Madre di Dio

 

N. 6 giugno 2009

 Ianua sacramentorum
    Sergio Gaspari

 Amore e volontà
  
 Maurizio Bevilacqua

Un semplice e grande interrogativo
    Giovanni Ciravegna

"Madre purissima..."
    Martino Canessa

«Niente è profano per chi sa vedere»
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

Verso l’elaborazione di una mariologia...
    Stefano De Fiores

Dalla Croce, la salvezza
  
 Andrea Giampietro

Un originale tocco di novità

«Fate quello che vi ha detto!»
    
Sergio Gaspari

«Ricordati, o piissima Vergine...»
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

L’intimità profonda di Dio
  
 Giuseppe Pelizza

«Puoi ciò che tu vuoli»
  
 Eliseo Sgarbossa

Unica memoria di città distrutte
    Domenico Marcucci

Una straordinaria pioniera
    
Maria Di Lorenzo

«È desiderio del Signore»
    Carlo Mafera

Opinioni

Scaffale

Nella Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 6 giugno 2009 - Copertina

 
  Opinioni

 
 di BRUNO PODESTÀ, diacono

Originali e inediti
   

La Parola:
«Veneriamo Maria. Così vuole Colui che stabilì che noi ricevessimo tutto per mezzo di Maria»
(san Bernardo).
  

MARIA MEDIATRICE DI TUTTE LE GRAZIE. Circola nella Chiesa una corrente di pensiero che vedrebbe di buon occhio la proclamazione dogmatica di Maria come corredentrice con Cristo del genere umano. È un’opinione alquanto diffusa.

La partecipazione e la cooperazione di Maria all’opera della redenzione sono indiscutibili. Tuttavia, questa cooperazione con il Padre, nella sua volontà di redimere il mondo per mezzo del Figlio, per quanto altamente meritoria, non è sufficiente per dare valido fondamento a una definizione dogmatica. Bisogna prendere in considerazione l’entità del peccato per comprendere come Maria, sebbene sia stata fedele cooperatrice di Dio e abbia condiviso la vita e la passione del Figlio, non può essere considerata oggettivamente corredentrice con Cristo del genere umano.

La chiesa tratturale Madonna delle grazie, risalente al 1500, di Navelli (L'Aquila).
La chiesa tratturale Madonna delle grazie, risalente al 1500, di Navelli (L’Aquila – foto Giancarlo Giuliani).

Sant’Anselmo dice che il peccato è un’offesa infinita perché colpisce Dio, essere infinito. Perciò nessuna creatura umana poteva riparare, espiare questa offesa a Dio se non un essere umano che nello stesso tempo fosse anche divino. Solo Cristo, vero Dio e vero uomo, poteva "soddisfare" la giustizia divina ed espiare i nostri peccati. Maria, essendo semplice creatura, di per sé non poteva riparare né espiare nemmeno un peccato veniale. È per questo che san Paolo precisa, scrivendo a Timoteo, che «vi è un solo mediatore tra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, il quale diede se stesso in redenzione per tutti» (1Tm 2,5-6). E san Giovanni afferma: «Dalla pienezza di lui noi tutti (inclusa Maria) abbiamo ricevuto grazia su grazia» (1,16).

Tuttavia, per questa sua cooperazione con il Padre e con Cristo, Maria ha meritato di divenire mediatrice di tutte le grazie che Cristo ha ottenuto presso il Padre per la salvezza dell’umanità. Noi siamo salvi prima di tutto per la mediazione di Cristo; secondariamente, anche per la mediazione di Maria. Per la nostra salvezza siamo debitori sia a Cristo che a Maria. In questo senso anche Maria, in maniera secondaria però, può essere chiamata corredentrice del genere umano. Dio ha voluto, per la sua fedele cooperazione, renderla meritevole della nostra salvezza per arricchirla della gloria del suo divin Figlio.

Questo insegna il Magistero.

Diacono Bruno Podestà,
Toronto (Canada)

L'icona-ex voto che il Sultano di Costantinopoli regalò nel 1497 al cavaliere veneziano Giovanni Emo (santuario Madonna delle grazie, Udine).
L’icona-ex voto che il Sultano di Costantinopoli regalò nel 1497 al cavaliere veneziano Giovanni Emo
(santuario Madonna delle grazie, Udine – foto Giuliani).

«Non si può negare che esiste nel popolo cattolico un’attesa assai universale perché un gesto ufficiale del Magistero venga a definire il senso autentico del ruolo della Madre di Gesù nella redenzione da lui compiuta.

Ma accanto a chi desidera una prossima dichiarazione dogmatica, si manifestano da certe parti esitazioni ed anche opposizioni. Non deve sorprenderci: è successo alla vigilia di tutte le grandi definizioni. Ed è provvidenziale se dà occasione a studi e dibattiti positivi. È importante di fatto che le definizioni più solenni del Magistero siano precedute da ricerche e discussioni pluridisciplinari. Ne profitta non solo la purezza della fede, ma anche la scienza» (card. Edouard Gagnon [+2007]).

Uno studio, particolarmente equilibrato, della problematica è offerto da Stefano De Fiores in Maria. Nuovissimo dizionario 2 (Edb 2006), voce Mediatrice, alle pagg. 1081-1141.

Red.