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N. 6 giugno 2009
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Celebrando
il Signore lodiamo Maria
di SERGIO GASPARI, smm «Fate quello
che vi ha detto!» 20 giugno: Cuore immacolato. È
"memoria" della consacrazione alla Madre degli uomini, che «riverbera
in sé i massimi dati della fede». Sabato 20 giugno la Chiesa cattolilca celebra la memoria del Cuore immacolato della B.V.M., che ricorda la consacrazione alla Vergine del mondo, delle nazioni e delle singole persone, quale espressione rituale e devota della mirabile e invincibile alleanza tra la Madre e i suoi figli. Entrata intimamente nella storia della salvezza, la Vergine riunisce nel suo Cuore e riverbera in sé i massimi dati della fede (cf LG 65). Archivio vivente ed eco limpida delle parole del Figlio, ella è venerata come la custode di una triplice garanzia: della retta fede, del retto culto e del retto comportamento morale. Se fin dall’antichità non sono mancati autori che, commentando le Sacre Scritture, hanno posto in risalto il cuore della Madre di Gesù, sacrario in cui «conservava tutte le parole e gli avvenimenti del suo Figlio» (cf Lc 2,19.51), il promotore del culto al cuore di Maria fu san Giovanni Eudes (+1680), primo apostolo della devozione ai Sacri Cuori di Gesù e della Madre. Come per nove mesi il cuore di Maria ha ritmato il palpito del suo Figlio, così il suo cuore di Madre palpita nel corpo mistico di Cristo. Il suo cuore, memore dei misteri di Cristo, è come una dimora sacra in cui risuona soave e gradita la voce della Madre che richiama i figli alla fedeltà degli insegnamenti del Figlio, ripetendo loro: «Fate quello che egli vi ha detto!».
Le apparizioni di Fatima nel 1917 e quelle in Spagna, Pontevedra nel 1925 e Tuy nel 1929, hanno rilanciato nella Chiesa del XX secolo la venerazione al Cuore immacolato di Maria, che maternamente veglia sulla sorte terrena dei suoi figli. Il messaggio di Fatima Il 13 giugno 1917 nella seconda apparizione la Vergine confida a Lucia: «Gesù vuol servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore immacolato. A chi l’accetta, io prometterò la salvezza, e queste anime saranno amate da Dio, come fiori collocati da me per ornare il suo trono». Dopo la visione dell’inferno, il 13 luglio, la Signora del cielo dice ancora: per salvare le anime «Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore immacolato»; poi aggiunge: per impedire i castighi di Dio sull’umanità per i suoi crimini, «verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore immacolato... Finalmente il mio Cuore immacolato trionferà... Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace». Nel 1929 a Tuy la Vergine dichiara a Lucia: «È arrivato il momento in cui il Signore domanda che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore immacolato, promettendo di salvarla per questo mezzo».
Consacrazione del mondo e delle nazioni al Cuore immacolato di Maria. Aderendo alla supplica dell’Episcopato portoghese e alla lettera di suor Lucia, che chiedeva la consacrazione al Cuore immacolato della Vergine, durante la seconda guerra mondiale, Pio XII consacrò il mondo al Cuore immacolato di Maria il 31 ottobre 1942, 25mo delle apparizioni del 1917. Pio XII ha poi consacrato la Russia alla Madonna nel 1952 e la Spagna nel 1954. Sotto il suo pontificato si è avuta la consacrazione di intere nazioni, come il Venezuela nel 1952. Nel 1959, un anno dopo la morte di Pio XII (1958), si consacrarono l’Italia e gli Stati Uniti d’America. Festa del Cuore immacolato di Maria e rinnovazione della consacrazione. Perché non cadesse il ricordo della consacrazione del mondo (1942), Pio XII il 4 marzo 1944 estese alla Chiesa universale la festa del Cuore immacolato di Maria, assegnandola al 22 agosto, ottava dell’Assunta. Memoria oggi celebrata il giorno successivo al Sacro Cuore di Gesù e obbligatoria dal 1996. La consacrazione del mondo fu rinnovata da Paolo VI il 21 novembre 1964, a chiusura della III sessione del Vaticano II. Nell’esortazione apostolica Signum magnum (13 maggio 1967) – 50mo delle apparizioni di Fatima – Paolo VI ricordava: «Poiché in questo anno si ricorda il XXV anniversario della solenne consacrazione della Chiesa e del genere umano a Maria, madre di Dio, e al suo Cuore immacolato, fatta dal nostro predecessore di s.m. Pio XII, il 31 ottobre 1942, in occasione del radiomessaggio alla Nazione portoghese – consacrazione che noi stessi abbiamo rinnovato il 21 novembre 1964 – esortiamo tutti i figli della Chiesa a rinnovare personalmente la propria consacrazione al Cuore immacolato della Madre della Chiesa, e a vivere questo nobilissimo atto di culto con una vita sempre più conforme alla divina volontà, in uno spirito di filiale servizio e di devota imitazione della loro celeste Regina» (n. 26).
13.5.1982: "Atto di affidamento" La medesima consacrazione è stata rinnovata da Giovanni Paolo II il 7.6.1981 e l’8.12.1981. Poi il 13 maggio 1982 a Fatima Giovanni Paolo II ha pronunciato l’"Atto di affidamento a Maria"; quindi, con lettera dell’8 dicembre 1983, ha inviato a tutti i vescovi cattolici il testo della preghiera da lui stesso composta, invitandoli a ripetere con lui il gesto della consacrazione/affidamento nella solennità dell’Annunciazione, il 24 o 25 marzo 1984. Nel 1984 ricorreva pure il 25mo della consacrazione dell’Italia. Difatti il 30.1.1984 il Presidente della Conferenza episcopale italiana trasmise ai vescovi italiani, con lettera, l’invito del Pontefice e il predetto "Atto di affidamento". Nel 1987 Giovanni Paolo II, seguendo la spiritualità mariana di san Luigi Maria de Montfort (+1716), proponeva a tutti i cristiani «la consacrazione a Cristo per le mani di Maria, come mezzo efficace per vivere fedelmente gli impegni battesimali» (Redemptoris Mater = RM 48). Nel 1988, anno mariano, il Pontefice esortava i consacrati ad un atto comunitario di affidamento alla Vergine come «risposta all’amore della Madre» (Lettera a tutte le persone consacrate delle comunità religiose e degli istituti secolari in occasione dell’Anno mariano n. 5, cf RM 45).
«A quella sì, curva il capo» Perché la festa del Cuore immacolato della B.V.M. e un così reiterato invito a rinnovare la consacrazione mariana? Con illuminata e profonda intuizione, rivolgendosi ai rettori dei santuari d’Italia, Paolo VI il 24.11.1976 rilevava questo orientamento spontaneo del popolo cristiano verso la Vergine: «È proprio vero che Maria, come occupa un posto privilegiato nel mistero di Cristo e della Chiesa, così è sempre presente nell’animo dei nostri fedeli e ne compenetra, nel profondo, come all’esterno, ogni espressione e manifestazione religiosa. Quanta gente, vediamo, non è molto religiosa, ma alla Madonna, a quella sì, curva il capo ed esprime una preghiera che altrimenti non sarebbe mai uscita dal cuore ed arrivata alle labbra». Vescovi, sacerdoti, pastori d’anime sono vivamente esortati a
prendere coscienza che tra la Vergine e il popolo credente regna un’innata
ed autentica solidarietà spirituale, un’intesa forse inspiegabile, ma
insopprimibile tra la Madre e i suoi figli. Non invano la tradizione
della Chiesa, in particolare il Magistero, è ben consapevole che «tutte
le volte che nella Chiesa viene instaurato un vero senso della presenza
di Maria vi è un rifiorire della vita cristiana» (C.M. Martini). J.-M. Amouriaux-P. Milcent, San Giovanni Eudes attraverso i suoi scritti, San Paolo 2001, pp. 184, H 10,33; San Giovanni Eudes, Il Cuore ammirabile della Santissima Madre di Dio, testo scaricabile da Totustuus.com. Sergio Gaspari
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