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N. 7 luglio 2009
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La parola del Vescovo di mons. ALCESTE CATELLA, vescovo di Casale Monferrato Maria non ha fatto qualcosa per il mistero che le era offerto e rivelato, ella ha cominciato ad essere per quel mistero; ad essere una "offerta", una "disponibilità", uno "spazio". In Maria il Verbo si è incarnato e lei lo ha accolto con la totalità di se stessa: con il consenso della sua fede e con la dedizione del suo essere. Lei ci insegna a dire di sì al mistero dell’incarnazione, ci introduce alla dinamica del consenso e della disponibilità. Che cosa offre Maria? Offre se stessa nell’identità storica del suo essere. Offre il suo tempo, che diventa tempo di Gesù: dopo il suo sì, nella vita di Maria non ci sarà più un giorno che non tragga il suo senso dalla dedizione a Gesù; nessun giorno avrà più senso se non come dedizione a Gesù. È nel tempo di Maria che Gesù nasce, cresce, è esule in Egitto… E questo tempo diventa di Gesù, perché lei ha rinunciato al suo tempo personale. Noi sovente riempiamo il tempo di cose nostre, di nostre proprietà… Maria, al contrario, non è sollecita di molte cose: prima e più dell’altra Maria (quella di Betania), lei si è data a Cristo e ha scelto, quindi, la parte migliore che non le sarà tolta.
Maria offre il suo spirito; questo misterioso spirito umano dove fioriscono i pensieri, dove maturano le consapevolezze, dove si radica a poco a poco la coscienza, l’identità, la responsabilità; dove si esplicita il bisogno di libertà… Questo spirito, insomma, dove la persona umana è e diventa se stessa, con travaglio e fatica… Ebbene, questo spirito di Maria diventa di Gesù. Lei non si è occupata di Gesù, lei è occupata da Gesù; l’incarnazione opera questa "occupazione" in maniera misteriosa ed inesauribile. Vivere una vita così "espropriata" per l’iniziativa di Qualcuno che vuol diventare Figlio dell’uomo pur essendo Figlio di Dio; abbandonarsi a questa dedizione con tutta l’obbedienza della fede, crea nella vita di Maria una profonda unità interiore, che la rende capace di essere fedele. Oltre al suo tempo e al suo spirito, Maria offre a Gesù la sua carne che, così, diviene tabernacolo, ma anche via attraverso cui Gesù diventa carne. L’offerta della sua carne, in questa radicale totalità, la porta alla croce, quasi "consustanziata" nel mistero della carne crocifissa, quasi "incorporata" in quel corpo di redenzione e di salvezza! E, infine, Maria offre a Gesù le ricchezze deliziose e stupende della sua umanità così capace di diventare dono. Ed eccola rendere servizio al Figlio nella continuità delle attenzioni, nell’effusione dell’affetto, nella sollecitudine di dare a Gesù gioia… Questa ricchezza d’umanità offerta diviene, per Maria, sostanza della sua gioia e del suo patire in Cristo, condividendo tutto con lui. Ora, tutto questo è bello; ma attenzione: non è avvenuto una volta, un giorno… Tutta questa "dedizione" avviene nella continuità del quotidiano e nell’umiltà di gesti pienamente umani e terrestri. Traspaiono dal Vangelo piccoli cenni che manifestano la concretezza squisita della dedizione che non inaridisce, anzi esalta le ricchezze umane, verginali e materne di Maria… mons. Alceste Catella |
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