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N. 6 giugno 2009
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Alla
scuola di Maria «Ricordati, o
piissima Vergine...» «La Madre di Gesù è la madre sempre
pronta a soccorrere chi a lei ricorre» Caro lettore-pellegrino. La preghiera dell’Ave Maria è come l’eco del Padre nostro. La "Preghiera del Signore" contiene sette domande a Dio padre. Le prime tre, più teologali, ci portano verso di lui per la sua gloria. Le altre quattro presentano al Padre di misericordia le nostre miserie e le nostre attese. Così è dell’Ave Maria. Dapprima, nella parte contemplativa, diamo lode alla Vergine santa. Invochiamo, poi, l’intercessione della Madre di misericordia: di Maria, madre di Cristo e madre nostra. Ora, nella prima invocazione, «Santa Maria, madre di Dio», vogliamo riconfermare la nostra piena fiducia nell’onnipotenza supplichevole di Maria, regina dei santi e madre del Signore.
Parlando dell’indole escatologica della Chiesa peregrinante e la sua unione con la Chiesa celeste, il Concilio vaticano II afferma quanto segue: «A causa della loro più intima unione con Cristo, i beati (del cielo) rinsaldano tutta la Chiesa nella santità... Ammessi nella patria e presenti al Signore, per mezzo di lui, con lui e in lui non cessano di intercedere per noi presso il Padre, offrendo i meriti acquisiti in terra mediante Gesù Cristo, unico mediatore tra Dio e gli uomini... La nostra debolezza quindi è molto aiutata dalla loro fraterna sollecitudine» (LG 49). A maggior ragione, ciò vale per la Regina dei santi, nostra sorella e nostra madre. «La maternità di Maria nell’economia della grazia – afferma ancora il Concilio – perdura senza soste dal momento del consenso fedelmente prestato nell’Annunciazione e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Infatti, assunta in cielo non ha deposto questa funzione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci le grazie della salute eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata». Questa funzione subordinata di Maria la Chiesa non dubita di riconoscerla apertamente, continuamente la sperimenta e raccomanda all’amore dei fedeli, perché, sostenuti da questo materno aiuto, siano più intimamente congiunti col Mediatore e Salvatore (cf LG 62).
A sigillo dell’onnipotenza supplichevole di Maria poniamo la famosa preghiera del Memorare: «Ricordati, o piissima Vergine Maria, non essersi mai sentito al mondo che alcuno abbia ricorso al tuo patrocinio, implorato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione e sia stato abbandonato. Animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre, vergine delle vergini; a te vengo e, peccatore contrito, innanzi a te mi prostro. Non volere, Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami propizia ed esaudiscimi. Amen». Alberto Rum |
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