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N. 6 giugno 2009
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Opinioni
di BRUNO PODESTÀ, diacono Originali e inediti La Parola: MARIA MEDIATRICE DI TUTTE LE GRAZIE. Circola nella Chiesa una corrente di pensiero che vedrebbe di buon occhio la proclamazione dogmatica di Maria come corredentrice con Cristo del genere umano. È un’opinione alquanto diffusa. La partecipazione e la cooperazione di Maria all’opera della redenzione sono indiscutibili. Tuttavia, questa cooperazione con il Padre, nella sua volontà di redimere il mondo per mezzo del Figlio, per quanto altamente meritoria, non è sufficiente per dare valido fondamento a una definizione dogmatica. Bisogna prendere in considerazione l’entità del peccato per comprendere come Maria, sebbene sia stata fedele cooperatrice di Dio e abbia condiviso la vita e la passione del Figlio, non può essere considerata oggettivamente corredentrice con Cristo del genere umano.
Sant’Anselmo dice che il peccato è un’offesa infinita perché colpisce Dio, essere infinito. Perciò nessuna creatura umana poteva riparare, espiare questa offesa a Dio se non un essere umano che nello stesso tempo fosse anche divino. Solo Cristo, vero Dio e vero uomo, poteva "soddisfare" la giustizia divina ed espiare i nostri peccati. Maria, essendo semplice creatura, di per sé non poteva riparare né espiare nemmeno un peccato veniale. È per questo che san Paolo precisa, scrivendo a Timoteo, che «vi è un solo mediatore tra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, il quale diede se stesso in redenzione per tutti» (1Tm 2,5-6). E san Giovanni afferma: «Dalla pienezza di lui noi tutti (inclusa Maria) abbiamo ricevuto grazia su grazia» (1,16). Tuttavia, per questa sua cooperazione con il Padre e con Cristo, Maria ha meritato di divenire mediatrice di tutte le grazie che Cristo ha ottenuto presso il Padre per la salvezza dell’umanità. Noi siamo salvi prima di tutto per la mediazione di Cristo; secondariamente, anche per la mediazione di Maria. Per la nostra salvezza siamo debitori sia a Cristo che a Maria. In questo senso anche Maria, in maniera secondaria però, può essere chiamata corredentrice del genere umano. Dio ha voluto, per la sua fedele cooperazione, renderla meritevole della nostra salvezza per arricchirla della gloria del suo divin Figlio. Questo insegna il Magistero. Diacono Bruno Podestà,
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