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N. 12 dicembre 2008
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Congregazione
per l’educazione cattolica
a cura della redazione Compito
permanente Vent’anni fa, il Dicastero della Santa Sede
pubblicava la lettera La Vergine Maria nella formazione intellettuale
e spirituale. Presentiamo la parte centrale del documento, di
sorprendente attualità. «Considerata l’importanza della figura della Vergine nella storia della salvezza e nella vita del popolo di Dio, e dopo le indicazioni del Vaticano II e dei Sommi Pontefici, sarebbe impensabile che oggi l’insegnamento della mariologia fosse trascurato: occorre pertanto dare ad esso il giusto posto nei seminari e nelle facoltà teologiche. Tale insegnamento, consistente in una "trattazione sistematica", sarà: a) organico (...), b) completo (...), c) rispondente ai vari tipi di istituzione (...). Un insegnamento così impartito eviterà presentazioni unilaterali della figura e della missione di Maria, a detrimento della visione d’insieme del suo mistero, e costituirà uno stimolo per ricerche approfondite – attraverso seminari e l’elaborazione di tesi di licenza e di laurea – sulle fonti della Rivelazione e sui documenti del Magistero. Inoltre i vari docenti, in una corretta e feconda visione interdisciplinare, potranno utilmente rilevare nello svolgimento del loro insegnamento gli eventuali riferimenti alla Vergine.
Il servizio della mariologia alla pastorale e alla pietà mariana. Come ogni disciplina teologica, anche la mariologia offre un prezioso contributo alla pastorale. A questo proposito la Marialis cultus sottolinea che "la pietà verso la beata Vergine, subordinatamente alla pietà verso il divin Salvatore ed in connessione con essa, ha un grande valore pastorale e costituisce una forza innovatrice del costume cristiano". Inoltre, essa è chiamata a dare il suo apporto nel vasto campo dell’evangelizzazione. La ricerca e l’insegnamento della mariologia, ed il suo servizio alla pastorale, tendono alla promozione di un’autentica pietà mariana, che deve caratterizzare la vita di ogni cristiano e particolarmente di coloro che si dedicano agli studi teologici e si preparano al sacerdozio. La Congregazione per l’educazione cattolica intende attirare in special modo l’attenzione degli educatori dei seminari sulla necessità di suscitare un’autentica pietà mariana nei seminaristi, in coloro cioè che saranno un giorno i principali operatori della pastorale della Chiesa. Il Vaticano II, allorché tratta della necessità per i seminaristi di un’approfondita vita spirituale, raccomanda che essi "con fiducia filiale amino e venerino la beatissima Vergine Maria che fu data come madre da Gesù Cristo, morente in croce, al suo discepolo". Da parte sua la Congregazione, in conformità con il pensiero del Concilio, ha più volte sottolineato il valore della pietà mariana nella formazione degli alunni del seminario:
Il Codice di diritto canonico, trattando della formazione dei candidati al sacerdozio, raccomanda il culto della beata Vergine Maria, alimentato da quegli esercizi di pietà con cui gli alunni acquistano lo spirito di preghiera e consolidano la vocazione». A cura della redazione
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