![]() |
|
|
|
N. 1 gennaio 2009
|
Santuari mariani nel mondo - Messico
- I più importanti santuari mariani della Nazione
a cura di BRUNO SIMONETTO Un culto declinato in
modi vari Che l’evangelizzazione delle Americhe sia stata di tipo mariologico piuttosto che cristologico è un’opinione largamente accettata dagli storici di settore. Questa specificità del processo di conversione delle popolazioni indigene è dovuta a fattori molteplici: in generale, si può accennare al radicamento del culto mariano nella Spagna dell’età della Conquista – e di conseguenza alla sua trasposizione nella Nuova Spagna – e alla relativa facilità con cui la figura della Vergine si prestava a incorporare alcuni elementi dei sistemi religiosi dei popoli amerindi.
In Spagna La devozione mariana nella Penisola iberica è ampiamente documentata già sotto i visigoti; con l’invasione islamica essa subì un vistoso eclissamento, senza per questo scomparire del tutto, dato che anche i conquistatori, attenendosi ad alcune sure coraniche, non si opponevano alla venerazione della madre del "gran nabì" Gesù, benché non ne consentissero la raffigurazione; nel periodo della Reconquista il culto mariano fu ripreso con grande vigore e la Vergine venne assunta a patrona e sodale dell’esercito cristiano. Conclusa la "guerra santa" contro i mori, i primi conquistatori del nuovo Mondo, nell’intraprendere la traversata dell’oceano, usavano affidare le sorti della spedizione alla Vergine e portavano con sé sue immagini a scopo protettivo; a molte località colonizzate, poi, furono attribuite denominazioni in suo onore; gli stessi istituti missionari sostennero la devozione mariana, senza che ci fosse motivo, in linea di principio, di opporsi alla sua diffusione. 1519 Quanto alle popolazioni indigene, i loro erano sistemi religiosi "aperti", storicamente definitisi attraverso successive sovrapposizioni e inclusioni di credenze e pratiche, cosicché l’accettazione di nuove divinità e dei culti ad esse connessi non poteva costituire un problema. Agli occhi degli indios messicani l’arrivo degli spagnoli (nel 1519) avrebbe persino realizzato – a quanto affermava Cortés nelle sue Cartas de Relación –il compimento di un’antica profezia che preconizzava il ritorno del "vero signore" della loro terra, Quetzalcóatl (Ce Acatl, il re-sacerdote di Tula che, secondo una versione del mito, era stato sconfitto dal rivale Tezcatlipoca e si era allontanato verso Oriente promettendo di fare ritorno in un futuro imprecisato). Si aggiunga che la figura della Vergine, per le sue caratteristiche di madre e dispensatrice di protezione, poteva agevolmente essere associata a quella di altre divinità della religiosità tradizionale, quasi ne fosse una forma diversa piuttosto che sostitutiva.
Studi etnografici su specifiche comunità e resoconti generali sul carattere e la cultura nazionale messicana contemporanea evidenziano il ruolo primario della Vergine in moltissime manifestazioni della religione, della letteratura e dell’arte popolare. Il più appariscente segno della devozione mariana è la frequenza con cui da sempre le persone portano nomi in suo onore: María (come nome singolo o nei composti) è il più comune nome di Battesimo delle donne messicane, come pure assai diffusi sono Asunción, Belén, Concepción, Consuelo, Dolores, Esperanza, Estrella, Guadalupe, Lourdes, Luz, Mercedes, Paz, Rosario, Salud, Soledad, Virginia; tutti nomi correlati in qualche modo alla Vergine. Molti sono anche gli uomini che si chiamano José María (con il diminutivo "Chema"), e anche Guadalupe non è un nome maschile inconsueto. Sessanta date A un altro livello, lo svolgimento dell’anno liturgico messicano è letteralmente connesso con la venerazione della Vergine in tutte le sue manifestazioni, dall’Avvento alla Presentazione. Le sono dedicate oltre sessanta date del calendario, di gran lunga più di qualsiasi altro santo. Nonostante non esista una specifica località in cui si festeggino tutte le ricorrenze mariane, non è inusuale che una persona prenda parte a numerose celebrazioni in onore della Vergine, sia che si tratti di eventi locali o regionali, sia che avvengano in posti lontani, tali da richiedere impegnativi pellegrinaggi. In generale, comunque, le feste mariane più significative si tengono nelle regioni centrali e meridionali. Un quadro sinottico di tali celebrazioni suddivise per Stato ne mostrerebbe la notevole gamma e la diversa frequenza. Può sorprendere quanti sono inclini a credere che la devozione mariana sia una peculiarità della religione popolare e indigena constatare che nel Distretto federale (e in altre aree urbane dove sono ubicate le maggiori cattedrali e basiliche del Paese), si tengono numerose e importanti celebrazioni. Il culto mariano, infatti, non è prerogativa di singole componenti della popolazione messicana, ma coinvolge trasversalmente tutti i cittadini, la cui vita quotidiana è spesso segnata, in ambito pubblico o privato, dalla presenza simbolica della Vergine.
1 Nostra Signora di Guadalupe, madre delle AmericheIniziamo, dunque, dai santuari mariani del Messico, il grande Paese dell’America Latina che, con un’estensione di circa 2.000 km² e una popolazione di quasi 110 milioni di abitanti (dei quali il 70% circa professa la religione cattolica), si può ben considerare una "roccaforte" di devozione mariana; non fosse altro che per il notissimo Santuario della Madonna di Guadalupe, visitato ogni anno da non meno di 20 milioni di persone. Oltre a questo Santuario, ve ne sono molti altri dove si recano in pellegrinaggio numerosi fedeli messicani e stranieri. In Messico, infatti, il culto della Vergine si declina in modi assai vari. Ciascuna comunità ha una propria Madonna di riferimento, a cui si trova legata per una qualche ragione identitaria: ecco allora la Vergine di Zapopán a Guadalajara, Nostra Signora della salute a Pátzcuaro, Nostra Signora della luce a León, Nostra Signora della solitudine in Oaxaca, Nostra Signora di Ocotlán in Tlaxcala, Nostra Signora dei laghi in Jalisco, Nostra Signora di Talpa, ecc. C’è comunque sempre una comune devozione per la Vergine di Guadalupe, che ha acquisito un fondamentale ruolo nazionale, al pari – per suggerire che il fenomeno guadalupano non è isolato, ma rispecchia una tendenza continentale – dell’Aparecida in Brasile, di Nostra Signora di Caacupé in Paraguay, della Vergine di Copacabana in Bolivia, e così via. Il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe – vero cuore mariano del Messico – è il più frequentato e amato di tutto il Centro e Sud America. Pellegrini di ogni razza e d’ogni condizione vi giungono anche dai centri più lontani dopo ore o, più spesso, giorni di cammino e di preghiera. "Virgen Morena" L’apparizione, nel XVI secolo, della Virgen Morena all’indio Juan Diego è un evento che ha lasciato un solco profondo nella religiosità e nella cultura messicana. La nuova Basilica-Santuario di Nostra Signora di Guadalupe, ove attualmente si conserva l'immagine miracolosa, è stata inaugurata nel 1976. Tre anni dopo è stata visitata da Giovanni Paolo II, che dal balcone della facciata su cui sono scritte in caratteri d’oro le parole della Madonna a Juan Diego: «No estoy yo aquí que soy tu Madre? – Non sono forse tua Madre, io che sto qui?», ha salutato le molte migliaia di messicani giunti al Tepeyac. Con lo sbarco degli spagnoli nelle terre del continente latino-americano aveva avuto inizio la lunga agonia di un popolo che aveva raggiunto un altissimo grado di progresso sociale e religioso. Il 13 agosto 1521 segnò il tramonto di questa civiltà. Tenochtitlan, la superba capitale del mondo atzeco, fu saccheggiata e distrutta. L’immane tragedia che ha accompagnato la conquista del Messico da parte degli spagnoli sancisce per un verso la completa caduta del regno degli aztechi e per l’altro l’affacciarsi di una nuova cultura e civiltà originata dalla mescolanza tra vincitori e vinti. È in questo contesto che, dieci anni dopo, cioè la mattina del 9 dicembre 1531, va collocata l’apparizione della Madonna a un povero indio di nome Juan Diego, nei pressi di Città del Messico. Una meticcia La dolce Signora che si manifestò sul Tepeyac non vi apparve come una straniera. Ella infatti si presenta come una meticcia o morenita, indossa una tunica con dei fiocchi neri all’altezza del ventre, che nella cultura india denotavano le donne incinte. L’attenzione si concentra tutta sulla straordinaria e bellissima icona guadalupana, rimasta inspiegabilmente intatta nonostante il trascorrere dei secoli: questa immagine, che non è una pittura né un disegno, e non è fatta da mani umane, suscita la devozione dei fedeli di ogni parte del mondo e pone non pochi interrogativi alla scienza, un po’ come succede ormai da anni col mistero della Sindone. 13 persone... La scoperta più sconvolgente al riguardo è quella fatta, con l’aiuto di sofisticate apparecchiature elettroniche, da una commissione di scienziati, che ha evidenziato la presenza di un gruppo di 13 persone riflesse nelle pupille della Vergine: sarebbero lo stesso Juan Diego, con il Vescovo e altri ignoti personaggi, presenti quel giorno al prodigioso evento in casa del presule. Un vero rompicapo per gli studiosi, un fenomeno scientificamente inspiegabile, che rivela l’origine miracolosa dell’immagine e comunica ancora oggi al mondo intero un grande messaggio di speranza. Nostra Signora di Guadalupe, che appare a Juan Diego in piedi, vestita di sole, non solo gli annuncia che è nostra madre spirituale, ma lo invita ad aprire il proprio cuore al figlio suo Gesù. È davvero straordinaria la storia della devozione alla Madonna di Guadalupe, all’espansione e alla consacrazione ufficiale del suo culto da parte di vescovi e di papi nel corso dei secoli, fino al 12 ottobre 1960, quando Giovanni XXIII indice un nuovo Anno mariano guadalupano e proclama la Madonna di Guadalupe "Madre delle Americhe"; e fino al 12 ottobre 1976 quando viene consacrata, accanto all’originario Santuario del 1709, ormai insufficiente a contenere tutti i fedeli che vi affluiscono in occasione delle festività mariane, una nuova basilica, in cui viene solennemente traslata l’immagine miracolosa. In questa Basilica, il 27 gennaio 1979, Giovanni Paolo II – pellegrino in Messico in occasione della III Conferenza generale dell’Episcopato latino-americano a Puebla de los Angeles – consacra a Maria, davanti all’immagine della Guadalupana, il popolo di Dio e la Chiesa del Messico e di tutto il continente americano. E lo stesso Giovanni Paolo II, nel suo secondo viaggio apostolico in Messico del 1990, qui proclama Beato Juan Diego; e durante l’ultimo pellegrinaggio del 2002 in questa terra, consacra per i secoli la santità del piccolo-grande indio veggente di Maria. b.s. I più noti "luoghi" dedicati alla Madre della misericordia Tra
gli innumerevoli altri santuari e "luoghi di culto mariano"
del Messico ricordiamo qui di seguito (per ragione di spazio) soltanto i
tre seguenti: il Santuario della Madonna di Zapopán a
Guadalajara, di Nostra Signora di San Juan de los lagos e diNostra
Signora di Talpa.
1 - Madonna di Zapopán – Guadalajara, Jalisco Zapopán, 2 milioni di abitanti, è uno dei quattro Comuni che costituiscono la città di Guadalajara, nello Stato di Jalisco. La Basílica di Zapopán, costruita nel 1730, custodisce la statuetta di Nuestra Señora de Zapopán ed è meta continua di pellegrinaggi provenienti da tutto il mondo. È considerata un gioiello d’arte, per la sua architettura plateresca e per la celebre immagine della Vergine, fatta con pasta di mais da artigiani michoacani. Realizzata in un’altra parte del Messico, in origine raffigurava la Madonna di Guadalupe; e fu qui portata a metà del sec. XVI da un missionario francescano. La festa di Nuestra Señora de Zapopán è fissata al 12 ottobre; e durante quelle che appunto si denominano "Fiestas de Octubre" in onore della Vergine, la statuetta viene portata processionalmente a Zapopán partendo dalla Cattedrale di Guadalajara su un’automobile nuova, che viene trainata con delle funi senza mai accenderne il motore, quasi a garantirne l’uso riservato all’accompagnamento della Vergine "in perpetuo". Bisogna avere tutta la fantasia del folklore messicano per capire bene con quanta solennità la festa è celebrata. Il rito inizia all’alba. Un gruppo di non meno di 400 "danzatori" si raduna nella Cattedrale di Guadalajara per pregare e cantare, insieme ad altri innumerevoli fedeli (si dice: fino a tre milioni!), tutti parimenti desiderosi di partecipare o almeno di assistere alle danze. I ballerini escono dall’edificio sacro camminando all’indietro, come è tradizione, e poi cominciano a danzare tutti insieme, o a gruppi di due o tre persone, eseguendo vari tipi di movenze. Si balla e si cammina in processione per quattro ore, in un percorso di sei chilometri. I festeggiamenti continuano per tutto il pomeriggio e riprendono l’indomani.
Così, fede e devozione, folklore e gioia di vivere, segnano la
caratteristica devozione mariana popolare dei messicani.
2 - San Juan de los lagos – Jalisco La Virgen de la Conceptión de San Juan de los lagos attira ogni anno innumerevoli visitatori da tutto il mondo. La storia del Santuario inizia nel 1542, quando Michele da Bologna, sacerdote spagnolo, trasporta nel villaggio di San Juan de los lagos (detto allora "San Juan Mezquititlan Baptist") una statua della Vergine Immacolata. Un successivo prodigioso miracolo di guarigione di una giovane india suscita un crescendo di devozione da parte di numerosi pellegrini indi, spagnoli e meticci che si è andato via via intensificando, fino a raggiungere gli attuali 6 milioni di pellegrini che ogni anno giungono al Santuario. Giovanni Paolo II, nel suo secondo viaggio apostolico in Messico del 1990, così disse fra l’altro al Regina Coeli dell’8 maggio: «…ho voluto venire in pellegrinaggio fino al Santuario di Nostra Signora di San Juan de los lagos per venerare la Vergine Maria che qui, come a Guadalupe, ha accompagnato i primi frutti dell’evangelizzazione in terra messicana. Il grandissimo fervore dei pellegrini che giungono a lei, soprattutto dallo Stato di Jalisco, prova l’affetto filiale che tutti hanno per la Vergine, venerata qui nella sua immagine fin dal XVI secolo, e che ha reso il Santuario di San Juan de los lagos uno dei centri di pietà mariana più importanti di tutta la Nazione. L’immagine di Nostra Signora di San Juan de los lagos ha l’incanto delle cose semplici, come semplice fu la vita della Vergine di Nazaret. Un’immagine fatta con materiali umili dagli artigiani di queste terre, ma cesellata con immenso amore e frutto di luminosa fede; e che allo stesso tempo possiede il mistero della grandezza propria della Vergine, in cui Dio operò meraviglie, dalla sua Immacolata Concezione fino alla sua gloriosa Assunzione al Cielo. Siamo dinanzi a un’immagine che potremmo definire "risorta", perché fu riscattata dopo un periodo di oblio e restaurata per la gioia e la consolazione dei figli di questi luoghi. Allo stesso tempo, è quasi una immagine "risuscitatrice", poiché la tradizione attribuisce al suo potere miracoloso il portento di aver fatto tornare alla vita una bambina del popolo».
3 - Nuestra Señora de Talpa – Talpa de Allende, Jalisco Talpa de Allende, o La perla escondida come la chiamano alcuni, si trova a circa 190 km dalla città di Guadalajara nel mezzo della Sierra Madre occidentale ed è meta di uno dei pellegrinaggi più importanti dello Stato di Jalisco, ma anche del Messico in generale, e persino degli emigranti negli Stati Uniti. Le sue vecchie costruzioni, le case con le tegole rosse, i portoni grandi e accoglienti, i suoi balconi, il monumento di Cristo Re e la imponente Basilica con le alte torri che si stagliano nel cielo blu della valle: questa è Talpa, meravigliosa cittadina dove si venera una delle immagini della Vergine Maria considerata tra le più, diciamo così, "miracolose" di tutto il Messico: Nostra Signora del rosario, meglio conosciuta come la Vergine di Talpa. L’origine dell’immagine della Vergine miracolosa è probabilmente da porsi nel secolo XVI, anche se nessun documento lascia conoscere il nome dell’autore della scultura. Probabilmente, la prima versione fu intagliata utilizzando canna di mais e lo scultore potrebbe essere stato un indio purepecha che seppe dare alla piccola immagine la grazia e la delicatezza di un viso di "angelica bellezza" ispirato dal suo amore per la Santissima Vergine: stiamo parlando di una scultura grezza di appena 38 cm, realizzata da un anonimo indigeno con materiale povero ed estremamente deperibile; eppure l’immagine si conserva sempre nuova, splendente e senza i segni indelebili del tempo. Bruno Simonetto, ssp Cartina topo-geografica dei santuari del Messico
|
|