Madre di Dio

 

N. 7 luglio 2009

 Amori inseparabili
    Sergio Gaspari

 Anna
  
 Mariaxaveria Bertola

Il racconto di una festa di nozze
    Giovanni Ciravegna

"Madre castissima..."
    Alceste Catella

Il segreto della sua vita
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

Armonizzare pietà popolare e liturgia
    Stefano De Fiores

È presente nel dialogo ecumenico

Guida esperta e luminosa
    
Sergio Gaspari

Come in ogni focolare domestico...
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

Noi, artigiani della pace
  
 Giuseppe Pelizza

«Soccorri a la mia guerra»
  
 Eliseo Sgarbossa

«Mamma, come sei bella!»
    Teresio Oliveri

Moglie, mistica e santa
    
Maria Di Lorenzo

Una filiale confessione di fede
    a cura della Redazione

Opinioni

Scaffale

Nella Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 7 luglio 2009 - Copertina

 
 Nostra Signora del Deserto

 
di TERESIO OLIVERI

«Mamma, come sei bella!»
   

Un miracolo è all’origine del Santuario di Millesimo (Savona). La prima costruzione, una chiesetta, risale al settembre 1726.
  

In questa valle, già chiamata del Deserto nel 1500, si trovano solo boschi di castagno, unica risorsa di questo luogo fino al 1950 circa. In questi boschi erano presenti degli essiccatoi, piccole case in muratura con all’interno una grata sulla quale venivano appoggiate le castagne che si facevano seccare.

Proprio su uno di questi essiccatoi, di cui è testimonianza della reale esistenza una parte del muro interno, presente dietro l’altar maggiore, era stata dipinta, da uno sconosciuto, molto rozzamente, la Madonna con il Bambino seduta su di un trono. Questa sacra immagine, nell’andare degli anni, è stata ritoccata varie volte, modificandone anche l’aspetto. Nel 1964, grazie al professor Gabriele Cena, è stata riportata alla luce la prima immagine.

Una foto del sacro edificio ligure.
Una foto del sacro edificio ligure (foto Marcato).

Nel 1724...

Perché in un luogo così solitario è stato costruito un santuario? Nel 1724, la tradizione popolare vuole che la Madonna del Deserto abbia compiuto un importante miracolo. Per uno dei sentieri che collegano la Liguria con il basso Piemonte, camminava una donna con suo figlio cieco dalla nascita. Quella madre giungeva da Finale Ligure e doveva raggiungere la città di Ceva, dove aveva saputo che c’era un dottore che curava i ciechi. Alla sera, giunta presso la Madonna del Garbazzo o delle tre fonti, chiamata anche così perché questo luogo è ricco di acqua, e avendo trovato quell’essiccatoio dove poter dormire, si è messa a pregare davanti alla sacra effigie, forse chiedendo aiuto per il lungo cammino che doveva ancora compiere e forse per ottenere la grazia della guarigione. La mattina seguente la donna pregò ancora la Madonna del Deserto e ripartendo il figlio, che mai vide, le disse: «Mamma, come sei bella!». Ecco il grande miracolo. La donna corse verso la frazione ai piedi della valle, annunciando il fatto.

Si cominciò allora, da ogni luogo, a raggiungere la Madonna del Deserto che ha compiuto e compie ancora miracoli e grazie. Già nel 1726 si parlava di 5-6 mila persone nei giorni festivi.

Nel settembre 1726 venne dato dal Vescovo di Alba, diocesi che comprendeva la Valle del Deserto, il permesso per la costruzione della prima chiesa alla quale è stato dato il titolo di Santissimo Nome di Maria.

Nell’inverno tra il 1726 e il 1727, la chiesetta venne costruita e finita dai fedeli delle zone vicine che lavoravano instancabilmente.

L'immagine della Madonna del Deserto.
L’immagine della Madonna del Deserto (foto Marconi).

Il 22 maggio 1727, lunedì dopo Pentecoste, la chiesa venne benedetta e si celebrò la prima Messa alla quale partecipò una folla di 5.000 persone.

Nel 1796 la Rivoluzione francese danneggiò la chiesetta distruggendo ogni documento storico e incendiando quadri e altri oggetti di pietà e di valore; questo per due volte. Fortunatamente la chiesa si salvò e venne restaurata nelle parti rovinate.

Nel 1809 Pio VII, che pernottò anche a Millesimo, concesse l’indulgenza plenaria a quanti confessati e comunicati avessero pregato per le sue intenzioni.

Un tempio più grande

Per la mancanza di spazio, dovuta alla molteplice folla che giungeva al Santuario, nel 1867 si pensò di costruire un tempio più grande. Il Santuario attuale, a forma di croce latina, con una navata centrale dove sono disposti otto piloni ad esagono, ai lati due cappelle e con una cupola rotonda alta, da terra, 53 metri, è stato terminato, ma non finito secondo il disegno del geometra Bertero di Carmagnola, nel 1878 grazie al lavoro di tutti i fedeli che giungevano al Deserto.

Nel 1893 ci fu la prima incoronazione della Madonna e del Bambino, concessa dal Papa a seguito della domanda di mons. Placido Pozzi, vescovo di Mondovì.

Per abbellire al meglio il nuovo Santuario, dal 1946 al 1952 con il canonico don Ruffino, allora rettore, si fece dipingere l’abside dal maestro Adalberto Migliorati, seguìto, dopo la sua morte (1952), da due suoi allievi che terminarono la cupola e il cupolino.

L'Angelo, posto all'ingresso dell'area del Santuario, simbolo di accoglienza e di ospitalità.
L’Angelo, posto all’ingresso dell’area del Santuario, simbolo di accoglienza e di ospitalità (foto Wikimedia).

Dal 1961, grazie al rettore don Vignolo, il Santuario è passato parrocchia.

Le feste principali del Santuario cominciano dalla seconda domenica di settembre e, dal 1994, proseguono fino alla prima domenica di ottobre: Santissimo Nome di Maria, Vergine addolorata, Cuore immacolato di Maria, Festa delle famiglie e degli Angeli Custodi.

All’interno del Santuario sono presenti anche due collezioni di ex voto: una a carboncino del pittore di Millesimo Giuseppe Barlocco e una su tela del pittore di Cairo Montenotte Carlo Leone Gallo. Adiacente al Santuario c’è anche una mostra fotografica dove sono stati radunati documenti storici e fotografie d’epoca. Infine, non va dimenticato l’organo, costruito nel 1855 dai fratelli Agati di Pistoia.

Affiliazione spirituale

Il 10 maggio 2003 è stata emessa la "sentenza" definitiva che conferma il rinnovo del "Vincolo spirituale" che lega il Santuario alla Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma. L’attestato è stato rilasciato dalla Penitenzieria apostolica, sottoscritto dal card. Carlo Furno, arciprete della Basilica liberiana, e dal segretario capitolare mons. Elio Venier.
  

Per ulteriori informazioni, rivolgersi al numero telefonico 019-56.43.77.

Teresio Oliveri
   

PERCORSI

M. Di Lorenzo, Nasconditi dentro il mio cuore. Il messaggio della Divina Misericordia per l umanità del terzo millennio
Edizioni dell’Immacolata 2009, pp. 177, € 12,00.

Nella Lettera agli efesini, san Paolo ci ricorda che «Dio è ricco di misericordia». Eppure egli non vuole lasciare questa ricchezza solamente per se stesso. Anzi, desidera che tutti gli uomini sperimentino la sua misericordia e lo riconoscano come padre che ama i suoi figli. Proprio per questo egli ha "chiamato" suor Faustina Kowalska e l’ha fatta annunciatrice del suo amore misericordioso. «Il messaggio della Divina Misericordia è di una sconvolgente profondità e bellezza, perché ci fa entrare in quell’oceano di grazia, di amore e di perdono che è il Cuore stesso di Dio».

Maria Di Lorenzo, apprezzata collaboratrice di Madre di Dio, in questo suo recentissimo testo ci propone di cominciare la ricerca di quel Dio che ama il suo popolo in modo incomprensibile, senza limiti. L’autrice ci aiuta a seguire le sue orme e a trovare nelle parole e nella vita di suor Faustina Kowalska, e altri interpreti e testimoni, una luce che può rischiarare il nostro cammino cristiano e spalancare il nostro cuore per Dio.

L’abbondanza dei brani del Diario di santa Faustina, l’approfondimento biblico, i messaggi dei santi e le preghiere alla Divina Misericordia ci permettono di avvicinarci a Dio ricco di misericordia e nasconderci nel rifugio del suo cuore.

Wojciech Kuziola