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N. 12 dicembre 2008
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Testimonianze
di ALFONSO LICCARDO Un fiore
alla Madre «Cara Madonnina, siamo una famiglia tua!». «In
quel giorno (11 febbraio), nel tardo pomeriggio, tornavo a casa dal
lavoro con un rammarico...». Come noto, lo scorso 11 febbraio ricorreva il 150° anniversario delle apparizioni della nostra Madre a Bernadette a Lourdes. In quel giorno, nel tardo pomeriggio, tornavo a casa dal lavoro con il rammarico di non essere riuscito a celebrare adeguatamente la solennità e di aver lasciato correre questo evento senza festeggiarlo in alcun modo. In serata, rimasto solo con i miei due figli (di anni 6 e 3), poiché mia moglie era impegnata per catechesi in parrocchia, mi preparavo a seguire in tv lo speciale Porta a Porta, dedicato all’evento, trasmesso da Rai 1 e condotto da Bruno Vespa. Cominciata la trasmissione, al vedere le immagini in diretta dal Santuario francese, mi nasceva nel cuore una deliziosa inquietudine: c’era ancora tempo per porgere i miei auguri alla Madre.
Guardavo la tv e ragionavo su come ancora potevo onorare la Vergine e festeggiare con lei l’evento. Cresceva in me, frenetico, il desiderio di dedicare la serata a lei; percepivo che essa mi chiamava, ma non riuscivo a discernere il modo più idoneo per porgerle il mio fiore di auguri. Pensavo e ragionavo, finché improvvisa un’idea: Internet! Mi sovveniva in mente, infatti, che su un sito dedicato a Lourdes vengono trasmesse in diretta le immagini dalla grotta e dal Santuario. La mia frenesia trovava il suo canale di sfogo: accendevo il computer e mi collegavo in rete; finalmente mi trovavo dinanzi alla grotta di Lourdes e le immagini trasmesse mostravano folle di pellegrini in processione ivi innanzi. Mi ponevo idealmente anch’io in processione, ma, trovato il modo di presentarmi dinanzi a lei, non sapevo ancora cosa offrirle, come potevo porgerle un augurio che le fosse gradito. Nel cuore nasceva allora un pensiero: il migliore augurio era quello di offrirle me stesso, consentirle di operare nella mia vita come volesse. La deliziosa frenesia trovava, dunque, la sua ragione ed il suo fine: chiamavo i miei figli e li sedevo ciascuno su una mia gamba, e tutti e tre insieme ci ponevamo dinanzi al computer. Raccontavo loro, molto in breve e con semplicità, la storia delle apparizioni di Lourdes, spiegando che ci trovavamo dinanzi alla grotta della Madonna e che in quel giorno ricorreva la sua festa; li coinvolgevo nel mio desiderio di porgerle gli auguri e proponevo: quale migliore dono potevamo offrirle se non quello di consacrarci a lei?
Ed allora, tutti entusiasti, prima io e poi loro, le dicevamo: «Cara Madonnina, siamo una famiglia tua!». Recitavamo, infine, una Ave Maria per tutte le intenzioni della Madre e del Papa e poi i bambini, contenti, tornavano ai loro giochi. Io, felice, e finalmente acquietato, tornavo dinanzi alla tv per continuare a seguire la trasmissione, mentre il mio cuore continuava a cantare le lodi della più tenera delle madri. Ella, artefice di ogni grazia, mi aveva invitato alla sua festa ed io le avevo portato il mio dono! Alfonso Liccardo
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