Madre di Dio

 

N. 8 agosto-settembre 2009

 «Una felice decisione»
    Sergio Gaspari

 «Da uno all’altro»

«L’ultima consegna d’amore»
    Giovanni Ciravegna

"Madre sempre vergine..."
    Giuseppe Versaldi

Concepiti dalla Parola
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

Un problema, oggi, di comunicazione
    Stefano De Fiores

Sensazione di stupore
  
 Moreno Roncoletta

Prima del riposo notturno

«Stava in piedi presso la croce»
    
Sergio Gaspari

Un segreto venuto dal cielo
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

La cura dello spirito
  
 Giuseppe Pelizza

«Quanti preghi indarno!»
  
 Eliseo Sgarbossa

«Mi ha voluto tanto bene»
    Sabino Amedeo Lattanzio

Helder Câmara, una vita per i poveri
    
Maria Di Lorenzo

«Apparve poi un segno grandioso»
    Luisa Tarabra

Opinioni

Scaffale

Nella Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 8 agosto-settembre 2009 - Copertina

 
  Opinioni

 
 di CARLO MAFERA
   

La Parola:
«Conserva in ogni cosa il silenzio interiore per rimanere in Cristo»
(Regola di Taizé).
  

Alessandra Borghese.PIÙ "MARTA" CHE "MARIA". Il libro di Alessandra Borghese (Sete di Dio, Piemme 2006, pp. 191, € 13,50), che ho accostato recentemente, si legge tutto d’un fiato. Lo stile è scorrevole e dialogico. Sembra che l’autrice si stia rivolgendo al lettore come ad un interlocutore presente, come ad un caro amico.

Mi ha colpito, nelle prime pagine, la cronaca della presentazione del suo precedente testo, Con occhi nuovi. Riferisce dell’intervento di Vittorio Messori che affermò un concetto a me particolarmente caro. Lo scrittore diceva che all’inizio del XX secolo c’era il pudore del corpo, ma dalla fine del precedente secolo e fino ad ora (inizio del XXI) c’è un persistente pudore dell’anima e quando si tratta di parlarne, la gente storce il naso, salvo poi di nascosto leggere "cose spirituali" e pregare!

Negli ultimi capitoli la Borghese tocca il tema della sofferenza e della morte (grandi tabù della civiltà occidentale). Parla della conversione di un suo amico giornalista poco prima di morire, conversione autentica dove lei ha giocato un ruolo importante e attivo, avendogli presentato un domenicano preparato e sensibile. Un colloquio da cui il suo amico uscì trasformato e illuminato. Descrive con grande delicatezza gli ultimi suoi giorni nell’isola di Panarea, luogo divenuto un’oasi spirituale per la scrittrice.

Vittorio Messori.
Vittorio Messori (foto Vision).

Ma il capitolo più toccante e coinvolgente è quello del racconto degli ultimi mesi di vita di Giovanni Paolo II, conosciuto da Alessandra che narra il suo incontro con il Pontefice, avvenuto in aereo, nel corso di un suo viaggio apostolico. Dice di aver avuto il permesso da Navarro Valls, allora direttore della Sala stampa della Santa Sede, di sedersi accanto al Papa, come avveniva per i giornalisti di lungo corso. Lei ne fu onorata, anche perché era ancora alle prime armi. Riferì a Giovanni Paolo II di essere discendente del papa Paolo V Borghese, quello, sotto il cui pontificato, fu terminata la Basilica di san Pietro. Ma il Santo Padre non sembrava interessato a questa storia. Quando però gli raccontò della sua recente conversione, il "grande Karol" si svegliò dal torpore e le fece una carezza dolcissima che le rimase impressa nell’anima…

Chi legge si sente intimo con la scrittrice, capace di far percorrere spazi di infinita e incommensurabile spiritualità. Si tratta di un viaggio interiore, più bello e più ricco di qualsiasi pellegrinaggio che tradizionalmente si intraprende. Cita infatti il grande Pascal: «Tutto il male dell’uomo nasce dal fatto che non è capace di starsene tranquillo nella propria stanza».

Taizé (Borgogna), Giovanni Paolo II abbraccia frère Roger Schutz, fondatore della celebre comunità monastico-ecumenica (viaggio apostolico in Francia, ottobre 1986).
Taizé (Borgogna), Giovanni Paolo II abbraccia frère Roger Schutz, fondatore della celebre comunità monastico-ecumenica (viaggio apostolico in Francia, ottobre 1986 – foto Casagrande).

L’autrice è più "Marta" che "Maria" e interpreta la filosofia foscoliana «dello spirto guerrier che entro mi rugge», avendo lei la necessità di viaggiare spesso, ma nello stesso tempo la nostalgia e il desiderio di ritirarsi in luoghi appartati dove dissetarsi con forti momenti di spirtualità, come fa nell’isola di Panarea.

Invito a leggere questo godibilissimo libro soprattutto per la descrizione empatica della sofferenza di Giovanni Paolo II, sofferenza che ha fatto piangere il mondo intero, dove tutti si possono riconoscere.

Carlo Mafera,
Roma