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N. 1 gennaio 2009
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di BRUNO PODESTÀ, diacono Opinioni La Parola:
«Maria è madre della
Chiesa e dell’unità della Chiesa perché intercede instancabilmente
per noi presso suo Figlio» (card. Walter Kasper). QUESTA BUONA MADRE... L’opera di salvezza voluta dal Padre e compiuta dal Figlio è una "gestazione" che si compie per opera dello Spirito Santo nel grembo dell’amore materno di Maria. Sant’Agostino dice che «in questo mondo tutti i predestinati sono racchiusi nel seno di Maria, e vengono alla luce solo quando questa buona Madre li genera alla vita eterna». «Maria – dice ancora il santo Dottore – è lo stampo vivente di Dio dove l’uomo può in modo vero e vitale essere formato in Dio, per quanto ne è capace la natura umana per la grazia di Gesù Cristo». Anche san Luigi Maria de Montfort è molto categorico nell’affermare che se «il Padre... ha dato il suo Figlio per mezzo di Maria, non riceve figli che per mezzo di lei e non comunica le sue grazie che per mezzo di lei».
Il Vaticano II afferma che «Maria è madre nostra nell’ordine della grazia e coopera (con lo Spirito Santo) alla rigenerazione e formazione dei fedeli con amore di madre. E questa maternità di Maria nell’economia della grazia perdura fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti». È in questo ruolo materno che Maria compie la sua opera di corredentrice e la sua mediazione universale nell’applicazione delle grazie per ogni essere umano. Dove lo Spirito Santo è presente ed opera, Maria opera in comunione con lui. Infiammata da questo amore potente di Dio, di cui è tutta pervasa, essa implora, procura la grazia della salvezza per tutti, conforme al volere del suo divin Sposo e secondo la disponibilità di ciascuno ad aprirsi alle ispirazioni dello Spirito e alla sua opera di santificazione.
Siamo templi dello Spirito Santo. Quantunque siano molte le anime sante, che hanno avuto l’esperienza di vivere in comunione con lo spirito di Maria, tuttavia, ordinariamente, essa svolge il suo ruolo materno nell’universo delle nostre anime in comunione con il suo divin Sposo, nel nascondimento più assoluto. Maria non vuole essere preminente in noi, né vuole prendere il posto dello Spirito Santo, come ci viene rimproverato dai fratelli separati, i quali asseriscono che il ruolo materno di Maria a lei affidato dalla Chiesa usurpa l’opera dello Spirito Santo in noi. «Siamo templi dello Spirito Santo e non di Maria», ha detto il cardinale Leo Joseph Suenens, per dissipare incertezze ed esagerazioni a questo riguardo.
Maria continua ad essere l’umile e nascosta ancella del Signore, come lo fu durante la sua vita terrena. L’ansia del suo amore materno è veder concepito e formato in noi il suo divin Figlio per opera dello Spirito Santo, affinché sia Cristo a vivere in noi, per la compiacenza dell’eterno Padre. Questo è il compimento perfetto della redenzione del cristiano voluta dal Padre, meritata da Cristo, e portata a compimento dallo Spirito Santo in comunione d’amore con la sua Sposa immacolata. Diacono Bruno Podestà, |
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