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N. 8 agosto-settembre 2009
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L’autore Prima
del riposo notturno «Se noi commettiamo ingiustizie, rimarremo
senza musica» In generale con il termine "Antifona" ci si riferisce a quella frase (tratta dalla Scrittura) che nella Liturgia delle ore precede e segue immediatamente un salmo. L’antifona mariana è invece quel testo in onore della Vergine che si recita o si canta al termine della Compieta. Antifone mariane di padre Rinaldo Falsini (Àncora 2009, pp. 64, € 6,00), che inaugura la nuova collana dell’Editrice milanese "Bonsai", raccoglie le quattro tradizionali antifone mariane con quella che si ritiene essere la più antica preghiera a Maria (Sub tuum praesidium, del IV secolo). Completano il volumetto il brano gregoriano Inviolata, l’Ave Maria e l’Angelus Domini.
«Ripubblicando questo piccolo testo dell’indimenticabile padre Falsini, vorremmo riproporre all’attenzione degli amanti della liturgia e alla devozione del popolo cristiano queste invocazioni che, proprio perché antiche, sono particolarmente adatte a nutrire la preghiera e il canto delle donne e degli uomini del nostro tempo» (dalla Premessa). «Una lettera della Congregazione per il culto divino suggerisce di concludere, durante l’Anno mariano, l’assemblea domenicale con un canto rivolto alla Madre del Signore, con riferimento al tempo liturgico (cf Orientamenti e proposte per la celebrazione dell’Anno mariano, n. 21). La proposta viene esemplificata indicando le classiche "Antifone mariane" (le grandi invocazioni a Maria) secondo i vari tempi liturgici: per Avvento e Tempo di Natale l’antifona Alma Redemptoris Mater, per il Tempo di Quaresima l’antifona Ave Regina caelorum, per il Tempo di Pasqua l’antifona Regina caeli, per il Tempo ordinario la stessa antifona Regina caeli oppure Salve Regina o Sub tuum praesidium.
Abbiamo pensato di accogliere il suggerimento, valido per qualsiasi occasione di preghiera, pubblicando le citate antifone in latino e in italiano, con una nota di commento. La tradizione di cantare o recitare un’antifona in onore a Maria – al termine della Liturgia delle ore, in particolare dopo Compieta – risale al XVI secolo. I canti rimasti in uso sono quattro: Alma Redemptoris Mater, Salve Regina, Regina caeli, Ave Regina caelorum. Per la prima volta si trovano riuniti in un decreto del Capitolo generale dei Francescani, tenuto a Metz nel 1249. Sono le stesse antifone di oggi. La recente riforma liturgica della Liturgia delle ore (1970) ha aggiunto l’antifona Sub tuum praesidium» (Introduzione). «"Tutte le generazioni mi chiameranno beata" (Lc 1,48). La pietà della Chiesa verso la santa Vergine è elemento intrinseco del culto cristiano. La Vergine viene dalla Chiesa giustamente onorata con un culto speciale. In verità dai tempi più antichi la beata Vergine è venerata col titolo di "Madre di Dio", sotto il cui presidio i fedeli, pregandola, si rifugiano in tutti i loro pericoli e le loro necessità. Questo culto differisce essenzialmente dal culto di adorazione, prestato al Verbo incarnato come al Padre e allo Spirito Santo, e particolarmente lo promuove» (Catechismo della Chiesa cattolica, 971). c.s. |
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