva al Terz’Ordine francescano (Tof, oggi Ordine francescano secolare [Ofs]). Tale scelta fu motivata dall’abbracciare uno stile di vita evangelico nello spirito, meglio nella spiritualità, di san Francesco ed infatti si distinguerà: a) nello spirito di continua orazione; b) nella fede nei sacerdoti che venerava come ministri di Dio; c) amava la povertà: «Sono contenta di essere povera perché era povero anche Gesù»; d) amava l’umiltà: «Sono una misera peccatora...»; e) amava il libro della croce ed il suo confessore dirà: «Meditava incessantemente la passione di Gesù».
È l’insegnamento della Chiesa dalla Lumen gentium in poi. Gianni Moralli, |
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