Madre di Dio

 

N. 11 novembre 2008

 «O Regina degli angioli...»
    Sergio Gaspari

 Pro orantibus
    
Silvia Grasso

Una presenza rassicurante
    Gianni Boffa

Un fenomeno complesso
    Alberto Valentini

Ci appartiene perché ci rappresenta
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

«Un diadema regale nella palma del tuo Dio»
  
 Jean-Paul Hernandez

Le sette chiavi di Lourdes

Consacrata a YHWH
    
Sergio Gaspari

Occhi da Dio diletti e venerati
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

"Lei, e il tutto della fede"
    Stefano De Fiores

«Un bisogno del mio cuore»
    a cura della redazione

«Più imito la Madre di Gesù...»
    
Maria Di Lorenzo

Una parola fuori moda
    
Giuseppe Pelizza 

Opinioni

In Libreria
    a cura di Vincenzo Vitale

Nella Famiglia Paolina
   
Eliseo Sgarbossa

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 11 novembre 2008 - Copertina

 Nella famiglia paolina - Don Alberione e Maria

 
di ELISEO SGARBOSSA

Quella "Via humanitatis"
   

L’opuscolo, dell’anno 1947, «strutturato sul modello della Via Crucis, è una proposta teologica, impostata sulla dottrina di Gesù Maestro, Via, Verità e Vita».
  

Un originale scrittore francese, Léon Bloy (1846-1917), che fece parlare molto di sé per le sue vicende, passando dal più acceso anticlericalismo al più convinto fervore cattolico, scrisse due opere diverse fra loro, ma accomunate da un filo conduttore: La Donna povera (romanzo) e Colei che piange (saggio); le unisce la presenza nascosta di Maria, simbolo e incarnazione di ciò che vi è di più umano e di più soprannaturale nella Chiesa.

Abbiamo citato questo autore perché anticipa due tematiche privilegiate degli scritti e della predicazione di don Giacomo Alberione.

Nel suo nome...

Nell’immediato dopoguerra, come già sappiamo, don Alberione riprese con lena la sua attività, quasi a recuperare la pausa del periodo bellico: nel nome di Maria fu iniziata la costruzione del santuario Regina Apostolorum; promossa la produzione del film Mater Dei, e avviata la edificazione della clinica Regina Apostolorum per religiosi e sacerdoti in Albano Laziale.

Sempre nel nome di Maria, il Fondatore intensificò il suo magistero redazionale, con raccolte di meditazioni, che segnarono un filo d’oro nella devozione mariana del tempo; si ricordi fra tutte l’opera Maria Regina degli Apostoli, edita nel 1948 e ripubblicata nei mesi scorsi del 2008.

P. Dalle Ceste (1912-1974), Regina degli Apostoli, pala d'altare, Tempio di San Paolo, Alba (Cuneo).
P. Dalle Ceste (1912-1974), Regina degli Apostoli, pala d’altare,
Tempio di San Paolo, Alba (Cuneo – foto Enrico Necade).

Ma ciò che vorremmo ora segnalare è un opuscolo del 1947, dal titolo La "Via humanitatis". Il sottotitolo, Per Mariam in Christo et in Ecclesia, esprime il nesso di mediazioni costituito da Maria nell’intero arco di storia della salvezza: una specie di "Storia mariana dell’umanità".

L’opuscolo fu inviato da don Alberione a tutti i membri della Famiglia paolina, come «dono natalizio» nell’imminenza del Natale 1947. L’autore stesso affermò che «da 25 anni almeno lo pensava».

Redatto mentre fervevano i lavori per la costruzione del Santuario, lo scritto dimostra come don Alberione collocasse il titolo mariano di "Regina degli Apostoli" accanto a quello di "Regina della Storia" e successivamente al titolo di "Madre dell’umanità". Così, mentre l’edificio murario cresceva, il Fondatore intendeva animare la crescita spirituale e apostolica delle sue comunità.

Una suora, che a quell’epoca ebbe l’incarico di dattilografare il manoscritto, ha affermato che don Alberione teneva molto a che questa "storia" si celebrasse sovente, e anzi desiderava che venisse illustrata con raffigurazioni pittoriche o a mosaico, nella sottocripta del Santuario. Ciò spiega le annotazioni di "pittura" da lui aggiunte al termine di ogni "quadro" o "mistero" da contemplare.

Strutturata sul modello della Via Crucis, la "Via humanitatis" è una proposta teologica, impostata sulla dottrina di Gesù Maestro, Via, Verità e Vita. Ognuno dei 30 quadri o misteri in cui è suddivisa consta di una enunciazione dottrinale (Verità), di una invocazione per assimilare l’enunciato nella vita concreta (Via), e di una preghiera (Vita). Riscontriamo in essa una sintesi dello spirito che deve animare la preghiera secondo don Alberione: "Preghiera totale".

«Ricchezze abbondanti»

Per provvedere alle spese delle costruzioni edilizie, il Fondatore dovette cercare aiuti presso molte persone generose, i cui nomi – egli disse – saranno scritti nel cielo. Ma fra i benefattori e le benefattrici più sicure non trovò di meglio che la stessa Regina degli Apostoli. Il Santuario in specie divenne, secondo le sue previsioni, un "pozzo di grazie", che coronarono tutta la serie iniziata molti decenni prima.

Proprio nell’imminenza della inaugurazione del tempio mariano (1954), don Alberione consegnò ad alcuni suoi sacerdoti, che gliel’avevano chiesto, un fascicolo di appunti personali sulla storia della sua vocazione e missione, e sull’origine delle fondazioni. Egli aveva resistito alla richiesta, ma poi comprese che era il Signore a sollecitarla, e acconsentì: ne uscì quella preziosa pubblicazione che fu denominata Storia carismatica della Famiglia Paolina. L’opuscolo prese il titolo Abundantes divitiæ gratiae suæ, alludendo alle ricchezze di grazia di cui Dio aveva arricchito la Famiglia paolina sin dal suo nascere.

Ecco un passo dalla presentazione: «Abbondanti ricchezze di grazia, per sua bontà, Dio ha elargite alla Famiglia Paolina in Gesù Cristo; da rivelarsi nei secoli futuri per mezzo dei novelli angeli della terra, i religiosi… Tutto è da Dio: tutto ci porta al Magnificat». È infatti per l’intercessione di Maria che tali ricchezze affluirono, come un fiume in piena, dalla "soglia regale" fino alla nostra famiglia religiosa, che dovrà spartirle per i ruscelli della vita ecclesiale.

Tutto l’apostolato è un prolungamento della maternità di Maria, e l’apostolato paolino in particolare è come il "canale emissario" che partecipa al mondo le divine ricchezze. Ora «nessuna più grande ricchezza si può dare a questo mondo, povero ed orgoglioso, che Gesù Cristo. Maria diede al mondo la grazia in Gesù Cristo; ella continua ad offrirlo nei secoli: Mediatrice universale della grazia. Ed in questo ufficio è madre nostra» (Abundantes divitiæ, nn. 4, 182).

I neoprofessi italiani [2007] della Società San Paolo con il loro formatore.
«Tutto l’apostolato è un prolungamento della maternità di Maria, e l’apostolato paolino in particolare
è come il "canale emissario" che partecipa al mondo le divine ricchezze
»
(nella foto: i neoprofessi italiani [2007]
della Società San Paolo con il loro formatore – foto Marcato).

Via segnata da Dio

Ricordiamo che il 1954, oltre che a segnare due date importanti per la Famiglia paolina (40° di fondazione e 70° d’età del Fondatore), era anche l’anno centenario delle apparizioni mariane di Lourdes, e perciò dichiarato Anno mariano. Ma tutto il decennio era improntato dall’Anno santo 1950, che aveva registrato eventi non secondari per la vita della Chiesa. Uno di questo fu il Congresso internazionale dei religiosi, svoltosi nel mese di dicembre. A quel congresso fu invitato don Alberione come esperto di vita consacrata, e la sera del 6 dicembre, nella chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma, vi tenne una meditazione sul tema: "Maria apostola". Eccone l’avvio.

«In questi giorni siamo uniti in preghiere e in studii per il miglioramento aggiornato della vita religiosa e dei nostri apostolati. In una raccolta di figli buoni non può rimanere assente la Madre: e Maria è la Madre, Maestra e Regina dei religiosi. La chiamiamo perciò in mezzo a noi: tanto più volentieri in questo tempo illuminato dalla luce dell’Immacolata.

Formiamo Apostoli! E diamo loro per sostegno, conforto e guida la Vergine SS. Regina degli Apostoli. Uno sguardo all’umanità ci rivela uno spettacolo desolante: solo un quinto dei due miliardi e duecento milioni di uomini [ritenuti viventi allora] godono tutti i benefici della Redenzione. È necessaria una intesa: tutti i fedeli per tutti gli infedeli; tutti i ferventi per tutti gli indifferenti; tutti i cattolici per tutti gli acattolici; tutti gli apostolati per tutte le necessità. Ma la Redenzione venne attraverso Maria: e questa è la via segnata da Dio; e dobbiamo seguirla come ha fatto Dio. Non vogliamo, non possiamo fare diversamente da quanto stabilì Dio: che tutto volle e vuole darci per Maria».

Discepola e maestra

«Formiamo Apostoli!», disse don Alberione ai rappresentanti di tutti i consacrati, «e diamo loro per sostegno, conforto e guida la Vergine SS. Regina degli Apostoli». Formare apostoli di entrambi i sessi era stato l’assillo di tutta la sua vita. Rallentato il lavoro per le costruzioni delle opere, il Fondatore intensificò quello per la "costruzione delle persone", o per la loro ricostruzione interiore, mediante una serie di scritti dedicati alla formazione "integrale". Nacquero così, fra il 1953 e il 1957, gli otto opuscoli che recentemente sono stati ripubblicati nel libro Anima e corpo per il Vangelo (2005).

Alla fine del decennio, durante l’intero anno 1959, una nuova serie di articoli, dedicati alla formazione specifica dei futuri apostoli paolini, si concluse con l’opuscolo dedicato a Maria Discepola e Maestra. È questo il coronamento e il compendio di tutto il magistero formativo di don Alberione.

In Maria, il Fondatore venerava colei che, fattasi prima "alunna" del Verbo e poi maestra dei suoi discepoli, accompagna tutta la Chiesa all’incontro col suo Figlio e l’introduce alla sua scuola. Ella è "Maestra" per l’autorità del suo magistero: come Madre del buon consiglio e Sede della sapienza, come educatrice di Gesù e maestra della Chiesa. E in tale funzione ella è il sostegno ed il modello di ogni educatore, il quale deve ispirarsi a lei per essere un degno rappresentante del Divino Maestro.

Eliseo Sgarbossa