Madre di Dio

 

N. 12 dicembre 2008

 Sacrario dello Spirito
    Sergio Gaspari

 Al primo posto
    
Battista Galvagno

Un intreccio di arte, fede e cultura
    Maurizio Bergadano

«...adesso e nell’ora ultima»
    Sebastiano Dho

Doni di Dio da rivisitare
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

Una promessa reale
  
 Jean-Paul Hernandez

«In marcia verso il mistero»

La Vergine del triplice Avvento
    
Sergio Gaspari

«Per sempre dobbiamo benedirlo»
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

Questa nostra attesa...
    Stefano De Fiores

Denuncia al Sinodo
    a cura della redazione

Compito permanente
    a cura della redazione

È il cuore della Chiesa
    
Maria Di Lorenzo

Un fiore alla Madre
    Alfonso Liccardo

Opinioni

In Libreria
    a cura di Vincenzo Vitale

Nella Famiglia Paolina
   
Eliseo Sgarbossa

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 12 dicembre 2008 - Copertina

 L’autore

 
di JACQUES PERRIER

«In marcia verso il mistero»
   

"Sul cammino dei viaggiatori dello spirito. Colloqui con Ignazia Angelini, Ulderico Bernardi, Luigi Bettazzi, Luisito Bianchi, Maria Pia Bonanate, Gaetano Bonicelli, Mario Botta, Anna Carissoni, Gino Carrara, Pietro De Luca, Pier Giacomo Grampa, Salvatore Mannuzzu, Graziano Martignoni, Milena Massari, Pierbattista Pizzaballa, Alessandro Pronzato, Carlo Sgorlon, Ersilio Tonini, Pamela Villoresi, Sandro Vitalini".
  

La prima di copertina del libro Segni di terra di Giuseppe Zois.Chi va in pellegrinaggio verso un santuario, li incontra, li vive, li respira, li interiorizza. Sono segni che non ci sfuggono. Li ritroviamo dappertutto nei luoghi dove c’è una piccola o grande presenza simbolica che ci porta a pensare ad altro, a fissare gli occhi, a riflettere. Ciascuno li osserva, attento o distratto, camminando o sostando; chiacchierando o pregando, nel silenzio o fra i rumori che la natura dispensa a chi la cerca. Occorre soltanto lasciarsi alle spalle la quotidianità che ci avvolge e ci indurisce, perché oggi dobbiamo fare tutto di corsa e non è possibile quasi a nessuno fermarsi, quando invece sarebbe salutare rallentare il passo e alzare lo sguardo, per ammirare il cielo, osservare sole, luna e stelle e poi il fuoco e l’acqua, con la brezza che ci accarezza il viso mentre camminiamo.

Ci sono tanti modi e percorsi per andare in un luogo dell’anima che è, però, prima ancora un territorio dell’uomo: ma passiamo in mezzo ai segni. Siamo camminatori di segni, bisognosi prima o poi di riprenderceli e l’itinerario verso una chiesa può essere un lieto risveglio.

La terra ha molti sinonimi: la sentiamo chiamare mondo, pianeta, globo. E l’aggettivo globale si accompagna spesso all’idea della modernità. Ma la terra per noi è quell’elemento su cui tutti gli esseri viventi nascono, confluiscono, vivono emozioni e sentimenti, paure e angosce. La terra su cui fatichiamo ogni giorno e dove la vita ci ferisce. Chissà, alla fine, se è la vita o la morte che scontiamo vivendo.

La terra, questa terra, comunque, è qualcosa di magico, di grandioso, di unico. La nostra terra è subbuglio infinito di microbi, di attimi, di luci e di suoni, di speranze e disperazioni. È tutto, è gioia e dolore, è vita e morte contemporaneamente. È una mirabile sintesi perché contiene tutto, anche la fantasia, il pensiero, la felicità alla quale non ci stanchiamo di tendere.

Mons. Loris Capovilla, già arcivescovo di Chieti e Vasto e delegato pontificio per il Santuario lauretano, fu segretario particolare di Giovanni XXIII.
Mons. Loris Capovilla, già arcivescovo di Chieti e Vasto e delegato pontificio per il Santuario lauretano,
fu segretario particolare di Giovanni XXIII (foto G. Giuliani).

Forse non ci abbiamo mai fatto caso, ma le previsioni del tempo esercitano un’influenza straordinaria sugli uomini. Psicologicamente al mattino proviamo tutti il respiro dell’alto e forse amiamo Dio anche con maggiore intensità perché c’è il sereno del giorno che si apre: e sarà nuovo, inedito e irripetibile. Fra i segni, tutti quanti siamo in marcia verso il mistero: è l’umanità, l’individuo e il popolo che si spostano e sognano passando tra i segni, nel palinsesto naturale e spirituale dei colori e delle sensazioni. I segni sono innumerevoli: qui ce n’è un ventaglio che abbiamo davanti agli occhi e nel cuore nel comune cammino verso i santuari, ma ancor più alla scoperta di noi stessi. Segni per aprire o allargare un orizzonte alla vita; segni nel cuore dell’uomo. Segni sempre preziosi verso un incontro.

Giuseppe Zois
(da: G.Z., Segni di terra, San Paolo 2008, pp. 230, € 14,00.
Prefazione di mons. Loris Capovilla).
  

Giuseppe Zois è autore di cinquanta libri nei quali ha viaggiato e continua a camminare affrontando i segni dei tempi, fatiche e attese, sconforti e speranze, sogni e conquiste. Ha raccontato storie di donne e uomini impegnati a costruire o a rammendare la dignità ferita del vivere, inoltrandosi fra moderni labirinti e nebbie, da Abele che si buca alle solitudini dei nonni e non solo loro. Su tutto, sempre, una volontà: la speranza è un "però" che aiuta ad andare avanti. Questo è il terreno in cui sono cresciute le testimonianze e le pagine dei suoi libri.