Madre di Dio

 

N. 8 agosto-settembre 2009

 «Una felice decisione»
    Sergio Gaspari

 «Da uno all’altro»

«L’ultima consegna d’amore»
    Giovanni Ciravegna

"Madre sempre vergine..."
    Giuseppe Versaldi

Concepiti dalla Parola
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

Un problema, oggi, di comunicazione
    Stefano De Fiores

Sensazione di stupore
  
 Moreno Roncoletta

Prima del riposo notturno

«Stava in piedi presso la croce»
    
Sergio Gaspari

Un segreto venuto dal cielo
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

La cura dello spirito
  
 Giuseppe Pelizza

«Quanti preghi indarno!»
  
 Eliseo Sgarbossa

«Mi ha voluto tanto bene»
    Sabino Amedeo Lattanzio

Helder Câmara, una vita per i poveri
    
Maria Di Lorenzo

«Apparve poi un segno grandioso»
    Luisa Tarabra

Opinioni

Scaffale

Nella Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 8 agosto-settembre 2009 - Copertina

 

 

 

 

 Angola - I più importanti santuari mariani della Nazione

 a cura di BRUNO SIMONETTO

«Mamma del cuore, veniamo a te,
per implorare la tua benedizione»

  

A più di 500 anni dall’inizio dell’evangelizzazione dell’Angola, nell’antico Regno del Congo (1491), risuona in questo grande Paese centro-occidentale dell’Africa il canto a Mama Muxima - Mamma del cuore, la più antica devozione mariana angolana dei tempi coloniali:

Mama Muxima, tueza kokué
Mamma del cuore, veniamo da te.
Mama Muxima, tutambululé -
…per offrirti tutto.

Mama Muxima, tukuatekese –
…e per chiederti,
Mama Muxima, tubane dibesa -
…la tua benedizione.

Ed è sempre commovente riandare agli altissimi accenti poetici che questa povera gente dell’Africa nera innalza alla "Madonna nera", madre di Dio e dell’umanità:

…Madre amorevole, non è vero che mistero sconcertante e desolante / è quello dei tuoi figli neri? […] / La notte fu dura e lunga […] / ma di collina in collina le pernici hanno annunziato la nascita del giorno […]. //

Per onorarti, i tuoi figli neri ti hanno scolpita / un’immagine di legno d’ebano, ebano dal nero compatto […] / Per venerarti, i tuoi figli neri ti hanno scolpita / un’immagine, bianca, fatta con l’avorio dell’elefante […] / Le tue immagini possono essere nere o bianche, senza inconvenienti / perché tu sei madre dei bianchi e dei neri […] (dal canto anonimo A nostra Madre).

Un’altra composizione liricamente canta: Madonna del Mondo nero, tu sei limpida, tu sei nera; / Madonna del Mondo Nero, nella notte delle nostre disperazioni, / Madonna del Mondo nero, nella notte delle nostre speranze / facci venire dall’Oriente / la luce splendente del tuo Figlio […]. //

Madonna del Mondo nero, non ti abbiamo mai cantata: / mai un canto delle nostre viscere, / delle viscere della nostra terra, della terra nera d’Africa, / o di terra nera d’America […] / mai un canto delle nostre viscere / ti ha cantata, "Tutta Nera" […] (dalla lirica Madonna del Mondo nero).

Giornata di pellegrinaggio all'antico Santuario di Nostra Signora di Muxima.
Giornata di pellegrinaggio all’antico Santuario di Nostra Signora di Muxima (foto Antonio Feijao).

"Terra di Maria"

In effetti, anche l’Angola viene detta "Terra di Maria" fin dai tempi in cui i primi missionari portoghesi, qui arrivati il 29 aprile 1491, costruirono subito una chiesetta intitolata a Nossa Senhora Santa Maria. Oggi in Angola si contano non meno di 100 chiese e cappelle dedicate alla Madre di Dio. Tra le principali ricordiamo: il santuario Nostra Signora di Fatima, inaugurato nella capitale Luanda dai Cappuccini nel dicembre 1964, e Nostra Signora di Nazaré, sempre a Luanda; molto famoso è anche il santuario Nostra Signora da Muxima e Madonna degli Angeli nella Provincia di Bengo; al centro del Paese, a Nova Lisboa, si trova un altro santuario dedicato a Nostra Signora di Fatima; e al Sud, a Sá da Bandeira, il Santuario della Montagna (do Monte). E ben nove delle undici Cattedrali del Paese sono oggi intitolate alla Madonna: a Luanda, Huambo, Malanje, Luso, Uije, Benguela, Saurino, Novo Redondo e Njiva.

I grandi navigatori ed esploratori portoghesi, prima di allontanarsi dalla patria, promettevano alla Vergine di diffondere il suo culto tra tutti i popoli con i quali avrebbero stabilito contatti. Così, quando i primi portoghesi, nel sec. XV, misero piede nel territorio del Regno indigeno del Congo-Angola, eressero numerose chiese e cappelle, sia pure molto modeste.

Giovanni Paolo II a Benguela (viaggio apostolico in Angola, São Tomè e Prìncipe, 4-10.6.1992, in occasione del quinto centenario dell'evangelizzazione del Paese africano).
Giovanni Paolo II a Benguela (viaggio apostolico in Angola, São Tomè e Prìncipe, 4-10.6.1992,
in occasione del quinto centenario dell’evangelizzazione del Paese africano – foto Giuliani).

I primi evangelizzatori

Per questo, non bisogna sorprendersi della consonanza portoghese dei nomi dei santuari, né della celebrità di Nostra Signora di Fatima in questo Paese dell’Africa nera, poiché furono i portoghesi i primi evangelizzatori della terra angolana, come di altre regioni dell’immenso continente africano. Citiamo, a proposito dell’evangelizzazione in terra africana, le parole di Giovanni Paolo II nella lettera apostolica Tertio Millennio Adveniente: «In Africa, dove il primo annuncio risale anche all’epoca apostolica, con i mille e seicentocinquanta anni trascorsi dopo la consacrazione episcopale del primo vescovo degli etiopi san Frumenzio (intorno al 340), ed i cinquecento anni dopo l’inizio dell’evangelizzazione dell’Angola nell’antico Regno del Congo, alcuni Paesi come il Camerun, la Costa d’Avorio, la Repubblica dell’Africa centrale, il Burundi, il Burkina-Faso hanno celebrato il centenario dell’arrivo dei primi missionari sui loro rispettivi territori…». Da più di un mezzo millennio, quindi, l’Angola è davvero "Terra di Maria".

Nella città di Luanda – fondata nel 1575, allora base militare – verso la fine del sec. XVI e in tutto il XVII secolo furono costruite varie chiese in onore della Madonna, per commemorarne i privilegi e serbare la memoria di invocazioni molto usate tra i cristiani dell’epoca.

Nell’interno dell’Angola, sempre nel sec. XVII, furono costruite altre chiese in onore della Madonna, come Nostra Signora della Concezione di Muxima, Nostra Signora di Vitória di Maçangano, Madonna del rosario di Cambambe, Madonna Assunta di Ambaca, Vergine del rosario di Rungo Andongo.

Ed è da notare che tutti questi edifici sacri venivano costruiti per provvedere all’aumento continuo dei cristiani che, già all’inizio dell’evangelizzazione della loro terra, verso la fine del sec. XV, erano più di 20.000. Oggi i cattolici rappresentano il 55% della popolazione che è di circa 16 milioni di abitanti, in una superficie di 1.246.700 kmq, quasi quattro volte l’Italia.

I cristiani qui chiamano da sempre affettuosamente la Vergine Mama Nzambi (Madre di Dio); e incontrandosi solevano scambiarsi il saluto con le parole: «Siano lodati il SS. Sacramento e la purissima Concezione della SS. Vergine!».

Papa Wojtyla lascia la Cattedrale di Benguela, dopo aver presieduto l'Eucaristia.
Papa Wojtyla lascia la Cattedrale di Benguela, dopo aver presieduto l’Eucaristia (foto Giuliani).

Chiese e cappelle

Verso la fine del sec. XIX, passati i tempi della Rivoluzione francese e della persecuzione dei cattolici da parte dei protestanti olandesi che avevano pressoché distrutto ogni vestigio mariano in Angola, i missionari alsaziani dello Spirito Santo introdussero la devozione alla Vergine di Lourdes e al Cuore immacolato di Maria. In seguito, dopo le apparizioni di Fatima, viene introdotta la devozione alla Madonna di Fatima che è oggi una delle più diffuse, con la conseguente pratica del rosario.

Negli ultimi cinquant’anni alla Madonna di Fatima, o di altri titoli, sono state dedicate nuove chiese, parrocchie e cappelle disseminate in tutto il Paese.

Inculturazione

C’è peraltro da osservare che la devozione mariana si è fortemente inculturata in Africa, nonostante le poche esperienze dirette che qui si registrano, tipo apparizioni della Vergine o successioni di fatti miracolosi, come avviene nei principali santuari mariani del mondo.

Le prime apparizioni della Madonna in terra africana riconosciute dalla Chiesa si registrano a Kibeho, un paese nel Sud del Rwanda. Il 28 novembre 1981 la Vergine appare, per la prima volta, ad Alphonsine Mumureke, presentandosi come Nyina wa Jambo, Madre del Verbo. Alcuni mesi dopo si mostra anche ad alcuni compagni di scuola della veggente.

Le apparizioni di Kibeho sono state viste come una "buona notizia" per l’Africa e per la sua Chiesa: la religiosità cristiana si starebbe africanizzando. Questo riequilibra le deviazioni causate dall’Occidente, che con la secolarizzazione sistematica e la dimenticanza dell’essenziale (valgono quasi solo la scienza e la tecnica), ha spesso sedotto l’Africa. Comunque, gli africani hanno sempre avuto visioni di spiriti e di antenati; per tanti fedeli, la Madonna o un altro santo sono diventati personaggi familiari, che fanno parte del loro universo quotidiano. Almeno su questo punto, si è operata una reale inculturazione. Per provarlo, non sono necessarie le apparizioni. Bastano i santuari. Ce ne sono in ogni angolo del continente: Poponguine (Senegal), Kita (Mali), Lagos e Kona (Nigeria), Yagma (Burkina-Faso), Dassa-Zoumé (Benin), Yamoussoukro (Costa d'Avorio), Nairobi e Subukia (Kenya), Kampala (Uganda), Soweto (Sudafrica), Namacha (Mozambico), Muxima (Angola).

A partire dagli anni ’70, il fenomeno del Rinnovamento carismatico ha segnato un cambiamento importante nella vita delle comunità africane, ridando diritto di cittadinanza a espressioni religiose radicate nella tradizione e da essa valorizzate, ma che il cristianesimo ha sempre tenute con cura da parte (la trance, ad esempio, considerata "estasi" in Europa, è stata talvolta giudicata addirittura "possessione demoniaca" in Africa).

Come si può capire, radicare il Vangelo nella cultura africana è un compito impegnativo e di lunga durata. E Maria di Nazaret, figlia di Israele e serva del Signore, diventa il paradigma anche del fedele cristiano africano. E non c’è da dubitare che saprà, anche in Africa, situare bene il posto che lei occupa nella storia della salvezza.

b.s.

Luanda: Nostra Signora della Concezione.
Luanda: Nostra Signora della Concezione (foto Henriette Koning).

«Voglio chiedervi di essere buoni»

1 - Nostra Signora di Fatima – Luanda

La devozione dei portoghesi a Nostra Signora di Fatima, in seguito alle apparizioni da maggio a ottobre del 1917, fu portata subito anche in Angola. Il 13 di ogni mese, specialmente appunto in maggio e ottobre, il popolo affluisce in gran numero alle chiese e in molti luoghi partecipa alle processioni.

Nel 1948 la statua della Madonna di Fatima, che andò pellegrina verso tutti i continenti, visitò le più importanti località dell’Angola e varie stazioni missionarie, suscitando l’entusiasmo delle moltitudini e sollecitando la conversione di molte persone allontanatesi dalla pratica religiosa.

All’arrivo della statua all’aeroporto di Luanda, la popolazione indigena, per l’illuminazione notturna, mobilitò migliaia di arcieri che lanciavano in aria frecce con alla punta batuffoli di stoppa ardenti. In un resoconto del volume La Madonna missionaria (ed. 1968, pag. 330) dei Padri della Consolata, così si ricorda lo straordinario evento: «A Villa Enrico de Carvalho pioveva dirottamente. Tuoni e fulmini terrorizzavano gli abitanti che si erano ammassati per attendere la Madonna di Fatima; ma appena la Vergine comparve all’orizzonte, le nuvole si dileguarono come d’incanto e la pioggia cessò improvvisamente».

Fu su queste premesse che a Luanda sorse la grandiosa chiesa dedicata a Nostra Signora di Fatima, che di fatto è il grande Santuario nazionale mariano del Paese. Inaugurato dai Cappuccini nel dicembre 1964, per l’opera indefessa del missionario padre Gaetano Grotto, è il punto di incontro delle autorità ecclesiastiche e dei cattolici dell’Angola.

Come nel 1967, in occasione del cinquantesimo anniversario delle apparizioni di Fatima, alcune Diocesi – come Luanda e Malanje – promossero simili manifestazioni, sempre con grande affluenza di fedeli e profitto per le anime. Nel 1970, nel pellegrinaggio dell’"Armata azzurra" attraverso quindici Paesi dell’Africa, ancora una volta si ripeterono scene commoventi di entusiastiche manifestazioni in onore della Madonna del rosario di Fatima.

O come quando, il 13 ottobre 1985 (e non a caso, in una data rievocativa delle apparizioni della Madonna a Fatima), i vescovi angolani affidarono a Maria la Nazione, proclamandola "Patrona e Regina d’Angola", sotto l’invocazione del suo Cuore immacolato.

L’Angola ebbe la visita di Giovanni Paolo II dal 4 al 10 giugno 1992, per la celebrazione del quinto centenario di evangelizzazione, che fu scritto in ogni angolo del Pese, sui foulard e sui vestiti delle donne e degli uomini, confezionati per l’occasione. Dopo quindici anni di guerra civile e dopo la ratifica degli accordi di pace a Lisbona nel 1991, bisognava che il Papa con il popolo facesse "festa" a Maria nei suoi santuari ed affermasse paternamente con forza: «La guerra ha disperso le famiglie, le ha divise, è stata motivo di complicazioni per la vita delle coppie; ha separato i bambini dai genitori, rendendoli orfani […]. Voglio chiedervi di essere buoni perché non ci siano più guerre».

E il 10 settembre 1998, di fronte alla tragica situazione del Paese, soprattutto davanti allo spettro di una nuova guerra civile, i vescovi della Conferenza episcopale dell’Angola hanno diffuso proprio da qui una lettera pastorale «affinché la politica delle armi venga definitivamente sostituita con le armi della politica, non rinunciando mai all’arma della preghiera […], perché è questa la forza che vince Dio, e ancor più gli uomini». Lettera che terminava con l’invocazione a Maria, regina della pace: «Regina dell’Angola, dà ai nostri figli un cuore nuovo, fatto di amore, di riconciliazione e di pace!».

Anche Benedetto XVI ha fatto visita all’Angola, nel marzo di quest’anno, in preparazione del secondo Sinodo dell’Africa, e componendo per l’occasione una bellissima preghiera a Maria, protettrice dell’Africa e invocata "Regina della pace".

L'interno della Chiesa-Santuario di Muxima, risalente al sec. XVI.
L’interno della Chiesa-Santuario di Muxima, risalente al sec. XVI (foto Hlder De Sousa).

2 - Nostra Signora di Muxima – Muxima

Muxima è una cittadina della Municipalità di Quiçama, in Provincia di Bengo. Vi sorge la vetusta Chiesa-Santuario costruita nel XVI secolo (tra il 1594 e il 1602) dai portoghesi su un’altura dominante il fiume Kwanza, il maggiore fiume angolano, a circa 120 km in direzione Sud-Est dalla capitale, Luanda. È il Santuario più caro alla pietà popolare angolana, dove si venera un’immagine dell’Immacolata Concezione molto antica, alla quale i fedeli riservano una grande devozione, anche se talvolta mista a forme superstiziose.

Da tutte le parti del Paese affluiscono pellegrini, in cerca di una grazia della Madonna: guarigione, riconciliazione in famiglia, ritorno di un figlio disperso in guerra, pace interiore, protezione dai pericoli di una vita moderna sempre più convulsa. A volte vi rimangono per più giorni, accampandosi alla meno peggio nelle vicinanze del Santuario, sopportando disagi notevoli come prova di affetto verso Mamà Muxima, come è chiamata qui la Madonna.

Ogni anno, nella prima settimana di settembre si organizza il pellegrinaggio nazionale, al quale partecipano non meno di 200.000 persone che, durante un’intera settimana, affrontano i disagi di un viaggio su strade non ancora asfaltate, polverose e sconnesse. Rendono omaggio con fede a Maria, percorrendo in ginocchio la spianata del Santuario e partecipando alla suggestiva processione notturna con le candele accese.

Si narra che, durante il regime d’ispirazione marxista-leninista, il presidente Agostino Neto abbia avuto così a lamentarsi: «Non ci sono pullman per trasportare gli operai al lavoro, ma ci sono sempre per i pellegrini domenicali a Muxima».

Il Santuario di Nostra Signora di Muxima, nella Provincia di Bengo.
Il Santuario di Nostra Signora di Muxima, nella Provincia di Bengo (foto www.portalangop.co.ao).

Il dehoniano Vincenzo Rizzardi, che si trovava a Muxima al tempo della visita di Giovanni Paolo II in Angola, così riferisce della vita del Santuario in una corrispondenza al confratello padre Tullio in Italia: «La visita del Papa è stato un grande avvenimento per l’Angola; era molto attesa e anche molto vigilata sotto l’aspetto della sicurezza. Politicamente, per come hanno reagito le autorità politiche, è stata un grande successo. Il Presidente ha offerto un progetto di un santuario grandioso alla nostra Diocesi di Viana.

Noi, come Diocesi, stavamo pensando alla sistemazione del Santuario di Muxima, che è il più importante Santuario mariano dell’Angola e stavamo facendo progetti di sistemazione con le autorità pubbliche. Sapevamo che il Governo aveva inviato una commissione per vedere i grandi santuari d’Europa e dell’America Latina. Ma il Presidente, senza dire nulla al Vescovo, ha anticipato tutto e tutti e ha offerto direttamente al Papa il progetto. Il Papa ha convocato il nostro Vescovo, facendogli conoscere il progetto. Lasceranno il Santuario vecchio e tutto il resto verrà completamente cambiato. Il progetto, che abbiamo visto sulla carta, prevede un piazzale che può contenere circa centoventimila fedeli e l’interno del Santuario che ne conterrà circa 10.000. Un po’ come la nuova sistemazione di Fatima».

È certo che le pratiche di devozione alla Vergine in questo Santuario sono molto partecipate, al punto di fare di Muxima una vera e propria "cittadella mariana", come Fatima appunto, o come Lourdes o Guadalupe, tanto per confrontarla con grandi santuari mariani del mondo.

Bruno Simonetto, ssp
  

Cartina topo-geografica dei santuari dell’Angola