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N. 8 agosto-settembre 2009
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La parola del Vescovo di mons. GIUSEPPE VERSALDI, vescovo di Alessandria Il titolo di "Madre sempre vergine" con cui la pietà popolare invoca Maria, esprime una grande verità della nostra fede: questa giovane di Nazaret compie le promesse dell’antica Alleanza ed è già la donna del nuovo patto tra Dio e l’umanità redenta da Cristo. Come si sa, nell’Antico Testamento era il matrimonio e non la
verginità (intesa come sterilità) il valore umano che esprimeva
simbolicamente l’amore di Dio per il suo popolo. Maria appare sulla scena del nuovo patto con il titolo di «vergine, promessa sposa di un uomo» (Lc 1,20), alla quale l’angelo Gabriele annuncia la maternità del «Figlio dell’Altissimo». Il turbamento di Maria esprime bene il paradosso umano racchiuso nella maternità di una vergine, ma rivela il sorprendente piano di Dio che supera ogni pensiero umano. L’intenzione della giovane Maria di consacrarsi esclusivamente al Signore (che seguiva alcuni esempi eccezionali pure presenti nell’antica Alleanza) viene gradita dal Signore e realizzata fino al suo senso più pieno: l’unione della creatura al suo Creatore rende fecondo l’amore così da generare all’umanità il suo Redentore. La vergine , che in terra rinuncia all’amore umano per darsi totalmente all’amore del Dio in cui crede, in Maria diventa l’evento nuovo ed unico in cui è resa possibile l’irruzione della novità che salverà il mondo: il Verbo si fa carne, nascendo da questa donna (vergine). In questo senso si risolve il paradosso di una vergine che diventa madre senza perdere la sua verginità, anzi proprio realizzandola fino alla sua pienezza. L’amore esclusivo a Dio è rafforzato dalla vocazione di Maria a diventare la madre del Salvatore in quanto, nel dare alla luce Gesù, Maria dimostra la sua volontà di essere la "serva del Signore" affinché si realizzi la parola di Dio.
Dunque, a buon titolo invochiamo la "Madre sempre vergine" per indicare in Maria una realtà a cui deve ispirarsi la Chiesa, vergine e sposa di Cristo, la quale è chiamata a corrispondere all’amore totale di Cristo, suo sposo, con un pari amore indiviso, da cui, come per Maria, nascono nuovi figli di Dio per i quali Cristo ha dato la sua vita sulla croce. Pregare Maria con questo titolo di "Madre sempre vergine"
significa chiedere l’intercessione di Maria perché ogni credente
rafforzi nella fede il suo amore a Dio e, come Maria, si abbandoni a lui
con tutte le sue forze perché si compia la sua volontà che è la
nostra salvezza. In questa fede che si abbandona all’amore di Dio
(verginità) è nascosta anche la fecondità della nostra vocazione
(maternità) perché nel compiersi della volontà di Dio la creatura
realizza ogni aspirazione del suo cuore. Il popolo cristiano ha ben intuito la profondità del mistero della maternità verginale di Maria e non cessa di invocarla con questo titolo e, da parte sua, Maria dimostra sempre la sua protezione materna indicando ai suoi figli la via sicura della salvezza nell’ascolto della parola del suo Figlio, come fece fin dalla sua prima intercessione a Cana dove al Figlio presentò la difficoltà degli sposi e ai servi consigliò di fare secondo le indicazioni di Gesù. Sempre madre, dunque, perché sempre vergine, di una verginità che genera sempre nuovi figli. mons. Giuseppe Versaldi |
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