Madre di Dio

 

N. 11 dicembre 2009

 Esortazione
    Sergio Gaspari

 Quel giorno
   Battista Galvagno

«Impariamo ogni giorno a servire»
    Giovanni Ciravegna

"Madre del buon consiglio..."
    Alberto Maria Careggio

Vita dello spirito nel Nuovo Testamento
    
Giuseppe Daminelli

Un segno di speranza
    Nieves San Martín

Un nuovo linguaggio sulla mediazione
    Stefano De Fiores

Una «Sacra Famiglia»
  
 Giovanni Battista Magoni

Un ritratto realistico e motivato

Dogma moderno, dottrina antica
    
Sergio Gaspari

Un privilegio del Signore onnipotente
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

Il Dio per noi
  
 Giuseppe Maria Pelizza

«Stella del nostro mar»
  
 Eliseo Sgarbossa

Maria, persona in relazione
    Vincenzo Vitale

Davvero originale
    
Maria Di Lorenzo

Un profondo sentimento quotidiano
    Luisa Tarabra

Opinioni

Scaffale

Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 11 dicembre 2009 - Copertina

 Editoriale

  di BATTISTA GALVAGNO

  
Quel giorno

   

Il Natale è, nell’immaginario comune, la festa più sentita, la festa cristiana per eccellenza. Ma quanto c’è ancora di cristiano nel Natale del 2009? Proviamo a fare alcune riflessioni concrete, analizzando la situazione in cui viviamo.

Il Natale è la festa più difficile da vivere in modo cristiano. Il consumismo ha prodotto qui i suoi effetti più devastanti e mistificatori: luci, regali, immagine, apparenza… Ogni tanto ci si scandalizza se qualche polemista propone di sostituire il Natale di Gesù Cristo con la festa dei doni o della famiglia, per rispetto (!?!) verso i fedeli di altre religioni.

A parte il fatto che il rispetto è altra cosa e deve essere reciproco, di fatto, nella testa e nel cuore di tanta gente, il Natale è già questo.

Al punto che si fa fatica a ritrovare un po’ di silenzio, di calma, di concentrazione.

Un'incisione di M. Mingarini (1603-1669) raffigurante la Natività, fondazione Cassa di risparmio di Cento (Ferrara).
Un’incisione di M. Mingarini (1603-1669) raffigurante la Natività,
fondazione Cassa di risparmio di Cento (Ferrara – foto Paolo Ferrari).

Il Natale è la festa più necessaria. Per molti è l’ultima porta aperta sulla fede cristiana. È significativo che a Natale, soprattutto alla Messa di mezzanotte, le chiese siano strapiene.

Capita talvolta che qualcuno ne approfitti per redarguire quanti si fanno vedere in chiesa solo in questa occasione.

Credo sia profondamente sbagliato e anti-evangelico.

Gesù non ha mai allontanato nessuno, anzi ha approfittato di ogni occasione per annunciare il suo Vangelo. A Natale, chiunque entri in una chiesa deve sentirsi accolto. L’incontro con l’umanità di Gesù è stata anche per i suoi contemporanei la premessa della fede in lui e della condivisione della sua vita.

Il Natale è una festa da valorizzare. Anche il Natale "laico"! Non dimentichiamo che la gioia, la pace, una maggior attenzione alle persone e anche il dono sono valori profondamente evangelici.

Non sono esclusi dal Regno, ma ne fanno parte, anche se non sono ancora il Regno. Se qualcuno, almeno a Natale, riscoprirà il valore della famiglia, unita per un giorno, nella festa, avrà fatto una scoperta significativa. Magari con un po’ di nostalgia per quanto ha perduto o rovinato, meglio se con il desiderio di ricostruire ciò che ha parzialmente distrutto.

Per i credenti, il Natale è la festa dell’accoglienza di Gesù in mezzo a noi, dell’incontro con lui che dà senso e pienezza alla vita.

Un Natale così va preparato nella preghiera e nell’ascolto della Parola. Se Cristo è importante per me ogni giorno, se sento il bisogno di pregarlo e di stare con lui, se ascolto e medito la sua Parola, allora posso dire con verità di essere in attesa del Natale.

E quel giorno per me sarà festa grande!