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N. 7 luglio 2009
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Nella
famiglia paolina - Don
Alberione e Maria
E cosa si fa per
la Vergine? «Tutto», diceva il Fondatore. «Tutto viene
indirizzato ad onorare la nostra celeste, amabile Regina». La dimensione mariana di don Alberione, oltre ad essere suffragata dal Magistero della Chiesa e dagli scritti dei Padri, non si limita a soddisfare le aree della devozione e della divulgazione, ma colloca accanto a Gesù Maestro Via, Verità e Vita – centro della creazione e della redenzione – Maria sua madre. Nei quadri della "Via humanitatis", pur con la schematicità tipica di don Alberione, questa devozione mariana va dalla dimensione teocentrica o trinitaria alla dimensione cristologica, antropologica, missionaria, apostolica, socioculturale. Mentre il pensiero di don Alberione sul culto e la devozione a Maria, regina degli apostoli, maturava nei contenuti e nelle applicazioni, anche il titolo andava arricchendosi ed ampliandosi. Era apparsa la formulazione: "Regina degli Apostoli e Madre dell’umanità", che troverà la sua spiegazione dottrinale ed apostolica più organica e sarà messa in rapporto con altri titoli equivalenti nell’opuscolo della "Via humanitatis".
«Fin dagli anni Trenta, don Alberione collocava il titolo di Regina degli Apostoli accanto a quello di Regina della storia, che nella sostanza afferma l’allargamento più universale che si possa immaginare, e che sfocia nel titolo di Madre dell’umanità... Sovente don Alberione attribuì alla Madre di Dio il titolo di Madre della Chiesa; anzi, ispirandosi all’enciclica Adiutricem populi di Leone XIII (5.9.1895), preferì il titolo di Madre e Maestra della Chiesa e Regina degli Apostoli. Ma in conseguenza della maturazione che lo ha portato alla "Via humanitatis", anche questi titoli gli appaiono limitativi. I viaggi che compì a partire dal 1946, la riflessione sul carisma paolino, approfondita attraverso la redazione delle Costituzioni definitive, e la riflessione e l’arricchimento del manuale Apostolato delle Edizioni, lo indussero all’accoglimento del titolo plenario di Mater humanitatis». Forte insistenza Basta sfogliare le annate del bollettino San Paolo e del periodico paolino Unione Cooperatori Buona Stampa per constatare l’insistenza con la quale don Alberione offre ai suoi la catechesi mariana: notizie storiche, riflessioni, articoli, dedicazioni, devozioni, preghiere, ecc. Nella catechesi di don Alberione, la Regina degli apostoli diventa: la nostra Madonna, la Madonna della Buona Stampa, la Madonna delle Vocazioni, la Madonna di ogni Apostolato, Madre della Chiesa, Madre dell’umanità, ecc.
I giovani chierici Nelle prime case paoline, come abbiamo già visto, si consacrò alla devozione e al culto di Maria regina degli apostoli il mese di maggio e la formazione degli aspiranti alla vita religiosa: «Ad onore di Maria Regina degli Apostoli si è celebrato in Casa il mese di maggio: ed uscirà un libro che illustrerà il titolo, le glorie e la devozione di Maria Regina degli Apostoli. Sotto la sua tutela la Pia Società S. Paolo ha posto i suoi giovani nel tempo del loro noviziato e i giovani chierici si chiamano i Servi di Maria Regina degli Apostoli». Consacrazione Don Alberione invitava con frequenza a rinnovare la consacrazione a Maria regina degli apostoli: «Carissimi fratelli, la Santa Madonna è nostra Madre; e noi siamo i suoi figli? È bene rinnovare spesso la consacrazione a Maria: rimettendoci sempre nel numero di quelli che questa Madre nutre, istruisce, forma, assiste, santifica». «È Maria che coltiva le vocazioni; ne possiede il segreto e l’arte. Lei che ha coltivato Gesù e i primi Apostoli, coltiverà gli Apostoli di tutti i tempi; e oggi in modo particolarissimo gli Apostoli della Buona Stampa...
Oh, come riescono bene quelle vocazioni che sono guidate dalla S. Madonna! E la Pia Società S. Paolo affida a Maria Regina degli Apostoli la formazione dei giovani e dei chierici, la formazione delle Figlie di San Paolo». Una grazia, un dono Nel 1935, parlando del mese di maggio, scriveva: «Nella Pia Società S. Paolo che cosa si fa per la S. Vergine? Tutto. Le varie occupazioni della giornata, dai più anziani ai più piccoli, tutto viene indirizzato ad onorare la nostra celeste Regina. Quando i giovani entrano nell’Istituto, sono affidati alla protezione di Maria Regina degli Apostoli ed incamminati alla sua devozione... Maria è la nostra Regina, è la celeste Madre dei piccoli Apostoli della stampa. Essa li chiama, li guida, li forma, li custodisce e li accompagna, per incoraggiarli, anche nelle lontane regioni; essi, benché privi di tante cose, partono contenti, sapendo che Maria li assiste...
Maria dal cielo sorride ai suoi figli, esaudisce le loro preghiere e per ognuno ha una grazia, un dono, una ispirazione, un incoraggiamento particolare. Ad ognuno prepara un campo di apostolato pieno di biondeggiante messe; soprattutto guida alla salvezza eterna». Giovanni Perego, ssp |
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