Madre di Dio

 

N. 7 luglio 2009

 Amori inseparabili
    Sergio Gaspari

 Anna
  
 Mariaxaveria Bertola

Il racconto di una festa di nozze
    Giovanni Ciravegna

"Madre castissima..."
    Alceste Catella

Il segreto della sua vita
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

Armonizzare pietà popolare e liturgia
    Stefano De Fiores

È presente nel dialogo ecumenico

Guida esperta e luminosa
    
Sergio Gaspari

Come in ogni focolare domestico...
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

Noi, artigiani della pace
  
 Giuseppe Pelizza

«Soccorri a la mia guerra»
  
 Eliseo Sgarbossa

«Mamma, come sei bella!»
    Teresio Oliveri

Moglie, mistica e santa
    
Maria Di Lorenzo

Una filiale confessione di fede
    a cura della Redazione

Opinioni

Scaffale

Nella Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 7 luglio 2009 - Copertina

 Studi e ricerche

 
di SALVATORE M. PERRELLA osm

L’Eucaristia e Maria
   

«Nessuno, meglio di lei, può insegnare a comprendere e vivere con fede vera e amore la Messa»
(Benedetto XVI).
 

Benedetto XVI, nel contesto della chiusura del XXIV Congresso eucaristico nazionale celebrato a Bari il 29 maggio 2005, riprende il grande tema eucaristico-mariano affrontato da Giovanni Paolo II nell’enciclica Ecclesia de Eucharistia. Soffermandosi nell’Angelus sul mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio, nato dalla Vergine, come da sempre ha fatto la tradizione teologica, ha poi connesso tale mistero a quello dell’Eucaristia, rileggendo in chiave e con finalità mariologico-esemplare l’espressione wojtyliana: «Alla scuola di Maria "donna eucaristica", come amava invocarla Giovanni Paolo II, accogliamo in noi stessi la presenza viva di Gesù, per portarlo a tutti nell’amore servizievole. Impariamo a vivere sempre in comunione con Cristo crocifisso e risorto, facendoci guidare dalla sua e nostra celeste Madre. Così, nutrita dalla Parola e dal Pane di vita, la nostra esistenza diventerà interamente eucaristica, e si farà rendimento di grazie al Padre per Cristo nello Spirito Santo».

Loreto, Agorà 2007: Benedetto XVI distribuisce la Comunione.
Loreto, Agorà 2007: Benedetto XVI distribuisce la Comunione (foto Alessia Giuliani).

«Mane nobiscum»

Papa Ratzinger, nell’Angelus di domenica 11 settembre 2005 – siamo in prossimità della solennità della Esaltazione della croce e della memoria liturgica della Beata Vergine addolorata –, rammentando che l’Eucaristia è il memoriale della Pasqua del Signore, manifestazione toccante e drammatica dell’infinita sua carità salvatrice, perpetuata nella e dalla Messa, ricorda che tale evento di sofferenza, di morte e di gloria, «non è un incidente di percorso, ma il passaggio attraverso cui Cristo è entrato nella gloria e ha riconciliato l’umanità intera, sconfiggendo ogni inimicizia. Per questo la liturgia ci invita a pregare con fiduciosa speranza: Mane nobiscum, Domine! Resta con noi, Signore!».

Nell’Ora messianica

Maria, come ci attesta l’Evangelo (cf Gv 19,25-27), è stata presente in prima persona in questo evento che ha visto il vertice della sua partecipazione oblativa.

Presso la croce del suo Figlio-Signore la "spada" dell’opposizione al Figlio da parte dei suoi contemporanei raggiunge, come preventivato, il culmine e le trafigge l’anima (cf Lc 2,34-35), venendo inserita per divina disposizione nel cuore dell’Ora messianica, dove riceve una nuova e più vasta maternità nei confronti dei discepoli del Figlio prediletto. Il mistero dell’Ora, perpetuato, celebrato e attualizzato con l’Eucaristia sacramentale, è il mistero che schiude inevitabilmente l’evento della nuova comunità dei discepoli che la vedranno, in quanto singolarmente crismata dallo Spirito del Crocifisso-Risorto, come madre, serva, testimone, icona della Chiesa, maestra di cristianesimo e modello della Chiesa nell’esercizio del culto eucaristico.

Per cui, asserisce Papa Ratzinger, «Maria, presente sul Calvario presso la croce, è ugualmente presente, con la Chiesa, in ciascuna delle nostre Celebrazioni eucaristiche (cf Ecclesia de Eucharistia 57). Per questo, nessuno meglio di lei può insegnare a comprendere e vivere con fede e amore la Messa, unendoci al sacrificio redentore di Cristo. Quando riceviamo la Comunione anche noi, come Maria e a lei uniti, ci stringiamo al legno, che Gesù col suo amore ha trasformato in strumento di salvezza, e pronunciamo il nostro "Amen", il nostro "Sì" all’Amore crocifisso e risorto».

Celebrazione eucaristica, miniatura del sec. XIV, Duomo di Pavia.
Celebrazione eucaristica, miniatura del sec. XIV, Duomo di Pavia (foto Tagliabue).

Un tema scontato?

Domenica 2 ottobre 2005, nel contesto dell’Anno dell’Eucaristia, con la preghiera dell’Angelus Papa Benedetto torna sul nostro tema chiedendosi il perché la Chiesa continua a riproporlo. «Perché questo tema? Non è forse un argomento scontato, già pienamente acquisito? In realtà la dottrina cattolica sull’Eucaristia, definita autorevolmente dal Concilio di Trento, domanda di essere recepita, vissuta e trasmessa dalla comunità in modo sempre nuovo e adeguato ai tempi. L’Eucaristia potrebbe essere considerata anche come una "lente" attraverso la quale verificare il volto e il cammino della Chiesa, che Cristo ha fondato perché ogni uomo possa conoscere l’amore di Dio e trovare in esso pienezza di vita».

Pienezza di vita, conoscenza dell’Amore, carità divina, dirà Benedetto XVI nel discorso ai partecipanti alla plenaria del Pontificio Comitato dei Congressi eucaristici internazionali, giovedì 9 novembre 2006, che hanno colmato il cuore e l’esistenza della Vergine Maria «prima e incomparabile adoratrice di Cristo eucaristico».

Su questa linea Papa Ratzinger è in sintonia dinamica col magistero del suo amato Predecessore: Maria con la sua esemplare fede e atteggiamento di fede educa e ammaestra il cristiano a eucaristizzare nell’Amore la propria dimensione liturgica ed esistenziale.

Salvatore M. Perrella

Invito all’approfondimento: J. Ratzinger (Benedetto XVI), Il Dio vicino. L’Eucaristia cuore della vita cristiana, San Paolo 2008, pp. 160, € 13,00.
  

Il sussidio

CON MARIA IN ASCOLTO DELLA PAROLA
(M. Mazzeo, Paoline 2009, pp. 145, € 6,00).
 

La prima di copertina del volume di padre Michele Mazzeo, ofm capp.«È uno strumento agile che, diviso in due parti, Maria di Nazareth "nella pienezza del tempo" è madre di Gesù e Maria di Nazareth con i discepoli alla sequela di Gesù, si prefigge di riflettere sull’identità e sulla missione di Maria, a partire dalle parole di Dio e del Figlio suo, e dai silenzi e dalle parole di Maria, dal suo agire, dal suo sforzo di comprendere, insieme con Giuseppe; di portare nella fede del popolo di Dio la luce della Parola di Dio, che Maria ha accolto e vissuto in modo unico nella storia dell’umanità, perché in lei Dio-Dabar si è fatto "carne", uomo-persona, suo Figlio.

La Chiesa, con il XII Sinodo generale dei vescovi, come Maria ha scelto di porre la Parola al centro della propria vita e missione. Da Maria, modello permanente di ascolto della Parola, vicina a Cristo e ai credenti tutti, s’impara a incentrare la propria vita sulla Parola, ma anche e soprattutto a incarnarla.

Maria sorge all’orizzonte della storia salvifica, "nella pienezza dei tempi" (Gal 4,4), come sintesi ideale dell’antico popolo di Dio ("Figlia di Sion") e come madre del Cristo, messia. A mano a mano che Cristo "sole di giustizia" (Ml 3,20) avanza come "alleanza nuova", Maria segue la traiettoria di "serva" e discepola del Signore, in un crescendo di fede fino al mistero pasquale, quando Cristo fa di sua madre la "Madre" dei suoi discepoli di tutti i tempi».

Processione dei Re Magi (cf Mt 2,1-12) a Bressanone (Bolzano), 13.1.2008.
Processione dei Re Magi (cf Mt 2,1-12) a Bressanone (Bolzano), 13.1.2008 (foto Alessia Giuliani).

«Chiunque voglia apprendere la dottrina mariana dal punto di vista biblico, non può farlo che attraverso un’esplorazione più estesa della storia della salvezza. Viceversa, chiunque voglia comprendere più a fondo la storia della salvezza, s’imbatte necessariamente nella madre del Redentore, unita con vincoli indissolubili al centro stesso della storia salvifica» (André Feuillet).

b.s.
  

Michele Mazzeo ,sacerdote cappuccino,ha conseguito il dottorato nel 1994 a Gerusalemme. Insegna spiritualità biblica neotestamentaria al pontificio ateneo Antonianum di Roma ed esegesi dei Vangeli sinottici e degli Atti degli apostoli all ’istituto teologico Pio XI di Reggio Calabria.