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N. 8 agosto-settembre 2009
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Nella
famiglia paolina - Don
Alberione e Maria
Se «la predica è
a domicilio» Per il Fondatore un periodico religioso riveste
«una presenza kerigmatica puntuale». E pensò e volle una rivista
totalmente dedicata a far conoscere la Vergine di Nazaret. Nel 1943, richiamandosi al messaggio di Pio XII per le celebrazioni di Fatima, don Alberione invitava «ogni Casa» a fare «la consacrazione dell’apostolato a Maria "Regina degli Apostoli"». Nello stesso anno la Sacra Congregazione dei riti concedeva alla Società San Paolo di celebrare ogni anno, nel sabato fra l’ottava dell’Ascensione, la festa liturgica della B.V. Maria regina degli apostoli con Messa e Ufficio approvati secondo i riti; inoltre, con un secondo decreto, concedeva di celebrare la festa esterna della Regina degli apostoli la prima domenica di maggio, con una Messa solenne cantata e una Messa letta proprie. Trattando il tema La Madonna e le vocazioni, don Alberione nel 1949 scrisse: «Consacrare le famiglie a Maria; consacrare le parrocchie a Maria; consacrare le associazioni a Maria; consacrare le diocesi a Maria; consacrare i seminari a Maria».
«Un libro profondo» Non dimentichiamo che già nell’aprile del 1928 don Timoteo Giaccardo pubblicava un libro di 340 pagine sulla devozione e sul culto alla Regina degli apostoli. Nella lettera di presentazione di questo libro – firmata: Aff.mo M. Alberione – tra l’altro è detto: «La dottrina, i pensieri, i sentimenti, gli ossequi che vi sono esposti non sono cose nuove per noi: li abbiamo insieme meditati, studiati, praticati. Ma il vederli oggi proposti in modo ordinato, fissati sopra pagine destinate anche ad altri, è cosa utile, meritoria, certamente gradita a Maria. Il Cielo e la terra sono uniti assieme a rendere omaggio e onore a questa cara Madre. Dio fu colui che più l’onorò; Gesù Cristo la chiamò sua madre. Ma tra i più bei titoli che le si dànno certo ha una ragione particolare quello di Regina Apostolorum». Questo significa che, nel 1928, la devozione e il culto a Maria regina degli apostoli era già ben avviato tra i figli e le figlie di don Alberione. Oltre vent’anni dopo, riandando all’origine della devozione di Maria regina degli apostoli in Casa Madre, il Fondatore ricordava ancora questo libro: «Di là il grande amore, la base teologica, la pietà filiale, la fiducia in Maria invocata sotto il titolo "Regina degli Apostoli". Dopo la predicazione di un mese di maggio sopra tale argomento, l’indimenticabile maestro Giaccardo scrisse il libro La Regina degli Apostoli. Libro profondo quanto a dottrina, abbondante di sentimento quanto a pietà, sgorgato da un’anima amantissima di Maria».
Tre volumi Durante la sua intensa attività di sacerdote e di fondatore, don Alberione, nonostante i suoi numerosi impegni, ha scritto molto su Maria e in particolare su Maria regina degli apostoli. L’abbiamo già notato, e ce lo conferma la bibliografia alberioniana. Di particolare interesse i tre volumi su Maria nostra Speranza, disposti diversamente nell’edizione del 1951; il volume su Maria Regina degli Apostoli e quello su La Madre della Divina Grazia. Don Alberione non solo scrisse libri, pronunciò discorsi e dettò innumerevoli meditazioni sul culto e la devozione mariana, ma volle anche che vi fosse una rivista mariana: «Per il Primo Maestro il periodico è "la predica settimanale, quindicinale, mensile a domicilio"; in questa presenza kerigmatica puntuale, egli ha voluto includere la predicazione mariana come fulcro di pietà popolare e di comunicazione facilitata con la Divinità. Per questo motivo incoraggiò la fondazione (15.8.1932) di un quindicinale mariano, che poi divenne mensile; era intitolato La Madre di Dio, ma nel dopoguerra il titolo fu mutato in quello de L’Aurora da lui solamente tollerato, fin che si tornò al titolo originale». Una missione Don Alberione, in occasione del passaggio della redazione della rivista da Alba a Roma, per il primo numero dell’edizione romana scrisse un articolo. Lo inizia descrivendo l’origine e le finalità della rivista; sottolineando poi la relazione tra Maria e le vocazioni, indica la missione del santuario Santa Maria regina degli apostoli (Roma) e infine afferma come sia grande il dono che Dio fa ad una famiglia cristiana, quando chiama un figlio o una figlia alla vocazione di speciale consacrazione. «Fu un sabato, giorno consacrato a Maria, – egli scrive – quando fu deciso, dietro la sua ispirazione, la pubblicazione di un periodico mariano, La Madre di Dio.
Così come era deciso, nella Famiglia paolina, la costruzione di una chiesa a san Paolo, altra al Divin Maestro, la terza alla Regina apostolorum. Il periodico mariano, nel pensiero di allora, sarebbe, a suo tempo, diventato l’organo del Santuario di Maria. Ora il periodico è trasportato a Roma presso il santuario Regina apostolorum». Nel 1957, in un articolo preparato per la celebrazione del venticinquesimo anno di vita della rivista, don Alberione scriveva: «Si compie il venticinquesimo anno dal primo numero del periodico La Madre di Dio, oggi L’Aurora, organo del santuario Regina apostolorum. Esso ha compiuto finora la sua funzione: far conoscere, amare, pregare Maria. Esso ha considerato Maria come madre, maestra, regina. Esso specialmente ha illustrato il titolo di Maria "Regina degli Apostoli". Il suo carattere fu costantemente pastorale, popolare, divulgativo. L’accoglienza da parte dei fedeli è stata buona; lo prova il numero dei lettori. L’esperienza di venticinque anni passati sono buoni insegnamenti per gli anni futuri... È chiara l’alta e particolare funzione, quindi, di questa rivista. Leggerla e farla leggere; zelarne l’abbonamento. Sarà ossequio a Maria; sarà un nuovo titolo alle sue grazie; sarà un contributo all’apostolato ed alla cristianizzazione del mondo». Giovanni Perego, ssp |
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